Il plebiscito digitale conquista Barcellona

catalogna-venetodi ALEX STORTI

Qualche settimana fa, l’economista americano Fernando Betancor ha scritto un lungo articolo, dedicato a cinque possibili scenari per il percorso indipendentista catalano.

Uno di questi l’ha chiamato “opzione veneta”, facendo esplicito riferimento al plebiscito digitale di marzo. Questa è una delle dimostrazioni tangibili di come l’iniziativa referendaria elettronica abbia cambiato il paradigma del diritto di autodeterminazione.
Oggi, dopo la straordinaria esperienza di marzo, il mondo sa che è possibile dare concreta visibilità alla volontà di un popolo, anche senza demandare l’organizzazione di un referendum alle istituzioni tradizionali. Questo è stato il primo, fondamentale, risultato ottenuto dalla piattaforma plebiscitaria.
Il secondo è stata la creazione di una rete di uffici pubblici autorganizzati, guidati da un organismo legittimato dal plebiscito digitale, ovvero il Consiglio dei Dieci.
Questa rete di uffici, articolata sul territorio, rappresenta il supporto operativo per l’esercizio del diritto naturale di resistenza nei confronti dello Stato Italiano, a cominciare dal fisco.
Adesso è l’ora di portare le energie e le capacità acquisite, sulla scena della politica tradizionale. È l’ora di costruire una forza politica veneta che sappia sfidare il sistema unitarista sul terreno elettorale e più classico, ma con il bagaglio di esperienze acquisite durante l’organizzazione del plebiscito. È l’ora di VENETO SI.
Il 2015 si avvicina… buon lavoro da Milano!
(intervento di saluto inviato  al Congresso di Veneto Sì dal direttore di Diritto Voto, Alex Storti)

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