Plebiscito digitale veneto, oltre al voto servirà una prova di forza

di MAURO GARGAGLIONE

Diverse testate estere si stanno occupando del referendum digitale veneto. Se ne parla a Barcellona e a Londra per esempio. In Italia, per ora, solo qualche battutina ironica da parte di qualche “firma” che scrive su questo o quel giornalone sussidiato dallo Stato. Ti ignorano (fatto), ti deridono (stanno cominciando), ti combattono (vedremo) poi hai vinto (speriamo). Così diceva Gandhi. Provo ad immaginarmi possibili scenari e relative implicazioni.

Una fetta numerosissima di Veneti (uno, due, tre milioni di persone) esprime la volontà di essere cittadini di un Veneto Stato. Quanti, lo vedremo. Qui casca a fagiuolo un convegno a cui ho assistito dove Giancarlo Pagliarini e Chiara Battistoni hanno spiegato, da par loro, il grande equivoco, alimentato ad arte, sul decentramento politico come via alla libertà e all’autogoverno dei cittadini. Balle! Decentrare non c’entra assolutamente nulla con la libertà dei cittadini di “comandare” sul loro territorio. Il fatto che venga aperta una prefettura in ogni comune e depotenziato il ministero degli interni centrale mica significa più libertà! Il fatto che le tasse le vai a pagare anche alla Regione o alla Provincia, lo stesso.

Quindi la parolina magica non è decentramento ma SOVRANITA’. Però non può esistere sovranità di alcun tipo se non esiste SOVRANITA’ FISCALE. E qui casca l’asino. Senza risorse non esiste uno stato, esiste solo folklore. Ora, questi milioni di amici Veneti si sono pronunciati e hanno urlato all’Italia che non vogliono più essere “schiavi di Roma”. E fin qui Roma tace. Se ne parla all’estero, come dicevo, ma poco o nulla in Italia.  Per conto mio possono succedere due cose.

Mettiamo agli atti, e a futura memoria, questo grido di dolore digitale, ma significherebbe rimanere confinati nell’ambito della rivendicazione folkloristica o poco più, oppure centinaia di migliaia, se non milioni, di veneti fanno seguire al grido, l’azione, l’unica che ha senso: smettono di pagare le tasse! I baristi smettono di battere gli scontrini e i negozi espongono il cartello – si accettano solo contanti-. A questo punto, ne sono certo, Roma interviene con le forze di polizia perchè ora non si scherza più.
Se succede questo, si viene alle mani!

Il che non significa necessariamente scontri di piazza, incendi, barricate e tutto l’armamentario standard delle rivoluzioni che siamo abituati a vedere al tiggì, ma che migliaia di commercianti, piccoli imprenditori e sostenitori si autodenunciano al più vicino ufficio delle entrate o caserma della GdF e porgono i loro polsi incrociati. – Siamo qua, portateci dentro -. A migliaia però. Non quattro commoventi eroi Serenissimi che si sono rovinati l’esistenza per esporre un gonfalone su un campanile.

Quello che intendo dire è che la prova di forza si deve giocare sul fatto che chi non è più disponibile a essere schiavo di Roma, mette sul piatto della partita la sua azienda, il suo negozio, la tranquillità della sua famiglia, la sua ‘roba’ (guarda caso, proprio quella che vuole difendere). Senza nessuna violenza, senza nessuna molotov, senza aspettare sotto casa il funzionario di Equitalia per spaccargli le rotule, come troppo spesso ho sentito proporre.  E allora, magari, quello che funzionò per Gandhi e un’intera nazione di centinaia di milioni di abitanti potrebbe funzionare anche in Veneto.

Diversamente, tra vent’anni, si tornerà con la memoria a quest’ennesima folkloristica manifestazione di malessere.

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49 Comments

  1. sandro says:

    Leggendo i commenti colgo diversi spunti su cui potrei dilungarmi per righe e righe ne prenderò alcuni.
    vi sentite fratelli di napoletani o siciliani: fermo restando che le parentele sono una cosa già complicata già a livello genetico, voglio precisare che il plebiscito nasce non contro il popolo italiano, anzi, i popoli italiani, che almeno io rispetto profondamente, ma contro lo stato italiano, il suo sistema burocratico asfisiante e il suo funzionariato opprimente, che ormai da 150 anni (148 in veneto) sta dissanguando la linfa di tutte le nostre regioni.
    Provate a chiedere al napoletano o siciliano cos’era il regno delle due sicilie prima dell’occupazione sabauda, o al toscano cos’era il suo granducato. erano tutti e due regni in cui l’economia era fiorente, certo sempre rispetto a quel contesto storico…la stessa repubblica veneta, sebbene occupata dagli austriaci vantava sicuramente un’autonomia maggiore rispetto a quello che offre l’italia oggi, tanto che i veneti durante la terza guerra “d’indipendenza” (da chi?) non ebbero problemi a combattere contro i sabaudi, avendo già visto il destino degli altri stati annessi (depredati come colonie dai piemontesi per coprire le loro finanze disastrte) e subirono comunque l’esito di una farsa di plebiscito traditi dai francesi che dovevano sovraintenderlo, fatto questo ormai riconosciuto da tutti i maggiori storici.
    il secondo punto è quello della costituzione: la costituzione e carta dei popoli, a servizio dei popoli e non asservitrice dei popoli, questo fin tanto che una comunità o un popolo, in maggioranza, non decide che questa venga modificata o persino rifatta.
    voglio ricordarti che ogni epoca storica e piena di editti, codici, magne carte, statuti, che dovevano essere immutabili e immodificabili per l’eternità, ma che per fortuna non lo sono stati altrimenti a quest’ora, non so, la nostra moglie la prima notte l’avrebbe dovuta passare magari con renzi.
    in italia prima del 1948 vigeva lo statuto albertino anch’esso ritenuto intoccabile, il concetto di monarchia era intoccabile, e molte altre regole ritenute inviolabili zac sono state stravolte, per fortuna.
    quindi basta con questa storia della costituzione, usata in maniera patetica in mancanza di argomentazioni
    la volontà di un popolo é sempre sopra ogni carta!!!
    Nella storia l’italia non è mai esistita se non come zona geografica come la penisola iberica, scandinava o balcanica è stata creata negl’imbroglio con tradimenti e soprusi, ci hanno fatto leggere per anni nelle scuole testi falsi in cui favoleggiavano sui 1000, sul risorgimento, cancellando la storia quella sì fantastica delle nostre regioni, anzi, stati ma la farsa è finita e oltre a noi veneti si dovranno sollevare contro la dominazione centrale tutte la altre zone italiche altrimenti saranno condannate ad un tragico destino dissanguate dal parassita stato!!

  2. Annibale says:

    Fossi nei venetisti penserei a un accordo elettorale con Grillo: noi ti votiamo alle europee, tu porti la nostra battaglia in Europa e ti batti per un referendum in Veneto. Do ut des senza implicazioni amorose. Tanto più che Grillo ha dichiarato di vedere come possibili alleati i verdi, che a Strasburgo sono tradizionalmente alleati con l’ALE.

  3. leandro says:

    “Diversamente, tra vent’anni, si tornerà con la memoria a quest’ennesima folkloristica manifestazione di malessere”.
    ——————————————-
    Purtroppo temo sarà così. La rivoluzione si fa solo con la pancia vuota e per il momento ancora si riesce a mangiare.

  4. marco svel says:

    Sentirsi italiani vuol dire considerarsi fratelli di napoletani e siciliani. Veneti voi vi sentite cosi?

  5. marina calderini says:

    Quello che occorre adesso è formare un governo ombra del Veneto e ISTITUZIONI PARALLELE come in Kosovo, ai tempi di Rugova, il Gandhi dei Balcani. Altrimenti andrà tutto in vacca, come nel 1996, sul Po. E allora sarà veramente la fine.

  6. Lord Ferrel says:

    Ma il Veneto è Membro U.N.P:O.? Se la risposta è negativa, come in realtà sembrerebbe, significa che i partiti che urlano Veneto libero non hanno in realtà alcuna intenzione di indipendenza, fanno solo sistema, come tutti gli altri…Svegliatevi e meditate

  7. Albert Nextein says:

    Va bene quello che scrive Gargaglione.
    Non mi piace l’autodenuncia in caso di protesta fiscale.
    Se io combatto un nemico cui non riconosco buonafede e rettitudine , io non mi metto nelle sue mani, mani di una giustizia marcia ed asservita ai partiti.
    No, io smetto di pagare tasse a roma e stop.
    Che vengano a fare accertamenti e accessi, e che mi denuncino.
    Vedremo.
    Io già faccio fatica a campare, e già le tasse non le pago.
    Ma non mi autodenuncio.
    E’ un atto di un’ipocrisia controproducente.

  8. Lord Ferrel says:

    Interessante, pero voglio vedere se i Vente avranno il coraggio di evadere, (perchè in materia fiscale autodichiarare che non si è piu tenuti a pagare le tasse è ancora illegale visto che non c’è nessuna legge di defiscalizzazione del Veneto) e poi di andare volontariamente a farsi arrestare. Perchè Veneti sono italianissimi, come tutti gli italiani siamo i campioni del mondo a lamentarci e poi tutto procede come prima, ma tutto ciò lo hanno capito anche dai piani alti di Roma e delle manifestazioni e dei referendum non se fanno nemmeno una grinza, anzi ci ridono sopra.
    E da italiano dico anche che fare la scenata napoletana di lamentarsi (Anche i Veneti sono maestri in questo) comincia ad essere terribilmente noioso, probabilmente la scenata senza i fatti denota che non si sta poi così male.

  9. marco svel says:

    I troll che infestano in modo ossessionato i siti indipendentisti dimostrano che i mafiosi mediterranei sono terrorizzati altrimenti in caso contrario si limiterebbero ad ignorare. Però dimostra che per liberarsi di loro sarà necessario più di un referendum digitale. Ricordate che questi ometti smidollati non molleranno mai la loro vita stupenda fatta di ozio e di “a forza napuleee”.. Comunque un messaggio ai troll sudici (e anche a quelli che si fingono del nord):vi prego continuate alimentate l’odio verso il suDDe e verso l itaGlia.

  10. Eugenio says:

    Trovo questo articolo di Mauro Gargaglione molto interessante e Realistico.

  11. Marcaurelio says:

    Colono Padano fatelo portà via….fateme sto’ favore.
    Chiamate la neuro qui ce vonno assolutamente 2 portantini col camice bianco….non ci sono altre possibilità.

  12. luigi bandiera says:

    Ah si, i GARIBALDINI sono scesi in campo e sparano kazzate contro il PLEBISCITO DIGITALE.

    C’era da aspettarselo comunque.

    Noi dobbiamo fare come Ulisse: tapparci le orecchie e PROSEGUIRE..!!

    Le sirene garibaldine che cantino pure, non le sentiamo e non le vediamo.

    PSM

  13. Moray says:

    Il Veneto è una bomba ad orologeria e Zaia anzichè mettersi alla guida della battaglia indipendentista va a roma a fare da pompiere. Per fortuna che a occuparsi di indipendenza veneta c’è Salvini, Tosi, Fontana e Patriae.

  14. Albert Nextein says:

    La protesta fiscale è lo strumento obbligatorio per la sovranità locale.
    Chiunque voglia secedere deve smettere di pagare le tasse.
    Non ci sono alternative.

  15. ben says:

    va bene il referendum…così ci contiamo e “forse “prendiamo coraggio per ribellarci…perché credo non esista referendum che roma maiala accetti…la liberazione potrà avvenire solo con sommosse e con le armi…e sarà dura…democraticamente ce la sognamo la liberazione dai delinquenti che gozzovigliano sulle nostre spalle..

  16. zisp says:

    il problema del Serenissimo Principe, che nella sua coerenza granitica si può anche rispettare per carità, è che alla fine, (“struca struca” in veneto) arriva alle medesime conclusioni degli italianisti di regime. La soluzione da lui proposta ha il gravissimo vizio di fondo di avere un supporto popolare infinitesimale. Se come si vede adesso anche con un consenso che ha raggiunto cifre milionarie stanno ponendo ostacoli molto forti, immaginatevi nel caso di una microproposta appoggiata da qualche centinaio o se va bene da un apio di migliaia di persone si potrebbe arrivare (e in effetti si vede che in pratica neanche si parte). Quello che si sta facendo potrà essere un tentativo formalmente imperfetto, ma possiede una caratteristica imprenscidile per portare a Termine la rivoluzione indipendentista: ha finalmente smosso le masse

    • L'ingegnere del falso consenso says:

      Smosso le masse per cosa ? Per altra politica italiana sull’onda del lungo periodo ? Ma per favore !!

      Il Serenissimo Principe o chi per lui, non ha mai avuto progetti o programmi di salvezza sostituendosi a Dio come determinate persone, e sparandole belle grosse.

      Il suo pensiero è semplice, per il diritto internazionali sono soggetti di diritto gli stati o i popoli insorti ( e non pacificamente), non di sicuro un ente amministrativo italiano.

      Va detto, che con una nuova assemblea costituente si potrebbe ridiscutere il ruolo delle regioni, ma non mi sembra questo il caso per l’Italia. Secessioni pacifiche su modello Cecoslovacco e Montenegrino ce le sogniamo, perché erano previste nelle loro costituzioni e di comune assenso.

      Il veneto risorsa economica italica, o insorge veramente o paga. Ma dato, la crisi e l’inamovibilità del vetusto sistema italico, la fine è già scritta !!!

      • radetsky says:

        Vai a farti fottere Ingegnere del menga

      • Aquele Abraço says:

        Prima si prova con i metodi pacifici e democratici, ossia avere 31 voti trasversali su 60 in Consiglio regionale veneto per indire il referendum. Sarà bello allora vedere rrroma dire ai veneti che non hanno il diritto di esprimere un sì o un no per la propria indipendenza (inizia la fase di lotta, dopo quelle del misconoscere e deridere) e credo allora che i consensi aumenteranno ben oltre i 31 voti minimi necessari. Di conseguenza il referendum sarà fatto lo stesso, seguendo la via catalana che ha già ignorato il divieto di Rajoy a riguardo. La squadra di calcio del Barcellona, tanto per far capire al governo centrale come stanno le cose, ha adottato il colori giallo-rossi (non quelli della rrroma, caro ingegnere) ma della Catalogna. Ovviamente, l’esito del referendum è scontato in Catalogna e lo sarà a quel punto anche in Veneto. Seppure indetto contro i voleri centrali da un organismo amministrativo locale di emanazione italiana, una volta che il popolo veneto si sarà ufficialmente espresso, è fatta, caro ingegnere, e non c’è costituzione nazionale che tenga. A quel punto o è ratificata la volontà di un popolo che ha preso piena conoscenza e padronanza di se o si ritorna al 1800 e ai moti carbonari, questa volta al contrario.

  17. luigi bandiera says:

    “oltre al voto servirà una prova di forza”

    La prova di forza sara’ solo la nostra VOLONTA’.

    VOLERE E’ POTERE.

    • alessandro says:

      Se tu vuoi non è detto che tu possa. Quel NOSTRA è gravida di insidie e complicazioni. Quel NOSTRA è l’anima di una disciplina scientifica.
      Cordialmente.

      • luigi bandiera says:

        Anche il sondaggio su A3 di questa sera (21-03-14) dice che il 92% e piu’ VUOLE CHE IL REFERENDUM SIA VALIDO.

        So che il NOSTRO VOLERE non e’ considerato dai burocrati che occupano le istituzioni. Non ci vedono proprio.
        In Francia per essere visti e considerati usarono la LAMA CADENTE..!
        Servira’ adoperarla anche in questo caso?

        Speriamo di no, ma si sa quando si comincia e non si sa’ quando ci si ferma in certi casi della vita…

        PSM

        • alessandro says:

          Mi riferivo soprattutto al fatto che tante singole volontà espresse attraverso un referendum digitale non fanno un’azione collettiva capace di dividere l’Italia. Mi auguro di no, ma ho il sospetto che i Veneti non abbiano ben chiaro che cosa possa significare per lo stato italiano perdere il Veneto. Significa perdere uno dopo l’altra tutte le regioni padane, significa morire. Lo stato combatterà, eccome combatterà, con tutti i suoi mezzi, maligni, feroci, spietati. Un referendum digitale non decreta la vittoria, forse solo l’inizio della guerra. E non mi sorprenderei, pur non sperandolo, se presto finisse tutto a tarallucci e vino, come succede in Italia.
          Con stima, Alessandro Morandini.

          • luigi bandiera says:

            Gli OTTO SERENISSIMI SANNO COME REAGISCE LO STATO DEMNOCRATICO ITAGLIANO. (Non lo dico gridando)

            Tuttavia, lo ho scritto piu’ volte che lo stato, i burocrati istituzionali, reagiranno e molto duramente non appena si accorgeranno che la faccenda si sta concretizzando davvero: manderanno le toghe a sistemare le cose. Colpirono e duramente gli sfortunati SERENISSIMI. Dovevano dare un segnale forte invece di fare giustizia fecero i BOJA, kan. Ovviamente l’azione sara’ estremamente demokratika. Eh! Se lo sentenzia la korte..?

            Altrettanto

    • pierino says:

      e noi vogliamo fortissimamente 😀

  18. pippogigi says:

    Che dire? La protesta dei forconi, da qui ci si aspettava la spallata alla marcia italia, non ha avuto gli esiti sperati. Facile da prevedere, anziché restare sul territorio sono scesi nella palude romana, che tutto insabbia e tutto corrompe.
    Questo referendum spero che sia invece il colpo di grazia finale all’illegale occupazione italiana.
    Il fatto che sia stato ignorato dalla stampa di regime (ma non dalla stampa internazionale) indica il timore che sta suscitando. Ovviamente se sarà dichiarata la secessione, roma avrà qualche problema, ma temo che reagirà come per i Notav: negazione del problema, derisione, mistificazione dei partecipanti e delle loro tesi (terroristi?), prova di corruzione (qualche decreto che poi non sarà attuato), polizia, processi.
    Tenete duro e minacciate i filoitaliani residenti in Veneto di pesanti ritorsioni all’indomani dell’indipendenza, i saggi capiranno, gli stolti continueranno nell’errore e ne pagheranno le conseguenze.

    • L'ingegnere del falso consenso says:

      Beata illusione, aspetto di essere cacciato dal veneto, proprio da te !!

      Il C9D, se ha fallito la mission, ha dimostrato una cosa; che la gente si esalta per un pò, ma passata la sbornia ognuno pensa agli affaracci suoi, e alla politica italiana, per avere entrate extra, e/o stipendio.

      Il C9D ha dimostrato, che gli italiani sono tutti divisi e anche i veneti che ne prendevano parte, visto che alcuni prendevano il tricolore e snobbavano decisamente la bandiera veneta.

      Resta comunque sempre la buona fede, di quelli che effettivamente ci credono, e lo stesso discorso vale anche per chi vota i partiti italiani ( sempre e comunque tutti lo sono). Di leghisti delusi, ne ho conosciuti, i delusi pensano sempre di fare meglio degli altri, per poi essere perfettamente identici a coloro che condannavano ….perdendo la faccia !!! Che differenza c’è tra la dichiarazione di indipendenza della Padania del 1996 e quella che farà il noto personaggio dietro al plebiscito ???

      Ore sembra che una costola del C9D si butti in politica ….a quale pro ? Togliere voti alla lega, o ai partiti indipendentisti. Neppure li conto da quanti sono !!!

      Allo stato attuale abbiamo: ” Lega + liste civiche varie, due partiti per due avvocati ( Indipendenza Veneta e Veneti Indipendenti), Veneto Stato e C9D Popoli liberi, e ovviamente il Partito del Plebiscito per il 2015….ovviamente…. immagino che ce ne saranno pure altri per il 2015.”

      Visto che tutti ambiscono a una poltrona italiana, siamo sicuri che per i prossimi anni, resteremo ancora a lungo italiani. W L’ITALIA !!!

      • sandrocan says:

        E abbasso gli italiota stronzi

      • Colono Padano says:

        Sei proprio l’ingegnere del falso consenso, un misersabile megafono della miserabile propaganda italiota fatta di “patrioti-con-il-portafogli-degli-altri” : voi che vi riempite la bocca di amenitá come “viva l’italia” osannate un’entitá astratta che non esiste, non esiste una nazione italiana, non esiste un popolo italiano. Esiste uno stato italiano, mafioso, ladro, fallito, ridicolo, bizantino e parassitario, una massa informe di popoli incompatibili costretti alla convivenza ed arrivati ormai al punto di rottura, uno stato italico che si regge solo ed esclusivamente sull’attivitá predatoria ai danni dei popoli Veneti e Lombardi che conoscono la loro condizione coloni e finalmente hanno compreso la loro forza.

        S P R O F O N D I r O M A !

        V E N E T O L I B E R O !

        L O M B A R D I A L I B E R A !

      • Simone says:

        Beehh sinceramente da come scrivi vedo in te l’anima del perdente ,non sei molto diverso da quei politici che stanno governando questo paese tutti dati parole ,ma fatti reali nessuno, probabilmente sei anche frustrato da tutti i tuo troppi anni di studio,che alla fine ti son serviti solamente a far parte del greggie di pecore che vive in questo paese,ma la vita quella vera e ben altra cosa e credimi sulla parola so quello che dico!ho avuto un gravissimo incidente e sono stato in COMA e credimi quando ti svegli la vita cambia, tutto quello che ti succede ogni giorno cambia,la maggior parte delle persone vive questa esistenza a caso e non si rende nemmeno conto di quanto possono essere influenti le loro affermazioni nella propria vita,infatti se dai solo cacca con le parole ne riceverai a vagonate in ogni ambito della tua vita ! E comunque la libertà e solo x chi a coraggio di chiederla e si carica delle conseguenze e qui in veneto ci sono molti e hanno le palle x ottenerla ma ti non sei di quell’immagine almeno non lo sarai fino a quando non deciderai di abbandonare i tuoi schemi da perdente come altre persone che vivono in questo paese!!!

      • alessandro says:

        Hai buone ragioni per ricordare ciò che gli entusiasmi infantili lasciano dimenticare, ma W L’ITALIA proprio no. A meno che tu non sia un italiano.

      • Al C9D mancava i xenerali, el popolo el ghe jera e pronto, ma no ghe jera omani guida pronti e preparà.

      • marco svel says:

        Leggendoti ingegnere del falso consenso provo ancora più disprezzo per gli italiani. Parassiti mafiosi che occupate il Veneto e la Lombardia

  19. Riccardo Pozzi says:

    Bravo Mauro.

  20. El Doge says:

    Concordo in pieno con Mauro, la crisi che ha colpito sopratutto il Nord e il Ns Veneto in Particolare, spingerà i piccoli imprenditori le partite Iva e gli artigiani ad una disobbedienza fiscale che si svilupperà come una macchia d’olio.
    Dove non è riuscita la Politica in questi 25 anni, riuscirà la crisi economica a Liberare il Veneto e tutto il Nord!!! credo che roma e il governo centrale faccia finta di ridere, in realta si stanno Cag…o sotto!!!…W el Veneto e W San Marco!!!…

    • L'ingegnere del falso consenso says:

      Ma questo non significa che porterà all’indipendenza se è solo una questione economica, basterebbe l’autonomia, o lo statuto speciale, anche se dubito che ce lo concederanno da Roma !!!

      Tutti i progetti posti in essere di statuto speciale e autonomia sono falliti miseramente.

      • pierino says:

        ma come caspita fai a scrivere che basterebbe una ‘cosa’ e subito dopo che tale ‘cosa’ è sempre fallita miseramente…
        le hai prese le pastiglie oggi ??

  21. L'ingegnere del falso consenso says:

    Queste cose sono state ripetute a iosa, da una persona che spesso ha scritto in questo giornale on-line. Il così detto:

    ” Serenissimo Principe e appellativi vari.”

    Ma tutti l’hanno sempre offeso e dileggiato !!!

    Il Sig. Busato (leghisti compresi), come anche i catalani ecc… vogliono far passare il messaggio, che residenza in una regione locale con poteri più o meno ampi, significhi cittadinanza/nazionalità. Il popolo veneto, da come si vede anche nella lingua utilizzata da molti venetisti che non sono venetici ( intendiamoci), è esclusivamente l’italiano.

    Il veneto lingua o dialetto a dir si voglia, è relegato come tutto il venetismo a semplice e puro folclore e speculazione per propaganda politica. Così ha fatto per anni il leghismo, e così stanno facendo gli indipendentisti venetisti, copiando ed emulando paro paro il loro maestro di fiction ….Bossi !! Ve lo ricordate nel 1996 ??? Eccolo…..

    https://www.youtube.com/watch?v=WHnSa2buvmw

    Il principio di diritto naturale all’autodeterminazione dei popoli, si applica “in primis” in caso di discriminazione, ma finché i veneti residenti di una regione italiana, si sentono rappresentati politicamente da essa, e non subiscono nessuna discriminazione giuridica, offesa ecc…ecc…. (perché lo vogliono e gli va bene così) resteranno sempre e solo italiani !!

    • Roberto says:

      si, il “Serenissimo Principe”…cioè tu….
      come va caro troll? ci sei mancato…

    • Veneto Oggi says:

      Mi pare che ci sia una certa confusione.
      La lingua dei veneti è per la gran parte il Veneto che viene vilipeso e perseguitato dallo Stato italiano e questo è molto peggio delle tasse che vengono sottratte.
      Ma se anche per assurdo la lingua del Veneto fosse l’italiano che cambia?
      Anche il Canton Ticino Svizzero o San Marino o alcune zone dell’Istria parlano italiano e pure sono stati esteri e popoli divesi.
      O vogliamo dire che siccome UK e USA parlano inglese si tratta dello stesso popolo?

      • L'ingegnere del falso consenso says:

        Roberto…. non usare nomi da uomo, quando sei donna !!!

        Veneto oggi ??? Mi risulta, che i Catalani abbiano imposto al governo centrale la traduzione di tutti i documenti ufficiali in catalano. E la seconda lingua utilizzata in Catalogna non è lo spagnolo, ma bensì l’inglese. Ad ogni modo, poco cambia, tanto pur con tutta la loro autonomia, non saranno indipendenti nemmeno loro.

        I venetisti parlano bene italiano, per arrivare prima a Roma, d’altronde è il loro scopo, e l’hanno dimostrato perfettamente candidandosi alle nazionali nel 2012.

        Risulta al viminale che sono registrati come autonomisti, un programma incostituzionale giù a Roma non si può ne sentire, ne registrare.

        Aò….semo romani, semo dà d’affare !!! E dajeeeeeeeee !!!

        • Alfag01 says:

          O “ma” o “bensì”… bauco.

        • Roberto says:

          sei anche ignorante oltre che un Troll….
          in Catalogna la lingua più parlata è comunque lo spagnolo, al secondo posto il catalano (il 70-80% lo capisce o lo parla).
          Saluti sapientone “serenissimo principe”

  22. Nicola Busin says:

    “Ti ignorano (fatto), ti deridono (stanno cominciando), ti combattono (vedremo) poi hai vinto (speriamo). Così diceva Gandhi”. Io mi fermerei qui. Quanto alle iniziative proposte da Mauro, che non sembra conoscere a fondo il popolo veneto, se pur interessanti sembrano folkloristiche perchè non appartengono allo stile di vita dei veneti. Il referendum digitale non è per nulla folkloristico, in ogni caso. Chiederemo aiuto agli organismi internazionali, alle Nazioni Unite, ad altri popoli (veri) e sicuramente avremo riscontro. La libertà di un popolo è una diritto inalienabile.

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