CIBO CALORICO: PIZZAIOLI D’AMERICA CONTRO LA LEGGE OBAMA

di ARTURO DOILO

La cultura del dargli addosso al “junk-food” (così definito negli Usa e importato in Italia come cibo spazzatura) è iniziata oltreoceano, dove un certo salutismo leguleista da anni – all’insegna del politicamente corretto – pretende di “farci vivere come se fossimo dei malati, per poi vederci morire sani”.

Ora, però, scoppia la protesta dei “pizzaioli a stelle e strisce”. No alle calorie scritte sui menù delle catene di pizzerie di tutta America. È con questo slogan che l’American Pizza Community, cioè l’associazione che riunisce le maggiori catene che sfornano pizze negli states, si oppone alla misura, che rientra nella riforma sanitaria varata da Barack Obama, che impone a tutti i ristoranti di specificare nei menù l’importo calorico del cibo venduto. Facile a dirsi per hamburger ed altri piatti della tradizione del fast food americano, ma ben più difficile per la “margherita” che, sostengono i pizzaioli d’Oltreoceano, nella versione americana ha 34 milioni di varianti.

L’importo calorico di ogni pizza – argomentano – cambia drasticamente a seconda del tipo di «farcitura (topping in inglese)», cioè il ripieno che negli Stati Uniti può essere quanto mai fantasioso e consistente, e del tipo di crosta scelta. Diventa così difficile dare degli importi calorici standardizzati e credibili, spiegano ancora i pizzaioli, senza contare che il 90% delle vendite viene fatto online o per telefono. Le legge, che come molte altre si inserisce in quel filone che vuole “lo Stato mamma” sempre attento alla nostra salute, rientrerebbe negli sforzi per combattere l’obesità, informando gli americani esattamente delle calorie che assumono con i troppo frequenti pasti fuori casa, è comunque chiara: tutti i fast food, i ristoranti, i “cafè” ed altre rivendite di cibo dovranno specificare sui propri menù le calorie di ogni piatto. Come hanno già cominciato a fare a New York ed in California. Bizzarro, forza delle contraddizioni forse, è che tutti questi salutisti siano gli stessi che pretenderebbero di potersi “fare di droga” senza che il potere politico glielo impedisca.

Thomas Szasz, professore emerito di psichiatria presso lo Health Science Center, della State University di New York, diceva: “Il proverbio suggerisce di non mordere la mano che ti nutre. Ma forse dovresti farlo, se quella mano ti impedisce di nutrirti da solo”! Praticamente, ciò che pretenderebbe Obama.

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