Più l’Europa è severa, più la gente vota come abbiamo visto

europarlamento
di Mario di Maio – Nonostante il catastrofismo militante dei vari Brunetta, Fratoianni, Zingaretti, e, in genere, degli esponenti dei partiti che hanno perso le elezioni del 4 marzo, probabilmente la U.E. si asterra’ dal mettere in moto la temuta procedura di infrazione contro l’Italia. E certo non per merito di Conte e del governo, ma per colpa della recessione economica generale, che suggerisce politiche di sviluppo e coesione, piuttosto che divisioni e sanzioni.

E’ quindi auspicabile una transazione con relativa sdrammatizzazione della “faccenda” che in ogni caso i nuovi responsabili collocati nelle competenti istituzioni comunitarie potranno perfezionare in autunno.Inoltre, prima della pausa estiva occorre mettere mano ad altre situazioni in sofferenza , in primis il trattamento e la redistribuzione dei migranti. Parallelamente, occorre a!lestire una normativa comunitaria relativamente al rimpatrio dei clandestini non aventi diritto di asilo, cercando di introdurre meccanismi che consentano di sfruttare a vantaggio di tutti i paesi U.E. gli accordi stipulati da ciascuno con quelli di provenienza dei ” rimpatriandi”.

Va pure ricontrollata la normativa “Junker” concernente la Brexit , cui il nostro Paese e’ particolarmente interessato. E altro…

A questo punto mi sembra doveroso rimarcare che i media più accreditati si ostinano a indicare il globalismo economico e politico come la strada da cui i populismo ci stanno pericolosamente allontanando, e dimenticano che la maggioranza dei cittadini europei ha sonoramente e compattamente bocciato senza appello queste 2 opzioni per motivi inequivocabilmente culturali..E’ quindi assolutamente fuori luogo invocare “manovre adeguate per rimettersi in carreggiata”.

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