Pil Italia penultimo in Ocse, peggio solo la Grecia. E il Nord paga più tasse di tutti

tasse5di ANGELO VALENTINO – Avete letto i dati della ripresa? Il pil italiano è cresciuto nei primi due trimestri 2017 ma il livello resta inferiore a quello del 2010 con un andamento negli ultimi sette anni che risulta il peggiore tra i paesi Ocse dopo la Grecia (e pari al Portogallo). Dunque, cosa c’è di esaltante? Dov’è il punto e mezzo di Pil che reclama Renzi? Non esiste.

Lo si legge nel rapporto mensile Ocse relativo ai primi due trimestri del 2017. Infatti,  la media Ocse, i è di 113,3 punti. La Grecia (ultimo dato è riferito al primo trimestre) è a 81,6 punti mentre la Germania nel II trimestre segna 112,6 punti, la Francia 107,6, il Regno Unito 114 punti e Gli Stati Uniti 115,2. La Spagna che ancora nel 2014 registrava una perdita di Pil peggiore di quella italiana segna, sempre nel secondo trimestre, 104,8 punti. Nel primo trimestre l’Italia ha registrato un avanzamento del Pil dello 0,4% (+0,5% la media Ocse) così come nel secondo trimestre, piazzandosi comunque tra i paesi con la crescita più lenta. Le tasse sono tra le più alte d’Europa, le pensioni le più tardive, la burocrazia la più costosa. Chi paga il conto? Qual è il territorio che deve farcela a tutti i costi? Quello che produce per tutti, con un residuo fiscale che vede la Lombardia creditrice di 54 miliardi di euro verso Roma. Quanti punti di Pil fanno 54 miliardi che tornano a chi produce?

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