Piemonte regione a statuto speciale: sul carro salta anche la Lega di Cota

di REDAZIONE

In Piemonte è piena campagna elettorale, e sul tema dell’autonomia speciale della Regione, già cavalcato da Guido Crosetto, ora sale anche la Lega. ‘Sei favorevole ad un Piemonte regione autonoma, dove le imposte/tasse rimangono sul territorio?’. È il quesito del referendum sull’autonomia del Piemonte promosso dalla Lega per sabato e domenica 17 e 18 maggio. Ad annunciarlo il segretario della Lega piemontese e presidente uscente della Regione, Robero Cota che spiega: « insieme al referendum sull’uscita dall’euro, chiederemo ai piemontesi se sono d’accordo sul fatto che il Piemonte diventi una regione autonoma, dove le imposte e le tasse rimangano sul territorio». «Il vento di autonomia soffia forte in tutta Europa ed i tempi presto saranno maturi anche in Piemonte – aggiunge Cota – sono sicuro  ci sarà una buona risposta, anche perchè uno può governare bene, risanare i conti, ma il problema vero da affrontare è quello dei nostri territori che vengono lasciati senza risorse».

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13 Comments

  1. Simona says:

    L’utente pippogigi ha già illustrato perfettamente la situazione e il quadro storico passato. La famosa italianizzazione del Piemonte è ben più subdola e rilevante di quanto si possa pensare. La grande ‘importazione’ di manodopera operata dalla FIAT nei ’70, che è andata a sconvolgere il tessuto sociale, etnico e culturale, io la chiamerei con un altro nome un po’ meno politically correct (pulizia..) ma tant’è.
    Il grosso problema attuale è appunto che quella gente ha fatto bene i conti, con una maggioranza schiacciante proveniente da altre regioni, ad oggi siamo ben pochi a spingere per la (sacrosanta) autonomia e/o indipendenza. Non di certo la Lega con relativi compagni di merende, più romanocentrici di loro non ce n’è. Ma poi, effettivamente, cosa avrebbe fatto di buono Cota in quattro anni? A me sembra che dei loro grandi cavalli di battaglia non sia rimasto molto, la sicurezza in primis che a Torino è scesa sotto livelli imbarazzanti in tutti i quartieri. Un bel lavoro, non c’è che dire. Cota era troppo occupato a spartirsi i fagiani e le quaglie con le lobbies dei cacciatori forse. Tra lui, Fassino e tutti gli altri…che branco di pagliacci.

  2. obelix il gallo says:

    Tutte le regioni dovrebbero essere a statuto speciale.

  3. luigi says:

    Meno male che c’e’ il sud che portera’ molti voti alla lega nord.

  4. braveheart says:

    MI RICORDO MUTANDE VERDI ………
    NON E’ LA CANZONE DI MARCELLA….

  5. Albert1 says:

    Tanto per cominciare, a me frega ben poco che le tasse restino a sovvenzionare 2x sagre della bagna cauda, anziché x sagre della bagna e x della spianata calabrese – le tasse devono scendere, e di molto, punto. Mi frega ancor meno dell’autonomia – piena e completa *indipendenza*, ecco, tra le altre cose, quello che serve. Poi, se è per fare l’ennesimo sdado sociallo, tassatore e smazza debito, allora restiamo in italia, che soddisfa pienamente detti requisiti.

  6. Lorenzo says:

    non so se sono più imbarazzanti loro o quelli che ancora li votano…

  7. Gianfrancesco says:

    ma dove cavolo eri in questi anni, vendevi banane a copacabana? piadine a cesenatico? wursterl e crauti a plandecorones?

    Ma cosa hai fatto nei 4 e dico 4 anni che sei stato governatore? ma perchè non ti è venuto in mente prima a te e quell’altro genio che ancora dirige la lombardia? ma ci prendi in giro? ma dove eri? in quali altri faccende eri affaccendato? cosa c’era di più importante? avevi la crostata nel forno? dovevi rugare la polenta sul camino?

    ma per favore, ma almeno stai zitto, ma non ti rendi conto che non solo non hai detto nè A nè BA durante 4 anni e adesso per sovrapiù arrivi a rimorchio di Crosetto? se per lo meno fossi stato tu il primo a proporre lo statuto speciale, ma ti fai bagnare il naso da quelli di Fratelli di i-Taglia, ma per favore!!!!!!!!!!!!

    Cota per cortesia, non dir più nulla che fai solo perdere voti alla Lega.

  8. nick says:

    Temo che chi voterà Lega in Piemonte voterà per il candidato di Forza Italia.

  9. pippogigi says:

    Il fatto che il Piemonte non sia mai stato una Regione a Statuto speciale per me rimane un grande mistero.
    Aosta è sempre stata una provincia piemontese, lo stesso accento valdostano è una sorta di accento piemontese di montagna, simili a quello parlato nelle vallate piemontesi.
    Il patois francoprovenzale è anch’esso parlato nelle vallate piemontesi diventando occitano in quella più meridionali.
    Alle pendici piemontesi del Rosa si parla il dialetto altotedesco Walser come nella alta valle di Gressoney.
    Il piemontese stesso è una lingua riconosciuta dall’Unesco, più antica dell’italiano di due secoli, parlata ininterrottamente, affiancata al francese, come in Val d’Aosta. Come la Val d’Aosta il piemonte dovette subire l’italianizzazione forzata dei toponimi, se Courmayeur durante il fascismo divenne Cormaiore e la Thuile, Porta Littoria, in Piemonte Salbertrand divenne Salabertano e Sauze d’Oulx divenne Salice d’Ulzio. Stessa cosa con l’italianizzazione dei cognomi (addirittura via Lagrange, dedicata al famoso matematico torinese venne trasformata in Via Lagrangia…. ) ed ovviamente alla colonizzazione con trasferimento di coloni da altre regioni (come avvenne in SudTirolo) per italianizzare anche la popolazione.
    Se la Val d’Aosta non divenne francese, nonostante le offerte durante e immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, fu solo per l’offerta dello Statuto speciale, con un bilinguismo di facciata (gli italiani non sono portati per le lingue estere quindi i valdostani devono studiare anche l’italiano e sopportare le scritte in italiano a fianco di quelle francesi) interessante solo per le agevolazioni fiscali che riparano la Valle dalla rapina italiana. Per fare un confronto le piste di sci valdostane ricevono 10 volte i sussidi per la preparazione rispetto a quelle piemontesi.
    Anche il Piemonte vide agenti francesi operare nelle sue vallate, De Gaulle voleva annettere il Piemonte, si limitò alla Valle stretta, allo Chaberton ed alla Valle del Roja.
    L’annessione del Piemonte alla Francia sarebbe stato solo il giusto epilogo storico, il Piemonte che poteva tornare a parlare francese, unito alle sue vecchie province Savoiarde e Nizzarde, con cui aveva condiviso tanti secoli di storia ed infine non dimentichiamoci che Val d’Aosta, Liguria e Piemonte durante il periodo napoleonico non fecero parte del Regno d’Italia ma uniti all’Impero francese. I soldati piemontesi combattevano con le divise e le bandiere francesi, con generali francesi. Un reggimento, il 111° di linea era costituito solo da piemontesi, si fece onore ad Austerlitz e fu distrutto in Russia, 19 morti su 20, fu la percentuale, triste annuncio della tragedia della divisione Cuneense che nella seconda guerra mondiale riportò a casa 1500 soldati su 16.000.
    Detto questo, ripeto, per me rimane un grande mistero il perché il Piemonte non sia mai stato una Regione a Statuto Speciale, se lo sono la Val d’Aosta ed il Sud Tirolo a maggior ragione deve esserlo il Piemonte.
    Spero che lo Statuto speciale previsto da Cota non sia solo relativo alle tasse, ma anche culturale, bilinguismo, anzi multilinguismo (piemontese, francese, francoprovenzale, occitano solo se avanza tempo e spazio deve essere studiato o usato l’italiano…), possibilità di piemontesizzare o francesizzare il cognome (compensando una distorsione praticata da Parroci, Fascisti ed italiani).
    In ogni caso il residuo fiscale del Piemonte è di 8 miliardi, 1% della spesa pubblica italiana, quella italia che non riesce neppure a trovare 4 miliardi per abolire l’Imu.
    Senza i nostri soldi e con l’imitazione di Lombardia, Liguria, e Veneto (il Veneto è più avanti, bravi) l’italia non dura neanche 24 ore.
    Come si è detto è solo una trovata elettorale di Fratelli d’Italia e Lega. La Lega visto l’insuccesso del 75% di tasse trattenute in Lombardia, della Macroregione ora si butta nell’ennesimo flop di matrice maroniana.
    Il Piemonte ne ha le scatole piene dell’italia, non ha nulla da spartire con l’italia e gli italiani.
    Al Piemonte occorre l’indipendenza, non lo statuto speciale con 60 anni di ritardo….

    • Lorenzo says:

      mah, forse perchè i poteri che comandano a Torino, e di conseguenza il Piemonte sono quelli che hanno voluto o comunque hanno tratto giovamento dall’italia: Savoia, famiglia Agnelli e gruppo Fiat, Intesa San Paolo, PD…

    • Ruben says:

      La penso esattamente come te. Sto compiendo studi sulla matrice francese dei cognomi, della lingua e dei nomi di paesi del Piemonte, e i risultati sono sorprendenti: addirittura, per molti aspetti, siamo “più francesi” che gli abitanti di molte regioni dell’odierna Francia. Risulta anche scandaloso che nessuno abbia fatto ancora questi studi o che i pochi in circolazione siano stati quasi censurati. Purtroppo però oggi l’eredità culturale piemontese è stata quasi completamente eradicata, e il Piemonte ormai fa parte veramente dell’Italia (con tutta la decadenza che ciò comporta), quindi la vedo molto dura per cambiare le cose.

  10. lurens says:

    Ovviamente quando era Presidente non gli è mica venuto in mente…..

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