Piemonte: con la crisi nel 2013 perse 2000 aziende

di CLAUDIO PREVOSTI

La crisi della domanda interna che ha caratterizzato il 2013 ha ulteriormente indebolito il tessuto produttivo piemontese che ha registrato una nuova contrazione del sistema imprenditoriale che ha determinato la perdita di oltre 2000 imprese. Lo scorso anno, infatti, nella regione sono nate 28.630 aziende a fronte delle 28.904 nuove iscrizioni registrate nel 2012. Al netto delle 31.119 cessazioni, valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio e in incremento rispetto alle 30.834 del 2012, il saldo è negativo per 2.489 unità (nel 2012 il saldo era pari a -1.930), dato che porta a 454.613 lo stock di imprese complessivamente registrate a fine dicembre 2013 presso il registro imprese delle Camere di commercio piemontesi.

Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del -0,54%, contrazione di maggiore entità rispetto al -0,41% del 2012, con unaa dinamica in controtendenza rispetto al tasso di crescita nazionale (+0,21%).  «Continuano a resistere solo le imprese che innovano e che internazionalizzano» commenta Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere Piemonte rilevando che «oggi più che mai, le imprese hanno bisogno di incentivi fiscali per le start up e l’imprenditoria femminile e giovanile, di un accesso al credito semplificato, di politiche volte all’attrazione di investimenti e alla promozione dei nostri prodotti ‘Made in’. Politiche – conclude – che le Camere di commercio attuano da sempre per creare un terreno fertile all’insediamento di imprese nel nostro territorio e per aiutare quelle già insediate a irrobustirsi e a crescere». Nel dettaglio, ad eccezione di Novara dove si registra un incremento dello 0,25%, il dato negativo interessa tutte le province del Piemonte. In particolare,Alessandria (-1,61%), Asti (-1,59%), Cuneo (-1,03%) e Biella (-1,00%) sono i territori che registrano le flessioni più sostenute. Risultano più intense rispetto alla media regionale anche le contrazioni del Verbano Cusio Ossola (-0,84%) e di Vercelli (-0,62%), mentre è più contenuta la perdita registrata a Torino (-0,11%).

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2 Comments

  1. Free4Ever says:

    In compenso gli immigrati clandestini e non sono aumentati a dismisura. Anche visivamente si può accertare che sono aumentati i lavavetri al semaforo, “nuovi itagliani” all’uscita dei supermercati, “venditori” con lenzuolate di merce truffaldina in tutte le principali vie del centro, code alle mense comunali e caritas, spacciatori nei giardini pubblici, tesserati del PD e della CGIL, ecc. Che fortuna! Le nostre pensioni saranno finalmente garantite! E adesso che i lungimiranti italici politici cancellano il reato di immigrazione clandestina, finalmente un miliardo di africani sapranno dove andare. A proposito: a quando il ponte Tunisia-Sicilia con servizio nonstop di navetta?

  2. Albert Nextein says:

    Chi è causa, anche passiva, del proprio male, pianga sé stesso.
    A stare zitti, sopportare e sacrificarsi, continuando a votare per poi esser derubati del voto e dei proprio denari e capoitali, per questo gruppo di bravi cittadini ad oltranza, tutto questo calza a pennello.

    Perché uno ,quando riconosce che si è oltrepassato il limite, deve fare qualcosa per salvarsi il culo.
    Altrimenti si chiude baracca.
    E va bene così.

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