Pianeta delle scimmie e Italia. Trova le differenze

ilpianetadellescimmieIl Meglio dell’Indipendenza

di GIOVANNI MARINI

Vista da lontano, l’Italia è sarcasticamente più triste che da vicino. È il Pianeta delle Scimmie. Vi ricordate il vecchio film? Il pianeta dominato da oranghi, scimpanzé e gorilla? Un gruppo di primati con andatura goffa, con brutte divise, primitivi, ignoranti fino al bigottismo e superstiziosi, che abitano caverne e non hanno altre macchine se non schioppi da quattro soldi con cui tengono al giogo l’umanità resa serva e muta. Metafora del socialismo, che fa della schiavitù lo strumento del proprio mantenimento in sostituzione del capitale.

Ecco: l’Italia. Una scimmiesca sedicente classe dirigente aiutata nell’azione oppressiva delle popolazioni che dovrebbe servire, da suoi simili, che lo Stato lo occupano divorandone il futuro. Nello Stato di Diritto, il diritto positivo ha il proprio punto d’appoggio nel diritto naturale, senza il quale la giurisprudenza è un vomito in cui tutto si confonde. Cos’è il diritto naturale? È l’assioma che giustifica la censura di chi prova a negare quel diritto. Quali sono i diritti naturali?

La legittima difesa: ogni individuo ha il diritto di difendersi. Il possesso della prole: nessuno più dei genitori hanno interesse a difendere la carne della propria carne e la trasmissione dei propri geni senza la quale la catena generazionale che ci ha preceduto portandoci alla vita si spezzerebbe rendendo vano il loro contributo che verrà perso. L’appartenenza tribale: la comunità in cui si vive ed il territorio in cui si nasce, quando coincidono, sono i luoghi in cui, più di ogni altro, si possono realizzare le nostre aspirazioni integrandoci, cioè rendendoci parte di quell’unità.

Se per difendermi da un’aggressione uccido l’aggressore, sono giustificato così come lo sono se ammazzo chi aggredisce i miei figli o la loro madre. Il soldato è tanto più ammirato e glorificato quanto più nemici uccide. Ciò che giustifica e legittima l’omicidio è alla base del diritto, il resto è contorno, bizantinismo. Non potrebbe essere diversamente perché senza conflitto ogni norma sarebbe priva di senso e noi vivremmo nell’Eden. L’Occidente ha potuto vivere in libertà e concedersi il tempo necessario per la ricerca della felicità di alcune generazioni grazie all’assassinio di massa di Nagasaki e Hiroshima, senza il quale soggiogheremmo al socialismo nazionale ed internazionale. Orrore, il socialismo, che affascina solo gli imbecilli.

Quando una comunità riconosce per sé questi diritti primari, matura in Nazione. Chi non lo fa si rassegna alla propria estinzione e l’Italia è tra queste. Applicare lo jus soli in un epoca in cui ogni punto del mondo è vicino, significa abbandonare il proprio territorio e la propria comunità all’usura di ospiti maleducati. È un taglio profondo nella carne di una comunità che ne scopre l’osso esponendolo all’osteomielite del multiculturalismo. Che popolo misero quello italiano che accetta di far definire chi è italiano e chi no, da una congolese sciocca. All’unico uomo cosciente finito per sbaglio sul Pianeta delle Scimmie, non rimane che prendersi una bella gnocca tra gli umani asserviti, meravigliosamente silente, e fuggire oltre il confine, nella Terra Proibita tra gli avanzi di ciò che fu la civiltà, per ripopolarla, per tante, tante e tante volte. Chiamalo fesso.

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