Piacenza è più preoccupata per i profughi libici che per i cittadini

di REDAZIONE*

L’Unione Padana non ci sta e attacca l’assessore provinciale Pierpaolo Gallini  per l’iniziativa con la quale si propone, di fornire un’occupazione ai profughi libici ospitati a Piacenza. Dichiara Enzo Varani,  consigliere provinciale: “In merito alle dichiarazioni dell’assessore Gallini di favorire l’occupazione dei profughi libici, riteniamo si tratti di un’iniziativa del tutto cieca, inutile e non rispondente ai bisogni dei nostri concittadini Piacentini. Per questo abbiamo depositato in provincia un’interrogazione, per sapere quanto ci costa il mantenimento di questi profughi e per chiedere che vengano rispediti al loro paese il prima possibile”.  

In una situazione economica pesante per le famiglie piacentine, nella quale, come sottolineato da tutti i dati socioeconomici, i piacentini sono i primi a chiedere sostegno anche economico e molti di essi hanno perso la propria attività lavorativa, riteniamo che prima di pensare all’inserimento nel mondo del lavoro di profughi che dovrebbero tornare nei loro paesi non appena vi siano le condizioni, sia necessario aiutare concretamente i nostri concittadini, ai quali, in verità, la Provincia pensa aumentando le tasse come l’aliquota dell’imposta per le assicurazioni. “Vorremmo anche ricordare a Gallini – conclude il padanista Luigi Ferraroni– che i profughi a cui bisognerebbe che l’assessore cercasse un lavoro, li abbiamo già tra tutti quei piacentini che sono disoccupati a causa della chiusura di tantissime aziende tra cui l’Hermann, l’RDB, la Busca Ugo s.r.l. e di tantissimi artigiani che hanno dovuto chiudere stretti nella morsa del poco lavoro e dello stato padrone che pretende troppe tasse in cambio di servizi insufficienti”.

Non ci stupisce che la maggioranza targata PDL, Lega e UDC nella Provincia di Piacenza guardi prima agli extracomunitari che ai piacentini ed ai padani, d’altronde la Lega stando a Roma, ci ha abituato ad atteggiamenti ben peggiori nei confronti dei propri elettori, elargendo continuamento montagne di soldi al sud. Gli attuali amministratori sembrano vivere in una torre d’avorio che non conosce i problemi dei cittadini che pagano i loro lauti stipendi. Parafrasando il famoso “il popolo non ha il pane? Ma che mangi le brioche!” viene da osservare che gli attuali politici che ci governano, non accorgendosi della grave situazione di tanti piacentini, dicono “per i profughi lo Stato non ci dà più soldi? Mettiamoceli noi con le tasse dei piacentini! E troviamo pure un lavoro per questi profughi, alla faccia dei piacentini che non ce l’hanno!”.  E si che quando hanno visto la loro poltrona minacciata, il referendum per andare in Lombardia lo hanno richiesto e quindi dovrebbero almeno immaginare cosa vuol dire per un piacentino non avere un lavoro nel proprio territorio!

*Direttivo provinciale – Unione Padana Piacenza

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4 Comments

  1. Dan says:

    Senza offesa, ma invece di esordire dentro il consiglio comunale con “In una situazione economica pesante per le famiglie piacentine” perchè non si stampano tanti bei volantini e non si appendono ad ogni angolo della città ?
    Si coinvolgano direttamente “le famiglie piacentine in una situazione economica pesante”, si denunci pubblicamente (ma sul serio, non dentro una stanza) che loro devono restare disoccupati perchè ci sono i nuovi arrivati e li si inciti a reagire di fronte a tutto questo.

    Se le famiglie piacentine sono veramente in difficoltà economica risponderanno all’invito e se non lo sono allora vuol dire che si può fare.

  2. lory says:

    Qui ci sono dei presunti Padani che il loro comportamento stupido e buonista in altri tempi sarebbe stato giudicato un tradimento, vergognatevi !!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Silvia says:

    Leggo la notizia e rimango schifata ma non sorpresa.. Perché i nostri politici locali dovrebbero essere diversi da quelli nazionali? In fin dei conti sono un loro prolungamento, parafrasando “un ramo che pende dal tronco”!
    Ho 42 anni e 4 figli, e sarei ben lieta di imparare l’arabo così potrei iscriversi nelle liste dei profughi libici e magari trovano il lavoro anche a me!

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