Piacenza e provincia al voto per passare con la Lombardia

FONTE ORIGINALE: www.corriere.it  di LUIGI CORVI

MILANO – La rivolta delle Province contro gli accorpamenti decisi per decreto, approda a una svolta che potrebbe aprire, in teoria, la strada a una rivoluzione geografica. La Cassazione ha infatti dato il via libera al referendum di Piacenza per passare alla Lombardia. La decisione, la prima del genere (un’analoga iniziativa di Belluno era stata bocciata), sarà ora comunicata alla presidenza del Consiglio che avrà 90 giorni per individuare la data delle elezioni (potrebbe coincidere con le Politiche di primavera). Poi però l’ultima parola spetterà alle due Regioni interessate.

Il passaggio alla Lombardia di Piacenza, provincia di confine destinata invece con il riordino a unirsi a Parma come ai tempi del Ducato, è sempre stato un cavallo di battaglia del presidente della Provincia, il ciellino Massimo Trespidi, dal 2009 alla guida di una giunta di centrodestra, che nella Lega Nord ha trovato un facile alleato. Il 24 settembre scorso il consiglio provinciale aveva deciso con i voti della maggioranza (Pdl-Lega-Udc) per il referendum, contraria l’opposizione. Il giorno dopo, i consiglieri Filippo Bertolini (Pdl) e Thomas Pagani Lambri (Lega Nord) avevano depositato la richiesta all’Ufficio elettorale centrale della Corte di cassazione e giovedì sera è arrivato il sì, comunicato ieri da Trespidi in consiglio.

L’esito del referendum, però, appare tutt’altro che scontato. I piacentini, infatti, hanno accolto la notizia con freddezza e anche tra le categorie produttive ci sono perplessità. Perché se una parte dell’economia è legata al territorio lombardo e gravita su Milano, un’altra – soprattutto quella agricola – ha solide radici in Emilia. Certo, sullo sfondo c’è la storica rivalità tra Parma e Piacenza che aveva già acceso nelle scorse settimane bagliori di guerra tra le due città, sul nome della nuova Provincia (Piacenza-Parma o Parma-Piacenza?), sulla sede, su quale delle due Province è più virtuosa e così via.

Cantano ovviamente vittoria i promotori del referendum, primo fra tutti il deputato piacentino Massimo Polledri (Lega Nord). «Se l’istinto ci dice di rimanere dove siamo – spiega -, non avendo nulla contro Parma, la ragione ci spinge ad andare via. Ma ora la parola passa ai cittadini». Soddisfatto anche il deputato Massimo Foti (Pdl): «Falliti i pannicelli caldi dei ricorsi, della deroga ai criteri, la strada maestra del referendum si è mostrata vincente». «Noi – gli risponde però Marco Bergonzi del Pd – andremo tutti a votare, sicuramente, e dimostreremo che i piacentini vogliono stare in Emilia». E il segretario provinciale della Lega, Pietro Pisani, ammette: «Sarà una sfida difficile, meglio mettersi a lavorare subito». Il primo obiettivo è quello di raggiungere il quorum (la maggioranza degli elettori iscritti).

Ieri, durante la seduta – che potrebbe essere l’ultima – del consiglio provinciale, il presidente Trespidi ha sottolineato che «il referendum non deve essere targato da alcun partito: è uno strumento fornito ai piacentini perché liberamente possano esprimere un’opinione in assoluta serenità». Ma Trespidi ha anche riacceso la polemica con la Regione, governata dal Vasco Errani (Pd), accusata di fare con l’Anci (l’Associazione dei Comuni italiani) «un’azione a tenaglia che porterà allo svuotamento di potere delle Province». Secondo il presidente piacentino, la Regione vuole tenersi le funzioni relative ad agricoltura, formazione professionale, mercato del lavoro, e togliere alle Province (che con il riordino dovrebbero passare da nove a quattro, più la città metropolitana di Bologna) altre funzioni come la programmazione territoriale.

Intanto il ministro Filippo Patroni Griffi ha annunciato per venerdì prossimo il decreto in cui sarà scritto come e quando gli accorpamenti saranno ufficiali.

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2 Comments

  1. Galeazzo Visconti says:

    Piacenza Lombarda: http://www.facebook.com/pages/Piacenza-Lombarda/101534443342297

    Uniamoci e facciamo massa critica! Nessuno può decidere al posto dei diretti interessati, ossia solo ed esclusivamente i Piacentini!

    Sì al Referendum, Piacenza Lombarda!

  2. luigi bandiera says:

    E’ solo una perdita di tempo.

    Rimango qua o passo di la’..?

    Mai passare con se stessi auspicando l’AUTODETERMINAZIONE..?

    Mah…

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