Petrolio, Sud Sudan e Sudan firmarmano accordo di cooperazione

di REDAZIONE

Sudan e Sud Sudan hanno firmato ieri una serie di accordi su sicurezza e cooperazione, dopo quattro giorni di trattative ad Addis Abeba, che però non portano a soluzione le questioni cruciali dello status della regione di Abyei e della demarcazione della zona di confine e di sicurezza. Lo status di Abyei e la definizione della linea di frontiera sono le questioni più sensibili di una serie di punti rimasti irrisolti dopo l’accordo di pace del 2005, che mise fine a decenni di guerra tra i ribelli del sud e il governo di Khartoum e che ha portato all’indipendenza del Sud Sudan nel luglio 2011. Almeno un quinto del confine fra i due Paesi (lungo circa 1.800 chilometri) non è stato definito e le regioni contestate sono spesso ricche di minerali o di altre risorse; in base all’accordo del 2005 il confine dovrebbe essere quello del 1956, ma le carte di epoca coloniale sulle quali era basato sono a volte contraddittorie e sul terreno non è stata svolta alcuna opera di demarcazione. Lo stesso accordo prevedeva di tenere un referendum ad Abyei (estesa quanto il Libano), poi sospeso nel 2011 per assenza di un’intesa sugli aventi diritto al voto.

Il ministro della Difesa sudanese, Abdel Rahim Mohammed Hussein, e il suo omologo del Sud Sudan, John Kong Nyuon, hanno firmato un “accordo sulle misure di sicurezza” lungo la frontiera, che prevede la creazione di un “meccanismo politico e di sicurezza congiunto” e di una “zona di confine demilitarizzata in corso di attivazione”. Questa zona cuscinetto, larga 10 chilometri sui due versanti della “linea di controllo”, mira a scongiurare una ripresa degli scontri dopo quelli del maggio scorso, ma anche a tagliare le linee di rifornimento ai gruppi ribelli presenti nelle regioni sudanesi del Sud Kordofan e del Nilo Blu, che secondo Khartoum vengono sostenuti da Juba. Juba e Khartoum hanno anche siglato un “accordo post-secessione” riguardante lo status dei cittadini di ciascuno dei due stati sul territorio dell’altro e intese commerciali, arrivando anche a un accordo sul petrolio che potrebbe favorire la ripresa della produzione di greggio da parte del Sud Sudan, sospesa lo scorso gennaio per controversie con Khartoum sul prezzo dovuto per l’utilizzo delle infrastrutture di Khartoum.

Il Sud-Sudan possiede infatti i tre quarti delle risorse petrolifere, ma Juba è totalmente dipendente da Khartoum per l’esportazione del greggio. Il contenuto dell'”accordo di cooperazione” raggiunto oggi su tale questione non è stato però riferito nel dettaglio.

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