Persecuzione del fisco verso il Tea Party, inchiesta negli Usa

di REDAZIONE

Il procuratore generale degli Stati Uniti Eric Holder ha ordinato di aprire un’inchiesta per far luce sui casi di trattamenti iniqui da parte dell’Internal Revenue Service (Irs, il fisco americano) nei confronti dei gruppi non-profit anti-tasse e critici verso il governo. “L’Fbi sta lavorando con il dipartimento di Giustizia per capire se è stata infranta la legge o ci sono state delle violazioni penali”, ha detto Holder. “Anche se queste azioni non fossero punibili dalla legge sono da considerarsi oltraggiose e inaccettabili”, ha continuato il procuratore generale. La polemica era scoppiata venerdì scorso quando una funzionaria dell’Irs aveva chiesto scusa ai Tea Party per averli presi di mira con controlli continui: il fisco avrebbe controllato più volte se i gruppi conservatori potevano avere accesso alle esenzioni fiscali riservata alle organizzazioni politiche. Anche il presidente Barack Obama ha condannato gli episodi e molti esponenti repubblicani hanno accusato l’agenzia governativa di “violazione dei diritti civili”. Il fisco americano avrebbe svolto indagini accurate su questi gruppi, dal 2010 fino allo scorso anno, solo perché nei loro nomi comparivano le parole ‘Tea Party’ o ‘Patriot’, il nome di uno dei gruppi libertari più conosciuti in America.

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2 Comments

  1. claudio says:

    Non concordo con Dan: la cosa riguarda solo banana republic nella quale non si rispettino i diritti civili e, ai sensi della banancostituzione, sono negati diritti civili di contestazione di materie fiscali.

  2. Dan says:

    Beh è ovvio: questi inneggiano all’evasione.
    Se si vuole veramente combattere la bestia: zitti e muti, non si paga e si frega a manetta

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