Pernigotti ai turchi. Governo cioccolataio. Un altro pezzo di Piemonte in malora

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di ANGELO VALENTINO –  La notizia è che si dice una cosa ma poi se ne fa un’altra. E’ così che al ministero per lo sviluppo economico   è stato firmato l’accordo grazie al quale il marchio Pernigotti resta in mano ai turchi.

Aveva detto invece il ministro un mese fa: “La Pernigotti non solo deve continuare ad esistere come marchio ma deve continuare ad esistere con i suoi lavoratori”.

Il 5 gennaio scorso visitando lo stabilimento di Novi Ligure, erano stati illusi i lavoratori che tutto sarebbe rimasto in Piemonte, nessuno avrebbe perso il posto. E giù cioccolatini durante il sopralluogo…

che la storica azienda dolciaria italiana sarebbe rimasta in Italia e che nessuno sarebbe stato licenziato.

Ora invece i sindacati  hanno firmato l’accordo sull’ammortizzatore sociale per un anno perché il gruppo turco Toksoz  proseguirà nella sua politica di commercializzazione dei prodotti altrove. D’altra parte la esternalizzazione della produzione alla Laica di Arona (No) era già stata avviata. E Di Maio nelle trattative?

Era in Francia a prendere accordi con i gilet gialli.

Intanto la premiata ditta  Pernigotti dal 1868, non c’è più. L’azienda chiude la produzione. Il territorio va a farsi benedire.

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2 Comments

  1. caterina says:

    mi sembra che un ministro che non capisce il valore delle aziende perché al massimo avrà dato una mano al padre che nel suo piccolo dava lavoro in nero… non sia proprio nel posto giusto al governo! troppi errori di valutazione… chissà da dove pensa di prendere i soldi per tutti quelli che restano senza lavoro…A volte meglio un fallimento …non si sa mai che si ripeta il miracolo di un’altra specialità dolciaria di cui custodivano il segreto!

  2. Flavia Riva says:

    La competenza di Di Maio arriva fino qui. Il risultato ottenato conferma che circa 100 posti di.lavoro sono stati sacrificati. Un altro successo di questo governo .

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