Perizia psichiatrica: Kabobo deve uscire dal carcere di San Vittore

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Le condizioni di salute mentale di Adam Kabobo, il ghanese che l’11 maggio dello scorso anno ha ucciso tre passanti a colpi di piccone, sono incompatibili con il carcere e deve essere trasferito da S.Vittore a un ospedale psichiatrico giudiziario. Lo ha accertato una perizia disposta dal tribunale del Riesame di Milano, che sulla base della perizia dovrà decidere. L’integrazione della perizia è stata depositata oggi, dopo l’istanza con cui i difensori del ghanese, gli avvocati Benedetto Ciccarone e Francesca Colasuonno, avevano chiesto al riesame il trasferimento di Kabobo in un luogo di cura, sempre in regime di custodia cautelare. La relazione del medico sarà discussa in un’udienza fissata per il 27 gennaio. Quindi i giudici del riesame prenderanno una decisione sull’eventuale trasferimento dell’imputato per il quale il procedimento con rito abbreviato comincerà il 6 febbraio davanti al gup Manuela Scudieri.

L’ESAME PRECEDENTE – Nei mesi scorsi, era già stato effettuato un esame psichiatrico su Kabobo, ma esclusivamente in relazione alla capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La perizia aveva stabilito che il ghanese era processabile con il rito abbreviato e che non era totalmente incapace di intendere e di volere. Sempre questa relazione dei medici aveva accertato che Kabobo soffre di una forma di psicosi schizofrenica. Ora il Tribunale del Riesame dovrà pronunciarsi sulla base della nuova perizia depositata oggi, sull’opportunità di scarcerare Kabobo, detenuto a San Vittore e trasferirlo in una struttura ospedaliera per detenuti affetti da problemi mentali.

da: www.corriere.it

 


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4 Comments

  1. Pedante says:

    Esaminando singoli casi si rischia di finire nel vicolo cieco della cronaca nera (!). Soltanto una mela marcia, ecc.

    Occorre parlare della biodiversità umana. I nomi di riferimento includono tra altri, Rushton, Herrnstein, Murray, Jenson, Levin, Lynn, ed Eysenck. L’incidenza e il tipo di malattia mentale (nonché la predisposizione alla violenza) non sono uguali tra etnie/razze diverse.

    Singoli casi non hanno importanza per la gestione dell’immigrazione. Tendenze di gruppo invece sì.

  2. Unione Cisalpina says:

    siamo all’abominio del buonismo katto_romano (kattoliko) e del marciume kodifikato della giustizia italika d’ispirazione e gestione merdionale duosikula…

    kuanto ankòra dobbiamo, noi padani_cisalpini, sopportare kuesto scempio fatto proprio in nome del popolo !? … e dov’è il popolo (nello specifiko le vittime e loro kari ke pretendono giustizia… x non farsela da soli !) la parte offesa vilmente gabbata e disprezzata !?

  3. ginobricco@ says:

    e allora bisogna risalire a chi lo ha fatto entrare e lasciato circolare libero, trovato questo o questi personaggi, dovrà o dovranno subire un processo e una condanna esemplare

    • Pedante says:

      È logico. Se tu, appartenente a un gruppo minoritario perseguitato, desideri che la coesione della maggioranza venga ridotta, farai di tutto perché i politici aprano le porte a immigrati impossibili da assimilare. Caos? Tanto meglio. Contemporaneamente farai scrivere ai tuoi politici delle leggi bavaglio per sopprimere le proteste dei residenti autoctoni. Questi immigrati sono usati come un solvente per erodere l’omogeneità sociale.

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