Periferie come banlieu. Dove i partiti trattano la gente come feccia

di BRUNO DETASSISAgropoli Castello

Milioni per i campi rom e per la loro pulizia, ma il sistema Buzzi, scoperto dalla procura di Roma, faceva sì che la cooperativa intascasse per creare le discariche attorno ai campi rom. Ora tutti vedono l’orrore, ma prima non lo vedeva nessuno. Dalle forze dell’ordine ai partiti, alle associazioni. Tor Sapienza è un’altra storia ancora. Integrazioni forzate.  Ma di Tor Sapienza ce ne sono in tutte le città. E non le vede nessun partito. A Milano la vicenda degli alloggi Aler è un altro tassello devastante dell’incapacità di gestire l’ordinario e lo straordinario. Ora arriva il Censis a ricordare che “Il degrado delle periferie italiane non può più essere ridotto a semplice eccezione alla regola del “buon vivere”, evocando il rischio per le nostre città di un effetto “banlieue”, ovvero di disordini simili a quelli avvenuti nelle periferie parigine.
“Per un paese come l’Italia – spiega il Censis – che ha fatto della coesione sociale un valore centrale e che si è spesso ritenuto indenne dai rischi connessi alle fratture sociali che si ritrovano nella banlieue parigine o nei quartieri degradati della inner London, le problematicità incancrenite di alcune zone ad elevatissimo degrado non possono essere ridotte a una semplice eccezione alla regola del ‘buon vivere'”.

Ebbene, come nel periodo dei feudatari, il castello conteneva dentro sè arti, mestieri, il commercio, la vita. Fuori, la politica lasciava vivere di poco o nulla gli straccioni. Non è che sia cambiato nulla da allora ad oggi, i feudatari politici mangiano e rubano, ciascuno secondo il proprio casato.

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