Perché stupirsi di Macron? La Francia bruciò Giovanna d’Arco. Ma anche il Nord è una Giovanna d’Arco bruciata e tradita

giovanna d'arcodi STEFANIA PIAZZO – Italia vomitevole per aver respinto una nave carica di migranti. Fiumi di parole e mezza diplomazia europea in crisi. Ovunque si giri la frittata, è l’Europa priva di identità, carica di tradimenti. Francesi, che rinnegano tutto da secoli, e sono anche quelli che hanno bruciato Giovanna d’Arco. Infine, è la questione migratoria, posta come chiave del consenso politico, dall’incasso più che scontato e che pone in secondo e ultimo piano una questione morale, fatta di sperequazione fiscale tra nord e sud dell’Italia. Non è più la ragione sociale dei partiti del Nord l’obiettivo della perequazione tra il dare e l’avere. Anche il Nord è una Giovanna d’Arco bruciata e tradita.

Così, ci piace ricordare il nostro pensiero su Giovanna d’Arco, paradigma dei tradimenti. Quando vai a Parigi e vuoi leggerne la storia, devi prendere la linea rer, uscire dalla città e approdare a Saint Denis. La prima volta che la vidi fu più di 20 anni fa. Fu un discreto inferno arrivarci, con gli altoparlanti della metro di superficie che avvisavano i viaggiatori di stare, come si dice, all’occhio. I vagoni erano devastati, le poltroncine parevano essere passate per le mani  degli hooligan. Amen.

Ma ecco l’arrivo. Cittadina di Saint Denis. Un ghetto, una banlieu, non ne avevo mai visto una prima. Nord Africa o Francia? Non sapevo, ma percorsi i viali in fretta. L’obiettivo era arrivare alla prima cattedrale gotica della storia, luogo anche di sepoltura dei re di Francia. Ma l’attrazione era ed è tutta nel suo racchiudere 500 anni di storia cristiana  d’Europa, in un portale di strepitosa bellezza. Si legge di tutto, su questo monumento che rappresenta tutti noi, perché passa la cronaca di questi giorni.

E’ lì, in quella cattedrale, che Giovanna d’Arco, patrona di Francia, dopo aver guidato il suo paese nella guerra dei cent’anni contro le armate inglesi, fu venduta proprio al nemico, processata e condannata al rogo per eresia nel 1431. Fu riabilitata solo nel 1456 e canonizzata addirittura nel 1920! Fu a Saint Denis che depose la sua armatura.

A volte la storia torna e lo fa con implacabile e imperdonabile precisione. Giovanna d’Arco fu fermata a Saint Denis, di cui si è scritto per il terrorismo e la nuova guerra.

“Dell’amore o dell’odio che Dio ha per gli Inglesi (gli invasori di allora, ndr), io non so nulla, ma so che saranno buttati tutti fuori dalla terra di Francia, eccetto quelli che vi periranno”. Santa Giovanna d’Arco, patrona di Francia, settimo interrogatorio, marzo 1431.

La fortezza è una virtù cristiana. Dove abita ora?

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3 Comments

  1. RENZO says:

    1945-1995 in Europa 50 anni di pace crescita benessere FRONTIERE, MONETE DIVERSE giustamente ecc ecc poi sono arrivati i FENOMENI…. alla “prodi” ed ecco l’inferno in terra altro che ex URSS… ci vorrebbero migliaia e migliaia di Giovanne D’Arco …..trovarle
    WSM

  2. Riccardo Pozzi says:

    L ‘ipocrita vanità francese è direttamente proporzionale alla corrotta mollezza italiana.
    Tutto è strumentale e strumento di disinformazione. Resta la storia, per chi ne conserva memoria.
    Penna strepitosa di Stefania.

  3. caterina says:

    ma perché stupirsi della vanità dei francesi? Giovanna d’Arco…e l’eliminazione dei Vandeani, magari imbarcati su battelli nell’estuario della Loira e fatti annegare aprendone il fondo… o partire dal Porto di Nantes verso l’africa per fare il carico di schiavi stipati nelle stive e traspostati nelle Americhe… val la pena visitare la documentazione nel castello ristrutturato di Anna di Bretagna, o a Cloè il pantehon silenziato nella regione che ogni si chiama Alta Loira molto decoroso per la verità e con una grande raccolta di documenti… ma i francesi sono anche quelli che fecero fuori il loro re e famiglia a Parigi e poi costrinsero anche i capi della loro rivoluzione a suicidarsi… no! nessun popolo della nostra penisola li superò in crudeltà e stoltezza con la loro aria di superficialità e stoltezza… non possono dar lezione a nessuno, né a noi né ai popoli d’Europa…anche se purtroppo gli intellettuali nostrani dal settecento in poi ne subirono il fascino… ma si sa, l’erba del vicino è sempre migliore! per le pecore e non solo…

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