Per un Veneto indipendente senza nostalgie nazionaliste

di MARCO PINETTI

Veneto è chi il Veneto fa” è un breve e agile pamphlet scritto da Luca Schenato, giovane veronese residente in Svizzera, indipendentista e libertarian. Il libro si presenta come un divertente ma dotto manuale di conversazione per le situazioni in cui noi indipendentisti ci troviamo ad affrontare gli oppositori alla nostra visione. Vengono confutate tutte le più frequenti tesi contro l’indipendenza, dalla sua presunta illegalità fino alle accuse di razzismo e nazionalismo.

Schenato racconta in prima persona il proprio percorso di conversione dai risorgimentalisti banchi di scuola fino alla consapevolezza del proprio essere veneto, dando un tocco di colore con alcuni gustosi aneddoti.

Non mancano precisi riferimenti giuridici, storici e addirittura linguistici: un intero capitolo è dedicato all’argomento lingua veneta. Proprio da qui comincia a trasparire chiaramente la visione indipendentista di Schenato, molto lontana da nostalgie nazionaliste e dal culto del passato e proiettata invece al futuro, all’integrazione con gli altri popoli del mondo e alla libertà. Così risponde l’autore a chi sostiene che il veneto sia una lingua morta: “lasciamolo libero di evolversi, di essere parlato e scritto, di essere usato e se avrà carattere, meriterà di essere parlato e di vivere”.

Proseguendo la lettura, questa visione diventa via via più evidente, e costituisce uno dei tratti più interessanti del libro per chi è già un convinto indipendentista. Gli ottimi princìpi del passato veneto non devono essere venerati come reliquie, ma… CONTINUA A LEGGERE QUI

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9 Comments

  1. Eugenio says:

    Questa frase del libro di Luca Sclerato,mi a fatto Pensare ,Ma perchè uno Straniero venendo abitare nel VENETO si debba sentire Veneto(rinnegando il suo popolo ,la sua cultura ,e le sue Tradizioni?) Penso per un fatto economico..Questa è una persona che per i soldi rinnegherebbe anche suo padre e sua madre.Se dal Veneto andasse in Scozzia si sentirebbe Scozzeze.Insomma è un Tipo che come Motto a Francia o Spagna basta che se Magna! Per quanto riguarda il TITO LIVIO deve essere un Sinistroide medio-borghese che non se la passa male economicamente e si diverte a prendere per i fondelli i Veneti.

  2. Paolo says:

    Se cliccate per continuare all’interno dell’articolo la laettura dello stesso(http://www.dirittodivoto.org/dblog/articolo.asp?articolo=375) avrete la possibilità di leggere il libro. Non è lunghissimo, fatelo. Però spero che il Veneto decida di puntare di più su cultura, formazione, Università e tecnologia, un po come fa l’Austria e la Germania.

  3. Emilia2 says:

    Se i Veneti vogliono veramente fare uno Stato indipendente veneto vuol dire che sono nazionalisti.

  4. Gino says:

    Un meridionale, un africano, un asiatico non potranno mai essere veneti, quindi il “veneto è chi veneto fa” non sta in piedi.
    Veneto è chi è nato in terra veneta da antenati veneti.

    • Caro Gino

      semo tuti fiołi de migranti.
      Ente ła tera veneta łi omani łi xe rivà a scuminsiar dal Pałeołetego, a ondà, semo tuti on xmisioto però no xe dito ke kive posa rivar tuti parké no ghè posto par tuti, prasiò cogna sernir ben ki ke vien e ki ca se xpoxa o se adota, sparagnar, economixar, far pułito, łaorar, curar e servir anca col defendar ła nostra tera da tuti łi łaxaroni ke ła pesta sù sensa vołerghe ben e co poca creansa.
      Dapò anca on moro, on xało, on padan, on teron, on xlavo, n’endios, n’endian, … el pol devegner co łi ani on bon veneto sel se cata ben e sel ga creansa e amor pala nostra tera e par le so xenti.

      Veneto:etimoloja, xenetega e storia
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4eEhyQXhaUXQxZzQ/edit?usp=drive_web

      Le raixe de le çità venete
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4bkthS2xLdFNBems/edit

      Na ‘olta, coanti omani ghe jera ente la tera veneta?
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4ODZ5UW42cGwtM28/edit

      Xenetega Ouropea e Veneta
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4SktfdFBxSXBlSkE/edit?usp=drive_web

    • Tito Livio says:

      Esatto ! appena il Veneto diventerà indipendente propongo di approvare una legge sulla cittadinanza di questo tenore:
      1 E’ veneto chi ha un ascendente etnicamente (secondo art 2) veneto entro la quinta generazione il quale non abbia mai lasciato, se non per motivi bellici, la sacra terra veneta.
      2 E’ etnicamente veneto chi parla solo veneto (deroghe art 3) secondo quanto stabilito dall’accademia veneta per la purezza linguistica. E’ veneto chi mangia polenta, osei, pasta e fasioi, baccalà alla vicentina e alla venexiana, sardelle in saor, il vino e la grappa saranno le uniche bevande nazionali (perché se sa che l’acqua marsisse i pai) è stabilito che bevande non venete consumate da veneti causerebbero la repentina perdita della cittadinanza.
      E’ veneto chi la pelle chiara, entro i limiti stabiliti dal ministero per la purezza etnica, gli occhi azzurri, marroni, verdi. Chi ha gli occhi neri dovrà sottoporsi ad una precisa indagine etnico razziale per determinare eventuali ascendenze alogene. E’ veneto ogni maschio adulto che abbia una statura compresa tra 1.68 e 1.95, parimenti le donne tra 1.55 e 1.80. E’ veneto colui in quale ascolta solo musica veneta cantata in veneto secondo le disposizioni del ministero per la propaganda nazionale marciana.
      4) Chiunque non soddisfi i suddetti requisti dovrà, a sue spese (perché i veneti lavorano per la nazione non per gli immigrati) lasciare il territorio nazionale. In caso contrario ogni persona fisica assumerà lo status giuridico di servo delle gloriosa nazione veneta sopportando limitazioni di natura personale e patrimoniale stabilite dalla legge del Maggior Consejo.

      Può andare bene Gino? oppure ho dimentica qualcosa?

      • A parte coel kel scrive el romanofelo e talego fetiçista ki sora:

        cogna tendar coeli ke riva:

        se li fa ben li tratemo ben e li tegnemo come fradei,
        se li fa mal li paremo via come ke xusto e li spedimo tuti a Roma da Xanonato o a Pava da Tito Livio kel ga da esar anca on sioreto ke ben el sa scondare le provegnense de le so sostanse.
        Nol ga gnanca el corajo de firmarse col nome e cognome, da n’omo cusi ‘sa polito spetarte?

      • Alvise says:

        Grandioso !!!
        Ghe manca l’intercalàr de bestéme ogni 3 paroe ma par el resto no podarìa pensar de mejo !

  5. PierV says:

    i veneti sono gente concreta che si adatta, purtroppo si sono adattati anche a questo stato che li ha usurpati , sfruttati, colonizzati per quasi 150 anni.
    Ora è il momento della riscossa, ne sono ogni giorno sempre più consapevoli e molti si stanno svegliando.
    L’indole concreta, tenace, creativa e flessibile allo stesso tempo, non può che essere una molla pronta a sprigionare tutta la sua energia vitale una volta che viene liberata, ossia raggiunta l’indipendenza, sarà protesa verso il futuro svincolandosi dal cappio romano.

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