Per spingere la Tav, Monti e Hollande lunedì faranno i “capistazione”

di GIORGIO CALABRESI

La Tav Torino-Lione torna d’attualità, in occasione del vertice italo-francese di lunedì. ”Hollande e Monti devono varcare il punto di non ritorno. Non dichiarazioni di principio, ma calendario, finanziamento e soprattutto volonta’ politica. Soltanto i capi di stato possono essere i ‘capistazione’ che danno luce verde all’alta velocita’ tra l’Italia e la Francia”. C’e’ fermento alla ‘Transalpine’, il comitato francese promotore della TAV Lione-Torino, il progetto mille volte discusso, varato, osteggiato che sembra adesso ad un passaggio decisivo. Lunedi’, appunto, al vertice Francia-Italia nel capoluogo del Rodano, il collegamento ad alta velocita’ che dovrebbe vedere la luce nel 2025 (ma una fonte dell’Eliseo ha lasciato capire proprio in questi giorni che potrebbe slittare al 2028), sara’ l’argomento principale di discussione. E gli occhi della Francia che preme per il progetto – l’opposizione, Oltralpe, si concentra fra alcune frange di ecologisti e sulle eccezioni sollevate dalla Corte dei Conti – sono rivolti a Lione.
”Spero che anche stavolta non si accontentino di dichiarazioni di amicizia e stima fra i due paesi – dice  Francois Lepine, vicepresidente del Comitato per la Transalpine – le relazioni tra Francia e Italia sono eccezionali. Ma per andare avanti adesso servono impegni concreti, ratifiche, la nomina delle figure pubbliche necessarie, il piano di utilizzazione dei fondi Ue. Soltanto se da Lione arriveranno questi impulsi, sara’ possibile dare inizio ai lavori del tunnel di base, quello del Moncenisio, all’inizio del 2014. Prima di quella data dovremo avere la certezza dei fondi europei e il lancio degli appalti nei paesi interessati. L’obiettivo, come noto, resta il 2025 per la conclusione dell’opera”.
Un obiettivo, pero’, che fonti dell’Eliseo hanno ipotizzato possa spostarsi in avanti di tre anni, causa crisi: ”la questione piu’ complessa – ha osservato la fonte della presidenza francese – e’ quella del finanziamento in un periodo difficile di ristrettezze di bilancio”. I promotori, invece, fanno leva sulla crisi per insistere sull’urgenza di lanciare il progetto anche in funzione di ripresa economica: ”quello che ci aspettiamo e’ che Hollande e Monti – dice Lepine – confermino di voler affrontare questo momento rilanciando la crescita. E la Lione-Torino e’ un esempio perfetto da cogliere, perche’ porta occupazione, su 10 anni creera’ fra i 6-7.000 e i 10.000 posti di lavoro qualificati. E perche’ privilegia l’ambiente, consentendo di trasportare le merci su binario e non piu’ sui Tir da Barcellona a Budapest. E poi, non dimentichiamo che i lavori sono gia’ cominciati e 800 milioni di euro sono gia’ stati spesi. Non e’ pensabile in questo momento fare sprechi. Bisogna proseguire con il cantiere, insomma e’ ora di lanciare la locomotiva”.
In molti ricordano in questi giorni a Parigi quel vertice franco-italiano di 21 anni fa, era il 1991, in cui fu lanciata l’idea della linea ad alta velocita’ fra le due citta’ che dovrebbe dimezzare i tempi di percorrenza portandoli a 2 ore, mentre Parigi-Milano scendera’ dalle 7 attuali a 4. ”L’Italia – dicono al comitato promotore – e’ il secondo partner commerciale della Francia, eppure e’ quello con il quale le infrastrutture di trasporto sono piu’ vecchie”. Soltanto il 10% delle merci viaggiano oggi tra Francia e Italia passando le Alpi su binario, contro il 60% degli scambi francesi con la Svizzera e il 30% di quelli con l’Austria.

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7 Comments

  1. SteRoGAnge says:

    “…non dimentichiamo che i lavori sono già’ cominciati e 800 milioni di euro sono già’ stati spesi”

    Davvero?

  2. MGA says:

    Prendiamo una qualsiasi delle “ragioni” che “giustificherebbero” la Torino-Lione: da Milano a Parigi in 4 ore invece che in 7.
    Basta avere la cultura matematica di una bambina di 9 anni per capire che ci stanno prendendo in giro:
    http://stregamatematica.blogspot.it/2012/10/tav-torino-lione-i-calcoli-di-monti.html

    • Paolo says:

      Quelle sono le tempistiche a linea finita, ovvero con la tratta nazionale francese ultimata, che se si osserva be e è la tratta più lunga. La velocità di transito nel tunnel di base per i treni passeggeri poi NON è 95 Km/h ma 220 Km/h di punta e circa 150 Km/h come media tra Susa e St. Jean. in quelle tempistiche si tiene anche conto della omologazione dei nuovi TGV per usare la linea AV italiana da Torino a Milano. Il problema della omologazione non è certo colpa di monti. I numeri non mentono, ma certa retorica NoTAVvarda sì.

      • MGA says:

        Gentile Paolo
        la mia nipotina ha ipotizzato che la velocità media TRA TORINO E CHAMBERY sia di circa 94 km/h e Lei contesta che la velocità media TRA SUSA E SAINT-JEAN-DE-MAURIENNE sarà di 150 km/h. Se Lei vorrà gentilmente dare un’occhiata a una carta geografica, potrà rendersi conto che state parlando di tratte diverse.
        Inoltre, anche se i TGV potessero percorrere la tratta Torino-Milano sulla linea ad alta velocità, il tempo totale di percorrenza non potrebbe scendere a 4 ore.
        La prego quindi di voler essere più preciso nell’illustrarmi gli errori nel ragionamento della mia nipotina.

  3. Paolo says:

    Avanti col TAV senza no e senza ma. Basta con i “no tutto” nostrani che ci rendono ridicoli agli occhi del mondo intero!

  4. al says:

    Occasione unica per toglierli di mezzo entrambi: li si lega ai binari e si aspetta il primo treno.

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