Per quale motivo il Veneto non si ribella?

di ANDREA ARMAN

Domenica 23 febbraio 2014 si terrà a Montagnana (PD)  la terza “marcia silenziosa”.  Una iniziativa che vuole ridare un senso alla vita di piazza  e alla  realtà vera nella quale ci si conosce e si comunica di persona, con il proprio viso ed i propri occhi. Con lo sfilare ordinati e silenziosi si impara a stare vicini senza litigare, a parlare poco e a bassa voce perché non c’è molto da dire.

E’ sotto gli occhi di tutti la drammatica realtà che affligge il Veneto e l’intera Italia. E’ ormai risaputo e non contestato che la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna mantengono il resto dell’Italia. I dati ufficiali sono quelli relativi al 2009, ma da allora la situazione non è cambiata, anzi dovrebbe essere addirittura peggiorata per le citate regioni. La colpa di tale sciagurata situazione non è solo della classe dirigente meridionale ma anche di quella nordista che in questi ultimi 10/15 anni ha amministrato il potere. I vari governi Berlusconi e poi Monti e poi Letta hanno avuto una presenza maggioritaria di ministri di nascita o lunga residenza nel nord, e niente hanno fatto per cambiare il grave sbilanciamento fra nord pagatore e tartassato e resto del paese. Uno squilibrio che non trova eguali in nessuna parte del mondo. Si pensi che il residuo fiscale del Veneto è del 10,3% del PIL, quello della Lombardia ( che ha in Milano la sede di molte aziende che lombarde non sono) è del 11,5% e la “comunista” Emilia Romagna è al 10,3%. La produttiva ed indipendentista Catalogna paga alla Spagna un residuo fiscale dell’8%, la Baviera alla Germania del 3,5%.

Uno studio dell’Agenzia delle Entrate dice che Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sono le regioni in cui l’evasione fiscale è meno intensa, ma è qui che si accanisce la repressione fiscale con livelli di efficienza ignoti nelle altre parti del paese. Mediamente nelle regioni del sud l’evasione fiscale è pari a circa 67 Euro ogni 100 prodotti. Nelle tre regioni del nord è di 17/18 Euro ogni 100 prodotti. E dunque, ancora maggiore è il contributo effettivo che le tre regioni del nord danno all’Italia.

Ma non basta la disuguaglianza fiscale a rendere l’Italia uno stato del tutto anomalo, c’è anche la profonda diseguaglianza e iniquità sociale. Roger Abravanel, già consulente aziendale per McKinsey ed oggi editorialista del “Il Corriere della Sera” e saggista, scrive: “l’Italia è il Paese più iniquo d’Europa e uno dei più iniqui al mondo”. I dati ISTAT gli danno ragione dimostrando che  la meritocrazia non esiste e si perpetuano successioni al potere ed ai posti di responsabilità e guadagno per  appartenenza a ristretti gruppi di potere economico e politico.

Di  queste tre regioni, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, la vera Cenerentola è il Veneto. La Lombardia, con Milano è stata e forse lo è ancora, la capitale economica e, ai noi, morale dell’Italia.  Ne ha tratto  vantaggi in termini di finanziamento e potere economico e politico. L’Emilia Romagna ha goduto di concreti vantaggi, mai comunque paragonabili a quelli del sud Italia, abilmente organizzandosi in forma cooperativistica. Il Veneto, ha solo pagato. Senza passare  in rassegna le varie “espropriazioni” italiane cominciate con l’annessione nel 1866, cito solo le vicende  della “ Banca Cattolica del Veneto”, e  di “Antonveneta”, ma cento altri sono gli scandali noti e meno noti nei quali a pagare i debiti Italiani sono stati i cittadini Veneti.

Non solo i Veneti strapagano l’appartenenza all’Italia, anche i cittadini del centro e del sud soffrono corruzione e inefficienze e spesso sono costretti alla grande umiliazione dell’emigrazione pur di sopravvivere.

Eppure, non succede niente.

In Francia, in Spagna, in Ucraina perfino nella Bosnia Mussulmana il popolo è insorto per questioni che se confrontate con quelle Italiche paiono risibili. In Italia la piazza è vuota. Qualche anacronistica  iniziativa dei sindacati dei lavoratori che chiedono soldi e lavoro, ben sapendo che sono finiti entrambi; gruppi di persone di buona volontà che manifestano per istanze sociali etc.. Nessuno che affronti il nocciolo del problema.

Anche gli osservatori stranieri se lo stanno chiedendo: perché gli Italiani non si ribellano?

Non è facile rispondere. Alcuni ritengono che il carattere degli Italiani sia mite, ma la storia è fin troppo ricca di aspri scontri fra fazioni dalle più varie autorità dipendenti. Altri, più sensibili ai tempi moderni, credono che le scie lasciate dagli aerei contengano calmanti che il “potere” distribuisce. Poi, ci sono quelli che pensano ci sia ancora troppo benessere per una protesta. A mio avviso la ragione per la quale i Veneti ed anche gli Italiani non fanno quello che qualsiasi altro popolo del mondo farebbe è un’altra, e cercherò di spiegarla:

–          La disastrosa amministrazione della Stato, in Italia, ha  creato  una situazione del tutto singolare, dove una massa enorme di cittadini sono fuori della legge. Chi poco chi tanto ma milioni, anzi, quasi tutti gli Italiani sono fuorilegge. Per l’abuso edilizio, per le tasse, per i bolli auto,  perché è destinatario di favori non proprio dovuti, perché non ha fatto il militare,  perché tiene famiglia …. .

–          Questo stato di criminalità diffusa  espone il cittadino al concreto rischio di essere facilmente  e dolorosamente colpito dal potere che vorrebbe contrastare. Il cittadino si scopre  debole sul piano morale e ricattabile. Il disvalore di una condanna penale o di una pubblica brutta figura, a cui si somma  il pericolo di pesanti sanzioni economiche e infinite persecuzioni, sono un fortissimo deterrente alla voglia di protesta.

–          Pochi riescono a buttare il cuore oltre l’ostacolo e  sono regolarmente massacrati.

–          Il cittadino  si sente costantemente osservato, braccato dal potere multiforme che agisce sotto mille sigle ( comuni, province, regioni, agenzia delle entrate, consorzi di bonifica, polizia, carabinieri, polizia locale…). Ogni giorno  cartelle da pagare, contestazioni cui fare fronte,  domande da presentare… . Una nuvola di pagamenti ed adempimenti che tolgono il fiato, la forza, che annientano. Il cittadino è sfiduciato,  è stato tradito da tutti. Il senso di impotenza e la frustrazione si impadroniscono delle persone, il rifiuto della politica sembra la scappatoia per dare un senso ad una situazione che senso non ha.

Non è così. Non deve essere così!

La chiusura in se stessi non fa superare i problemi anzi, li aggrava, e fa gioco ad un sistema di potere che  vive  della nostra debolezza.

E’ necessario tanto coraggio per alzare la testa dopo  anni di umiliazioni. E’ necessario impegno ed umiltà per imparare a stare insieme, per riconoscersi nella bandiera di un popolo e non in quella di un partito. E’ necessario un grande amore per la vita per camminare con una bandiera che ha mille anni di storia.

Per secoli il Gonfalone di San Marco ha rappresentato giustizia, libertà e benessere, e molti sono  stati i non Veneti che hanno trovato rifugio dalla ingiusta persecuzione nelle terre di S. Marco. Possa il Gonfalone Marciano ridare gioia e speranza.

In collaborazione con http://vivereveneto.com/

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29 Comments

  1. Stufa di cavolate says:

    @E’ ormai risaputo e non contestato che la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna mantengono il resto dell’Italia.

    Complimenti per la modestia, fino a ieri era l’intero nord a mantenere il sud, motivo per il quale era nata la Lega Nord, oggi mi dite che io che vivo in Piemonte sono mantenuta da voi.

    Potrei dire la stessa cosa di quando era il Piemonte al secondo posto dopo la Lombardia, ma avete mai sentito un piemontese dire che vi stavamo mantenendo?

    Leggo spesso in internet offese contro i veneti, dicono che sono presuntuosi, arroganti, e io giù a difenderli perché la mia famiglia è veneta e ho anche tanti amici di lì, umili e simpatici.
    Ma l’intera regione? A questo punto direi proprio di no, non è la prima volta che leggo affermazioni come la vostra.

    Ma vi rendete conto di essere DAVVERO dei gran presuntuosi?
    Credete che i veneti che sono immigrati in Piemonte si stiano facendo mantenere da voi?
    Mettete i piedi per terra, non sono d’accordo con quei meridionali che vi insultano, però un fondo di verità nelle loro parole c’è…i veneti che sono immigrati in America e nelle altre regioni d’Italia sono umili, voi NO.

    • giorgin says:

      “Potrei dire la stessa cosa di quando era il Piemonte al secondo posto dopo la Lombardia, ma avete mai sentito un piemontese dire che vi stavamo mantenendo?”

      si chiama RESIDUO FISCALE ciò che è RUBATO da una regione per distribuirle ad altre.
      e il Veneto paga se stesso e viene derubato di VENTI MILIARDI annui che roma dà alle altre regioni.

      quindi NO, non lo dicono perchè non possono.
      Nessuno mantiene i Veneti se non i Veneti stessi

  2. ginobricco@ says:

    è tutto molto semplice ed è inutile cercare invergolate filosofie perché è solo colpa della polenta

  3. renato says:

    DIFFICILE! CON UN POPOLO VENETO DIVISO A METÀ,DA UNA PARTE SOFFERENTE DI QUESTA SITUAZIONE E CHE STA PAGANDO SENZA LAVORO E DALL’ ALTRA IL MENEFREGHISMO E IL PENSARE SOLO A SE STESSI FREGANDOSENE DI TUTTO E DI TUTTI,L’INDIPENDENZA COSÌ NON CI SARÀ”. MAI!! “

  4. erik says:

    Analisi Perfetta. Soprattutto quella della criminalità diffusa…per non parlare poi della paura di ritorsioni…Io stesso, studente universitario, ho paura che certe mie idee indipendentiste giungano alle orecchie dei prof, spesso del sud e ancor più spesso dei folli che non devono render conto a nessuno delle loro scellarate azioni vessatorie nei confronti dei subalterni. Ho studiato anche all’estero e devo dire che nessuna università estera è in questa melma, in completa balia di baronie e poteri forti. Immagino per estensione quindi ad altri ambienti…

    • luigi bandiera says:

      io la chiamo KST.

      K_antina (danno da bere di tutto per ubriacare)
      S_ociale (chiama i giovani per sistemarli bene in testa)
      T_alibana (*)

      (*) TALIBANI = i tali della repubblica delle banane.

      …continua… …il sonno sempre piu’ profondo…

  5. luigi bandiera says:

    El BROMURO TRIRINKOJONIDOR fa bruti schersi.

    Pochi, specie i pi’ inparai, se mete ea’ a perdar tuto e magari finir in prexon.

    I speta ke magari salte fora na poltrona… pa star sentai mejo.

    Karo Pento, a dir par tuto fasie, ma a far deventa tanto inpegnatio ke soeo ko el kredo se pol ver el mateso pa voer far.

    Ma xe tanti ani ke i ne manda xo bromuro tririnkojonixante…

    Varda mo: se movea ea inteighensia su sto fato..?

    Beh, go xa dito masa.

    …continua…

  6. Beh a so tenpo ła LIFE ła ga scuminsià a ribełàrse,
    i Serenisimi ani endrio łi se ga rebełà,
    coełi de 9 diçenbre łi gheva scuminsià a ribełarse,
    tanti łi se ga rebełà e łi se ribeła łaorando come ke łi pol en nero o migrando o portando fora ła sede de ła dita o tuta ła dita ente altri paexi de l’Ouropa e del mondo,
    altri łi se ga copà;
    altri łi xe łi ke łi speta on segnal …,
    mi a go scuminsià co jero xovane e so sta renitente a ła leva miłitar e me so fato 7 mexi de prexon a Peskiera del Garda e dapò par fortuna łi me ga łasà caxa come parsona no adata al servisio miłitar … ,
    mi se se fese sol serio e se se fuse organexà e determenà come ke xe stà łi endiani co Gandhi a scuminsiaria anca suito ma cogna far sol serio e ris’ciar de finir en prexon, de perdar skei, magari ła salude e ła vida.
    Co łe ciacołe e co łe marcie, co łi sigamenti e łe fanfaronade o nando xo a Roma a protestar en 50 o 5000 o 50000 o 500000 o alsando el tricolor e xbasando ła bandera ouropea no se conbina gnente.

    Cogna far sol serio, organixarse par ben metendo tuto al servisio de ła caouxa: beni e vita, se no no se va da gnaona parte e se ghe darà lomè spago a połedeganti e fanfaroni.
    E soradetuto gnente parteçepar a elesion poledeghe, gnanca a coełe rejonałi e comounałi.
    El Veneto no lè na Rejon a statudo speçal e prasiò no ghè spàsi par far gnente; e ndar a łe ełesion łè lomè on ris.cio de finir senpre en man a połedeganti e fanfaroni.

    • Cogna anca ver el corajo de dirse e de dir al mondo ke mi, ti e naltri veneti no semo tałiani, ma veneti;
      ke łe nostre raixe storeghe, coulturałi, lengoesteghe e etneghe łe xe ouropee e no łomè tałeghe
      e ke no semo latini e fiołi de romani ma de l’Ouropa entiera.

      Cogna ver el corajo de respenxar łi sinbołi tałiani come roba ke no ła xe nostra a scuminsiar dal tricołor a ła canta mamełega e prategar l’obiesion de cosiensa familiar a sti sinbołi, manifestandoghe drio tuto el nostro oror.

      Anca ła rexistensa łengoestega ła xe enportante a partir dal doparar ła nostra łengoa veneta renonçando a darghe preferensa e soranetà coultural e metega al tałian e al latin, speçalmente par coełi ke vive de paciołe en talian e en łatin.

      Cogna xbandonar el mito clasego grego-roman e i prejudiçi contro łi çelti, łi xermani e łi xlavi.
      Cogna enparar a separar ła Roma cristiana da ła Roma pagana e capital de ła Tałia e no farse ciapar dal paltan ke łe tien xmisià.

      Cogna saver ke par conbatar on stado fondà so ła viołensa, ła menxogna, ła trufa, łe robarie, łe estorsion, łi ricati, el spionixmo o dełasion, łi viłi kapò e łe clientełe famełeghe, ła maja nera dei media col concorso de łe cexe, dei pulpiti e dei połedeganti fanfaroni se ga na ndar contro łe so łej e prategar la dexobediensa çevil, połedega, coultural eomana co tuti łi so ris.ci.

      Se no se xe cosienti e boni de far ste robe kì vol dir ke sta edea de l’endependensa lè lomè na tara, on małan ke cogna curar co doxi ancor pì forti de tałianetà, magari co trapianti meołari o co enpirołe de staminałi.

  7. Marco (*) says:

    Per ribellarsi, però, i veneti dovrebbero fare come in Egitto, Libia, Tunisia, ecc., se si vuole ottenere qualcosa. Con le marce silenziose, le manifestazioni pacifiche, i presidi coi forconi pacifici, ecc., non si va da nessuna parte. L’unica soluzione per affrancarsi da questa situazione rimane solo e soltanto la rivoluzione, indipendentemente dal fatto che si voglia ottenere l’indipendenza od un serio e drastico cambiamento dello status quo. La ribellione di massa non si verifica perchè ci sono ancora molte persone che, nonostante la grave crisi economica che ci ha colpito, non hanno visto peggiorare il proprio tenore di vita. Sono ancora in molti ad avere la pancia piena, e sono ancora in troppi ad avere fiducia nei partiti politici.

  8. pierino says:

    Siamo bestie da soma. testa basse e LAVORARE sempre
    fossimo Romani saremmo già stai in piazza…
    fossimo Napoletani avremmo metà Veneto in fiamme…

    ma siamo Veneti e Lavoriamo sempre e comunque fin alla morte.

    e da 6 mesi cè pure un fuggi fuggi degli immigrati versi posti piu felici, come sono arrivati han la forza di andarsene. noi siam tanto campanilisti, moglie e buoi dei paesi tuoi. i giovani prendono e se ne vanno (fan bene) ma sopra i 40 già non ci si schioda piu.

  9. Albert Nextein says:

    Dov’è il problema?
    Sapete tutti benissimo che esistono due strade per reagire.
    Lotta armata.
    Ribellione fiscale.

    Ve la sentite di prendere le armi e farvi giustizia?
    Non ve la sentite?
    Allora smettete di pagar tasse.
    In silenzio, individualmente, passandovi la parola ed agendo onestamente.
    Quando è no, è no.

    Altrimenti, zitti.
    Pagate , lavorate, fallite, suicidatevi.
    Ma non lamentatevi.

  10. Marcaurelio says:

    Albert Nextein
    lei ha il coraggio di imitare questo evasore?

    http://www.isoladeicassintegrati.com/2014/02/18/io-sono-un-evasore-venite-a-prendermi/

    • Albert Nextein says:

      Io già non pago. E tu?

    • Albert Nextein says:

      Costui fa bene a non pagare.
      Dico che ha aperto gli occhi un poco tardi, ma può rimediare.
      Certo che se gli serve il DURC avrà non pochi problemi.
      Ma in fondo se anche lavora in nero è molto meglio per lui e per la sua famiglia.
      La gente vuole risparmiare, e un’Iva al 22 o anche al 10% è un pizzo intollerabile.
      Da mafia.

      In ogni caso attendersi qualcosa da chi ti deruba sistematicamente e per missione è da fessi.
      Lo stato prima prende, poi spende male, e poi se ne rimane restituisce qualcosa.
      Più dilapida e più chiede in nome di un patriottismo che fa a pugni col buonsenso comune, un patriottismo da delinquenti politici.

      Bravo.
      Non pagare.
      Prima riempiti la pancia , le tasche.
      Poi nascondi i tuoi soldi, salvati dalle grinfie del potere.
      Non sei un delinquente, ti limiti ad autodifenderti.
      Il potere, la politica, il sindacato, le banche, quelli sì che sono una manica di criminali assatanati.
      Sono coloro che , con il voto di decine di milioni di elettori plagiati ed ignoranti , hanno ridotto la penisola a bocconi.

    • pierino says:

      in galera ai lavori forzasti.
      sto sfigato ci costa a tutti, di LAVORO ce nè basta aver le palle di andar a cercarlo e farlo. scannare le bestie in conceria fa schifo? abbiamo MILIONI di immigrati che vengono qua a lavorare e ci son gli italiani troppo delicati e PREFERISCONO restar senza lavoro.
      su dai , la realtà e questa. se uno vuole FARE allora FA.
      se non vuol fare si lamenta

      • Dan says:

        Oh si, hai perfettamente ragione.
        Se si vuole fare si fa. L’unico punto è che in genere per fare si dovrebbero pagare le tasse e allo stato attuale queste sono troppo pesanti sia per mettersi in proprio che per farsi assumere. Non è che la gente non fa perchè non ha voglia ma perchè ha paura.
        Fai bene a tirare in ballo gli immigrati. Loro effettivamente ci stanno dando più di un esempio, ci stanno facendo più di una lezione di vita: loro fanno, delle tasse se ne sbattono e se qualcuno prova a rimetterli sui binari, lo fanno pentire perchè loro a differenza di noi sanno distinguere e mettere su piani prioritari diversi quanto è legittimo da quanto è solo legale..

  11. paolo says:

    non si ribella perchè meridionalizzato.
    Un popolo per ribellarsi deve prima esistere come tale, e ormai i veneti si sono mischiati.
    Sai quante volte mi sento dire quando parlo del residuo fiscale ” hai ragione, ma ci sono anche tanti meridionali onesti che vivono qui, ad esempio il mio medico è di napoli, la mia collega di salerno, il postino di bari ecc. cosa volete fare, volete mandarli via?” e tante amenità del genere..
    l’immigrazione interna è stato lo strumento con cui roma ha distrutto ogni possibile afflato di libertà.

    • alberto says:

      sei un grande, straquoto… l’ italia dal 1861 ha distrutto i popoli con l’ immigrazione di altri popoli, vedasi a Bolzano: già dal 1920 subito dopo l’ annessione del SudTirol ha inondato BZ di meridionali con l’ intento di cancellare l’ identità sudtirolese e di farla diventare italia a tutti gli effetti. Ci sono riusciti benissimo, ora a BZ città sono rimasti pochissimi quelli che parlano tedesco e viene guardato in malo modo chi lo fa. Gli scoozzesi invece hanno una identità propria ed è per questo che possono farcela ad ottenere la propria indipendenza. E’ brutto da dire ma noi veneti non diventeremo mai indipendenti perchè sono gli stessi veneti a non volerlo in quanto i veneti sono diventati italiani come tutti gli altri.

    • pierino says:

      e non riesci a dirli che pure loro pagano di media 4000mila euro del loro stipendio agli altri ITALIANI ?
      Veneto è chi il Veneto FA.

      nessuno caccerà via chi Lavora e che diamine!

      • paolo says:

        No perchè questo concetto è troppo vago, non passa. Se gli dici cosi, e credimi che ci ho provato, la gente comune ti risponde ” ah allora vedi che non è un problema nord sud ma di politici ladri, casta, sprechi, evasione ecc. ecc”, insomma, con il solito campionario che sentono in tv. Se in veneto ci fossero solo veneti, come in scozia ci sono solo scozzesi, sarebbe molto ma molto più semplice.

        • erik says:

          In scozia non ci sono solo scozzesi, e vedrai al referendum…succederà come in quebec in cui tutti i non francesi hanno votato contro…
          stesso problema in catalogna con tutti gli immigrati delle altre regioni, soprattutto dell’andalusia. é un problema comune questo e più si aspetta più sarà difficile.

        • pierino says:

          non hai capito nemmeno tu.
          se dici a un napoletano in veneto che dei soldi che prende ne deve dare 4000 ai romani solo perchè è in veneto, mentre se era in puglia se li teneva… vedi come diventa leghista di colpo.

          leghista per dire

  12. Marcaurelio says:

    Siete tutti subalterni
    ma de quale rivolta volete parlà…

  13. Dan says:

    > > Questo stato di criminalità diffusa espone il cittadino al concreto rischio di essere facilmente e dolorosamente colpito dal potere che vorrebbe contrastare. Il cittadino si scopre debole sul piano morale e ricattabile

    Non mi sembra che i terroni ne facciano una malattia, anzi

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