Per Monti crescita in vista, ma i consumi calano ancora

di REDAZIONE

Ad agosto c’è stata una riduzione dei consumi del 2,7% in termini tendenziali, ma una crescita dello 0,2% rispetto al mese precedente. E’ quanto rileva l’indicatore dei consumi di Confcommercio, che mostra una tenuta per il secondo mese consecutivo. Un dato che evidenzia il tentativo delle famiglie di non comprimere, oltre una certa soglia, il consumo, soprattutto nei mesi estivi, dopo una prima parte dell’anno in cui hanno registrato una sensibile riduzione del proprio reddito disponibile, che si è tradotta in un netto calo della domanda.

“Tuttavia – sottolinea Confcommercio – il quadro attuale continua a essere caratterizzato da elementi che non portano a ritenere possibile, nel breve periodo, un’inversione di tendenza rispetto al profilo declinante che l’economia italiana sta seguendo dal terzo trimestre del 2011. Le modalità e la dimensione con cui questi impulsi si trasmetteranno al consumo, unitamente agli effetti negativi che potrebbero derivare dalle scadenze fiscali di fine anno sui comportamenti di spesa delle famiglie, rappresentano elementi che inducono a guardare con preoccupazione alla parte finale dell’anno”. Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di ottobre 2012 si stima una variazione congiunturale nulla dell’indice dei prezzi al consumo, con un tasso di crescita tendenziale pari al 2,6% in deciso ridimensionamento dal 3,2% di settembre. Questo andamento che potrebbe riportare l’inflazione, dopo 13 mesi, al di sotto del 3%, risente in larga parte del confronto con un mese nel quale, lo scorso anno, si dispiegarono i principali effetti dell’innalzamento dell’Iva dal 20% al 21%.

La stabilizzazione dei consumi registrata a luglio e agosto, spiega Confcommercio, appare in linea con un sentiment delle famiglie che, pur attestato sui livelli minimi, evidenzia a settembre una tenuta. La dinamica tendenziale dell’indicatore di agosto riflette una diminuzione dell’1,4% della domanda relativa ai servizi e del 3,3% della spesa per i beni. In un contesto che ha visto per molti beni e servizi il permanere di una situazione di contrazione dei consumi rispetto all’analogo mese del 2011, a cui fanno eccezione solo i beni e servizi per le comunicazioni (+3,1%), le riduzioni più significative della domanda hanno interessato, come già accaduto nei mesi precedenti, la mobilità (-12,4%) e l’abbigliamento e le calzature (-4,3%).

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One Comment

  1. bafio says:

    per monti la crescita è intesa che il suo programma di attuazione sarà in crescita per il 2013 ,grazie a monti e ovvio che saranno in crescita le ricchezze del mercato speculativo che comprerà a prezzi stracciati la ricchezza stessa dell’italia , mentre per il popolo italiano crescerà l’oppressione e la povertà , cari italiani è ora che vi svegliate prima che sia troppo tardi , perchè il programma del pof. monti è operativo e sta andando avanti a vostro discapito , meglio combattere e tentare di vivere che morire nello squallore e nell’inedia .

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