PER IL RISVEGLIO DI UNA GENERAZIONE DI LOMBARDI

di GIOVANNI ROVERSI*

Il nostro intento è il nostro fine, ed è scritto nel nome: “Indipendenza”. Una parola sconosciuta alla maggioranza dei lombardi fino a poco tempo fa, questo dovuto principalmente al concetto totalmente errato, secondo il quale il diritto all’autodeterminazione, chissà per quale motivo, non fosse possibile per noi.

Oggi non lo è più, non lo è perché il nostro movimento appartiene attivamente ad una nuova generazione: quella del risveglio lombardo.

Molti di noi sono anagraficamente giovani, ma abbiamo un’identità matura. Una identità nazionale lombarda, la nostra.

Ci occupiamo, specie in questi momenti di grande crisi, di portare all’attenzione dei benefici che arriveranno con l’indipendenza della Lombardia dall’Italia.

Ma il carattere più innovativo della rinascita culturale di cui pro Lombardia Indipendenza si fa portatrice è il grande impegno in favore della nostre tradizioni e della lingua, non più accantonate ma riproposte in maniera intelligente seguendo gli esempi vincenti degli altri popoli europei che già si sono riappropriati di quanto lo Stato “Nazione” aveva loro tolto.

Non ci riconosciamo nell’Italia perché semplicemente la Lombardia non è Italia, noi lombardi siamo un popolo differente: per lingua, cultura e tradizioni.

Ci riconosciamo perfettamente nella Lombardia Storica, patria delle libertà comunali lombarde, oggi quanto mai attuale.

Prendiamo le distanze dalla categoria dei movimenti doppiogiochisti, un giorno lombardi e l’altro italiani, che attraverso tali comportamenti hanno fatto il gioco dello stato centralista e sui quali si potrebbe inaugurare una cospicua letteratura tragicomica. In questo senso il nostro giudizio è categorico, crediamo infatti sia giunto il tempo che si facciano da parte perché hanno fallito ed è sotto gli occhi di tutti.

Pro Lombardia Indipendenza si discosta totalmente dalla politica italiana che ha tradito la prima buona regola, quella di essere a servizio della Comunità che è tenuta a rappresentare. Allo stesso modo condanna e combatte comportamenti estranei al mondo lombardo, ma penetrati in esso “grazie” all’Unità d’Italia: lo scarso senso civico, la corruzione ed in particolare la Mafia.

Con la nascita di pro Lombardia Indipendenza abbiamo inoltre finalmente tirato una linea anche all’interno dello stesso mondo lombardista, abbiamo fatto quello che la generazione precedente alla nostra non è stata in grado di fare, abbiamo riaggregato forze disperse e definito concetti come quello dell’autodeterminazione unito ad una finalmente definita identità nazionale lombarda.

E’ chiaro che il cammino verso la Libertà sarà impervio e costellato di ostacoli, spesso mentali, ma riteniamo che il nostro lavoro sia necessario e quanto mai doveroso in questo preciso momento storico. L’impegno del nostro movimento è finalizzato alla formazione di una nuova e diffusa mentalità lombarda, da questa scaturirà una nuova classe politica: quella del “si può fare, si può camminare con le nostre gambe”.

Siamo coscientemente intenzionati, attraverso il nostro operato, a far si che il popolo lombardo superi finalmente le finte barriere ideologiche calate dalle sovrastrutture mediatiche, culturali e politiche dello stato italiano.

Diffonderemo l’indipendentismo in modo che esso riunisca i lombardi una volta per tutte in nome di un futuro migliore chiamato Indipendenza.

*pro LOMBARDIA INDIPENDENZA

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3 Comments

  1. Enrico Sarnek says:

    La strada in Veneto è stata tracciata con Veneto Stato, in Lombardia pro Lombardia può e deve fare altrettanto. .

    Parlo perchè conosco i componenti di pro Lombardia ed ho anche militato (in quello che rimane) del Fronte Indipendentista, quindi conosco la realtà indipendentista in Lombardia.
    Il progetto di pro Lombardia è serio, giovane e sgombro dai vecchi schemi ideoloigici/mentali ed è l’unica strada percorribile, lombardi diamo sostegno ed aderiamo a questo progetto che è oltretutto inserito nell’Efa il gruppo europeo dei movimenti indipendentisti.

  2. ingenuo39 says:

    Credo che tutte le Associazioni Culturali Lombarde e Venete e i Movimenti sia Lombardi e Veneti si dovrebbero incontrare e discutere tra loro per unire, col tempo, il loro pensiero. Altrimenti si corre il rischio, quasi certo, di fare un sacco di ragionamenti, tutti validi certamente, ma che non risolvono il nostro caso, perchè per farlo ci vogliono un sacco di persone convintee che non si potranno mai raggiungere separatamente.

  3. Rinaldo C. says:

    ho letto e mi fa piacere in un certo senzo questa idea, ma dovrebbe essere e ne sono convinto della autodeterminazione dei popoli e nell’indipendenza dalla stato centrale di ogni realta regionale perchè ognuna di esse ha una storia, un proprio dialetto inconfondidile con altri dialetti di altre regioni. I lumbard , gli emilian, i romagnol, i piemontes, i ligur, i venet, i friulan, i trentin per il nord. E’ ovvio che l’immigrazione dal sud al nord è avvenuta in tempi passati, però anche se cercano di parlare il dialetto locale si sente subito che il loro parlare
    non è locale, questo non è importante, possiamo sottovalutarlo, me è importante lottare per la propria indipendenza, credo che sia ora di tagliare questo cordone ombelicale che sta rovinando l’itaglianetta e ogni regione del nord. La lombardia o il Veneto da soli
    dovranno lottare per avere il proprio stato indipendente
    per molte generazioni, ma creando una macro regione
    del nord la metà del popolo italico sicuramente possiamo farcela pur dando ad ogni regione la sua aiutonomia e costruendo un nuovo stato confederale del nord. per cui
    ora bisogna unirsi tutti insime sotto una sola bandiera ma diversa da queeel che ci sono oggi in ogni regione.

    Rinaldo

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