Per il governo ancora quattro mesi di tempo, poi saranno c… amari

di FABRIZIO DAL COL

Diciotto mesi per fare le riforme, questo il tempo che si erano dati il presidente del consiglio Letta e il suo governo. Il premier, in una recente conferenza stampa, ha  ribadito di essersi impegnato a realizzare tali riforme appunto entro un anno e mezzo, e lo ha fatto non solo ciecamente convinto di riuscirci, ma anche precisando che se non si riuscirà ad onorare l’ impegno, la morte naturale del suo governo sarà da ritenersi  scontata. Mi chiedo, cosa direbbe Tontolo davanti ad una affermazione del genere ? Oppure, cosa avrebbe da dire Crozza su tali perentorie volontà ? Di certo, il comico non aspetterà la fine di settembre per ribadire un concetto che è già oggi molto diffuso tra gli italiani, ovvero  “per carità di Patria andatevene subito”.

Già, i cittadini hanno capito che si sta facendo solo melina e hanno capito anche che, pur di non cambiare assolutamente nulla, i politici sarebbero capaci di affidarsi a San Gennaro o al più classico stellone italiano. Quello che si può dare già per certo  è che gli intrighi, i conflitti di interesse, gli affari privati, e chi più ne ha più ne metta, sono divenuti un vero collante tra le forze politiche, se non addirittura, come ha già fatto sapere il ministro Cancellieri, delle vere lobby organizzate contro qualsiasi riforma e molto attente alla tutela degli interessi di partito. Siamo in totale balia di questi fenomeni, gentaglia a cui interessa ben altro, altro che la difesa dei Cittadini oggi alle prese con la disperazione, loro la crisi non la sentono nemmeno. E questi dovrebbero essere coloroche progettano il futuro delle prossime generazioni? Ma per favore, avanti di questo passo  e per non voler pagare anche per le colpe della politica del passato, questi di generazioni ne faranno fuori almeno altre due.

In un Paese normale lo Stato sarebbe già in liquidazione da un pezzo, mentre in Italia si continua a preferire l’agonia e il rischio alle vere soluzioni. Nel frattempo, tutte le spese che in campagna elettorale si erano promessi di eliminare, così come il fare una nuova legge elettorale, cancellare le province, eliminare metà dei Parlamentari subito, altro che entro il 2018, dimezzare gli stipendi o i vitalizi, le diarie, le auto blu, e via dicendo che tanto siamo anche stufi di ricordarglielo, come sempre, si sono rivelate solo una montagna di balle, le cui conseguenze però stanno già ricadendo pesantemente su chi non ha nemmeno più da mangiare.

Proprio ieri il premier italiano si è dato ai festeggiamenti per aver ottenuto il grande successo italiano sul bilancio europeo, ma non si riesce a capire cosa si dovrebbe festeggiare se tale successo è condizionato ai soli investimenti nei lavori pubblici. Intanto, sarebbe anche il caso di ricordare al premier il suo ultimatum lanciato contro le aziende, ovvero di quando aveva detto che con il  successo ottenuto in Europa sugli sgravi fiscali, le aziende non avevano più alibi. Ma mi chiedo: nessuno gli ha detto che è alla domanda di lavoro che bisogna guardare, altro che alibi, se ci sono le commesse, gli ordinativi e una economia che mostra i segnali di una ripresa economica su cui fidarsi, allora ci sarà anche la volontà di assumere a tempo indeterminato, viceversa per quale ragione si dovrebbero assumere dipendenti se il lavoro non c’è? Robe da pazzi, almeno avesse fatto una telefonata a qualcuno, non avrebbe certo rimediato la figura di merda che ha fatto. Guai a fidarsi degli economisti, quelli con l’economia reale non hanno nulla a che fare e nemmeno la capiscono, figuriamoci se un imprenditore si dovrebbe fidare delle parole dette da Letta.  Molto più realistico quello che già pensano molti cittadini:  ancora quattro mesi di tempo, e poi saranno cazzi.

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6 Comments

  1. INDIEAHN says:

    sono in molti a non voler smettere di” magnà”!!

  2. Dan says:

    “Già, i cittadini hanno capito che si sta facendo solo melina”

    Alle volte non si deve solo capire ma anche dimostrare di aver capito.
    Le piazze vuote dimostrano semplicemente che se si è capito qualcosa allora si è restii a dimostrarlo, ergo dunque perciò il governo può prendersi tutti i 18 mesi che vuole per tirare a campà.

  3. pippogigi says:

    Concordo sulla follia di dire che di fronte agli sgravi sulle nuove assunzioni ora gli industriali non abbiano più abili. Come hai detto, se non ci sono vendite, consumi, le aziende dovrebbero assumere per produrre cosa e da vendere a chi?
    Ma d’altronde è da anni che sentiamo la presa per i fondelli delle riforme ” a costo zero” o ” a parità di gettito fiscale”.
    Io temo che di fronte al tracollo prossimo venturo questi politici invece che dichiarare subito il fallimento tentino di allungare la fine con provvedimenti tipo “patrimoniale” o “prelievi sui conti correnti” con il solo risultato di distruggere l’economia ancora di più e senza alcun beneficio.
    Già negli anni settanta si parlava di “crisi fiscale dello Stato” per le economie occidentali, nel senso che prima o poi avrebbero dovuto scegliere se aumentare le tasse oppure diminuire la spesa pubblica. In italia (sempre minuscola, è di rigore) si è scelto di aumentare ambedue.
    Con il governo tecnico Amato-Ciampi la crisi è accelerata, si è scelto di fronte al tracollo finanziario, di aumentare le tasse senza tagliare un briciolo di spesa pubblica, anzi.
    Che prima o poi con una politica ventennale di tasse, prezzi e spesa pubblica crescenti, salari bassi ed in diminuzione, prima o poi si sarebbe arrivati al crollo dei consumi per mancanza di liquidità ci sarebbe arrivata anche la casalinga di Voghera.
    Ora se volete aspettiamo altri 4 mesi, poi magari cade il governo, campagna elettorale, mesi per eleggere il nuovo e poi immobilità con un governo del dire e non del fare, come abbiamo già sperimentato.
    Intanto in Egitto stanno mandando a casa Morsi non perché fanatico integralista ma perché non ha fatto nulla per sistemare l’economia e ha mantenuto solo 10 delle 64 promesse elettorali. Da noi l’esercito, invece che badare al popolo e alla democrazia, in un paese con il parlamento di fatto esautorato, pensa solo alla spesa folle ed inutile dei caccia F35.

  4. Albert Nextein says:

    Un motore acceso di un’auto, che sgassa ripetutamente, e il pilota che afferma : ” è il miglior motore del mondo, senti che potenza, questo fa oltre 400 km orari, e può percorrere lunghissime distanze con un consumo minimo, una meraviglia della tecnica, senti come romba, guarda quanti giri fa, etc, etc.”
    Solo che l’auto col motore acceso e rombatne sta lì, ferma, coi passeggeri a bordo che aspettano fiduciosi si metta in marcia, e il pilota che continua con le sue affermazioni, nonostante ripetute sollecitazioni a partire.
    E sgassa, e sgassa.
    Fino a che la benzina finisce e i passeggeri , dopo essere scesi , lo bastonano.
    L’auto è l’italia, il pilota è il sistema di potere, noi siamo i passeggeri.
    E la benzina la paghiamo noi.

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