Italia fatta da piccole patrie, poi la Costituzione ci ripensa

costituzione

di STEFANIA PIAZZO-   “Chi guarda avanti dieci anni pianta alberi, chi guarda avanti cento anni pianta uomini”. Il cambiamento non è cosa che si fa in pochi giorni, è un processo mentale, culturale e politico che viaggia a diverse velocità.   Accanto alle regioni geograficamente e storicamente determinate – si legge nella relazione di mezzo secolo fa sul “Problema della regione” all’Assemblea costituente della II sottocommissione, diretta da Arturo Carlo Jemolo, finissimo storico del Risorgimento e del complicato rapporto tra Stato e Chiesa – esistono raggruppamenti che aspirano ad una propria individualità e offrono una tenace resistenza alla loro incorporazione in piú vaste aggregazioni territoriali.

Che significa? Che l’Italia così come la stavano disegnando, a qualcuno stava già più stretta che a qualcun altro. E che esistono, verbalizzavano alla Costituente, individualità precise, piccole patrie che non volevano, per motivi di storia e tradizione, finire dentro regioni politiche anziché essere espressione territoriale. I cattolici o i loro compagni che oggisono ancora contro uno stato federale, a diverse velocità,    sottoscrivono un falso storico. Non solo perché rinnegano don Sturzo, le autonomie, lo sforzo di alcuni costituenti di dare valore di principio alle autonomie. Ma perché proprio non leggono un fico secco. Neanche il loro illuminato giurista liberale Jemolo che, alla vigilia del ’46, prima della Costituente, pubblicava il librettino “Che  cos’è la Costituzione”. È musica per le nostre orecchie, perché l’ultimo paragrafo s’intitola ”Pensare, studiare, avere idee chiare’”. (forte, troppo avanti!!).

Leggiamo: «Aver fiducia negli uomini che saranno eletti a far parte della Costituente è bene; ma non sarebbe saggio rimettersi completamente al loro valore, senza aver prima considerato e studiato ogni singolo problema; ogni legislatore dev’essere guidato, sorretto, confortato dalla coscienza del suo popolo». Sì. La coscienza del popolo è la guida di ogni riforma.

Ma è lo spirito liberale aperto al cambiamento ciò che manca in tanti politici di oggi. Oltre al coraggio, finito sotto i tacchi. Lo Stato, e la Costituzione, sono diventati una nuova forma di religione, da difendere come il Vangelo. Scriveva ancora il giurista dimenticato dagli eredi del cattocomunismo: «Il laicismo non è tanto stato sconfitto, quanto si è dissolto, non restandone traccia che in cenacoli di uomini di cultura, non nelle masse, non nei partiti politici. […] Questo confessionalismo statale è un effetto del conformismo, della paura dell’isolamento, del desiderio di stare con i più, con chi ha il potere […]». Quanto è travolgente per le nostre tasche e per la pessima qualità della nostra vita quel “confessionalismo statale” che blocca ogni riforma.

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One Comment

  1. giancarlo says:

    Eppur si muove….diceva qualcuno.
    A rileggere tutti i verbali di quando fu redatta la costituzione, che scrivo sempre in minuscolo dato che non è mai stata sottoposta a referendum e quindi ad approvazione dei cittadini, si potrà notare che diversi uomini politici avevano veramente a cuore di scrivere una costituzione che tenesse ben presente le varie realtà fatte da ex stati indipendenti e sovrani con cultura, storia e lingue diverse tra loro. Inoltre qualcuno aveva azzardato di scrivere un’articolo che permetteva al Popolo di potersi opporre ad eventuali abusi o prevaricazioni da parte dei politici e quindi delle istituzioni.
    Come sempre quando si tenta di fare una cosa nel migliore dei modi c’è sempre qualcuno animato da qualche istinto malvagio o di idee balzane che bloccano qualsiasi apertura democratica, vera, verso il Popolo ma si vuole sempre tenere in mano il potere da parte di chi “rappresenta ” il Popolo. che come giustamente scrive Stefania Piazzo : ” ogni legislatore dev’essere guidato, sorretto, confortato dalla coscienza del suo popolo».
    Quindi siamo in presenza di una costituente e di una costituzione che non ha mai avuto il pieno appoggio ed il pieno avallo del Popolo essendo stato estromesso completamente.
    E’ chiaro che le varie regioni italiane non sono omogenee, non sono bene integrate tra loro, non hanno sostegno culturale ma solo quello di chi vorrebbe sentirsi libero di decidere il proprio futuro.
    A sentire tanti italiani dicono che l’italia è bella, è eccezionale, che amano tutti gli altri italiani…..forse è vero, ma è anche vero che in privato, tra amici quando se ne parla le argomentazioni parlano di tutt’altro. Se vogliamo essere sinceri e realistici e fosse stato ascoltato Carlo Cattaneo, oggi non saremmo nelle condizioni in cui siamo. Saremmo un paese federale dove ogni regione avrebbe le sue regole e le sue leggi e sempre in concorrenza con le altre per fare di più e meglio. I politici sarebbero politici locali e non dei perfetti talvolta sconosciuti a roma. Sarebbero controllati dal Popolo sovrano da molto vicino e quindi condizionati dal fare bene e meglio e di più. Come non capire questo ?? Solo politici disinteressati al Popolo possono non considerare la soluzione delle soluzioni.
    Adesso abbiamo il M5S e la LEGA al Governo. Non me ne lagno più di tanto perché intravedo la volontà del Popolo di autodeterminarsi dai politici tradizionali e provare nuove strade. La democrazia diretta è un mio pallino da sempre e come sempre chi la propone devono essere persone che pensano per il bene comune e non per il proprio tornaconto. Sono sicuramente un ingenuo, eppure penso che prima o poi anche qui in italia ci saranno uomini disposti ad essere ” diversi” a tentare di fare di più e meglio. Quindi pur non disperando sull’indipendenza del Veneto mi accontento dell’Autonomia con la A maiuscola. Se ciò accadrà con tutti i crismi avremo fatto un passo avanti ma certo non sarà risolutivo lasciando l’italia e le sue istituzioni così come sono oggi. Non c’è speranza di uscirne anche economicamente se non si tenteranno strade già collaudate da diversi grandi Nazioni come gli U.S.A., REP. FED. TEDESCA, SVIZZERA, ETC.ETC,,I quali hanno dimostrato al mondo la lungimiranza dei propri padri fondatori quelli sì ispirati dal Popolo sovrano. WSM

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