Per evitare l’aumento dell’Iva a che pensano? Altre accise sui carburanti

di CLAUDIO PREVOSTI

Per tappare un buco ne aprono un altro. Il governo è alla disperata ricerca di evitare l’aumento dell’Iva di un punto e a cosa sta pensando? di amntaree già assurde accise si carburanti, così il crollo dei consumi, e di conseguenza delle entrate tributarie, sarà ancor apiù pesante. «A meno di drastiche variazioni in aumento delle quotazioni internazionali alla chiusura dei mercati di oggi, sussistono le condizioni per una stabilità dei prezzi nei prossimi giorni, con variazioni entro il limite di qualche millesimo di euro/litro. Malauguratamente, dietro l’angolo c’è la manovra del Governo sulle accise, che potrebbe incidere per circa 5/6 eurocent/litro». A stimare l’impatto di un intervento  allo studio del governo per evitare l’aumento dell’Iva è Figisc Confcommercio, nel consueto rapporto settimanale sui prezzi. «Nei prossimi giorni si prevede una stabilità dei prezzi, ma solo se l’aumento delle accise non scatterà subito», ha aggiunto Maurizio Micheli, presidente nazionale di Figisc Confcommercio, introducendo il Meteo-carburanti. «In una settimana la quotazione internazionale dei prodotti lavorati è risultata flessione per il gasolio, con una discesa di -0,8 cent/litro, molto più contenuta per la benzina, pari a -0,1 cent/litro. La quotazione del greggio è diminuita in confronto allo scorso fine settimana e, con un cambio euro/dollaro in aumento, si attesta su cir-ca 81 euro/barile contro gli 83 di venerdì scorso», spiega. Rispetto alle dinamiche dei prodotti sulla piazza internazionale del Mediterraneo, i prezzi alla pompa in Italia da venerdì scorso sono diminuiti per la benzina di -2,7 eurocent/litro e di -2,0 eurocent/litro per il gasolio«. In un mese esatto, dal 27 agosto, le quotazioni internazionali del greggio sono scese di circa -2,9 cent/litro e quelle dei prodotti finiti si sono deprezzate di -6,8 cent/litro per la benzina e di -2,4 per il gasolio, mentre i prezzi nazionali alla pompa sono scesi di -4,8 cent/litro per la benzina e di -0,7 per il gasolio.

L’ad di Eni, Paolo Scaroni, boccia l’ipotesi di un intervento al rialzo sull’accisa della benzina in modo da trovare le risorse per un rinvio del ritocco dell’Iva. «È una soluzione adottata spesso. Ma i consumi di benzina non fanno che scendere da tempo – ha fatto notare a margine di un’iniziativa a Milano – e non credo che aumentare il prezzo della benzina contribuisca a far crescere questo mercato».

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8 Comments

  1. Mister Libertarian says:

    Albert Nextein mi ha convinto: da oggi farò lo stesso con tutti i negozianti. Meno soldi lo stato riceve meglio è, perchè ci saranno.: meno sprechi, meno corruzione, meno invadenza della politica.

  2. Dan says:

    Leggevo ieri sera un bel articolo sulla storia di Olivetti, dalle origini fino alla merda (e Cristo fa che spettacolo di azienda era negli anni 60, una piccola IBM capace di dare spettacolo come Big Blue con i super computer dei giorni nostri) e c’è un simpatico sunto che mi ha fatto e vi farà capire come questo stato delle banane fosse già bramoso di suicidarsi in fasce nel lontano 1954.

    “Nota curiosa: alla Dogana di Genova avviene l’unico intoppo di tutta l’operazione: la Guardia di Finanza, non sapendo come classificare l’elaboratore in quanto merce sconosciuta, blocca tutto per ore. Alla fine viene comunque trovata una soluzione: essendo un elaboratore a valvole, poteva essere assimilato ad una radio e per importarlo bastava applicare un bollino su ogni diodo, operazione un po’ lunga in quanto il calcolatore ne aveva ben 6.000”

    Adesso, fate mente locale, immaginatevi per un momento la scena.

    Siamo nel 54, nella terra dei buzzurri arriva dalla patria della civiltà, l’America (si vabbè civiltà, essendo gli italiani intrinsecamente dei leccaculo avrebbero chiamato così qualunque padrone) il primo computer dello stivaletto ovviamente su spinta del Politecnico di Milano, che fosse stato per lo stato la tavoletta d’argilla e l’abaco avrebbero dominato per un altro cinquantennio.

    L’Ing Luigi Dadda ne ha curato l’acquisto e la spedizione via mare fino a Genova e me lo immagino dormire nella stiva accanto alle casse del bestione per tenere d’occhio che il carico, pesante e prezioso, non si danneggi causa movimenti bruschi delle onde.

    L’Ingegnere arriva a Genova e trova l’emanazione dello stato italiano ad attenderlo, non studiosi o politici d’avanguardia ma una squadra di terroni analfabeti in divisa e paletta, partiti spalla a spalla dal paesiello insieme a quelli destinati a la Fiatte, pronti a far vedere che finalmente anche loro contano qualcosa, che c’è speranza per tutti.

    Ste caricature di Franco e Ciccio vedono le casse, cominciano ad armeggiarci intorno col piede di porco (qui saranno partite le prime bestemmie in meneghino) finchè si trovano davanti sto coso e vagli a spiegare ai caproni cos’è un calcolatore e cosa significa per il futuro del paese, che tanto si sono messi in testa che è una radio e da lì non li schioda (sghignazzate nei confronti degli americani che non le sanno costruire senza impiegare tutta quella roba ? ignoranti come dovevano essere sicuramente se le saranno fatte).

    Morale, ci sono migliaia di valvole e diodi dentro questo sistema, tutta roba estremamente fragile (a regime ste macchine si scassavano ogni due ore e ne richiedevano 4 di manutenzione quotidiana) quindi che fanno di bello Franco e Ciccio i deus ex machina della dogana ?
    Inflessibili, dagli giù ancora di piede di porco e strumenti chirurgici simili direttamente sul sistema perchè loro “devono applicare un bollino su ogni diodo al fine di far pagare la tassa dello stato” e chissenefrega se lo sputo per tenere su le marche da bollo potrebbe danneggiare qualcosa.

    Finiti i boia faus in meneghino e quasi certamente pure quelli in veneto con previsione di passare al turco, la probabile reazione a quel punto poco dotta dell’Ing. Dadda, avrà fatto risvegliare un neurone sopito dentro i due geni (ma forse era solo pigrizia) i quali arriveranno per accordarsi per la consegna del rotolo di bollini facendo promettere al professore che una volta giunto al poli avrebbe provveduto lui stesso a giocare alle figurine con le valvole.

    Ovviamente su quel computer non è mai stato trovato lo straccio di un bollino appiccicato perchè l’intelligenza e la praticità non possono e non andranno mai di pari passo con l’organizzazione di questo paese delle balle.

  3. marco preioni says:

    E nel frattempo si finanzia l’ autostrada in Libia (e qui l’ ENI c’ è dentro); 18 miliardi previsti per il raddoppio dell’ aeroporto di Roma-Fiumicino che è già ora sovradimensionato rispetto alle necessità di traffico e perderà ancora transiti con Alitalia spacchettata; altri miliardi per terza pista i Malpensa che serve solo alla ‘ndrangheta per lucrare sul movimneto terra; e della TAV non diciamo nulla ? E degli sprechi di regioni, province, comuni ? Nulla ?
    Cordialità.
    Marco preioni

  4. marco preioni says:

    E nel frattempo si stanziano 2,4 miliardi per la prima trance dei 18 previsti per il raddoppio dell’ aeroporto di Roma-Fiumicino che è già sottoutilizzato. Altri miliardi per la terza pista di Malpensa, che serve solo alla ‘ndrangheta per lucrare sul movimento terra; Altri soldi andranno all’ estero per la costruzione della autostrada costiera della Libia: già iniziato finanziamento italiano per tratta Bengasi-confine egiziano (e qui ENI c’ è dentro, e come !).
    E della TAV, non diciamo nulla ?
    E degli sprechi delle regioni, delle province e dei comuni ? Nulla ?
    Cordialità.
    Marco Preioni

  5. eridanio says:

    e si sa che aumentando l’accisa anche l’iva farebbe comunque la sua parte.

    Due gust is meglio che uan

    Avremo più iva perchè vi sarà più imponibile che sconta tra le sue componenti anche l’accisa.

    Ma che si tuonassero tutti!
    Non possono più pretendere che qualcuno li prenda sul serio.

  6. Albert Nextein says:

    Iva in aumento, io non ho mai avuto dubbi.
    Anzi, mi meraviglio che non sia stata portata al 25%.

    Per quanto mi riguarda io ,ad ogni acquisto presso negozi ove sia possibile attuare una protesta fiscale, chiedo non mi sia rilasciato alcun documento fiscale, o mi sia rilasciato in misura ridotta .
    Anche ieri ho compiuto il mio dovere.
    34€ di frutta con scontrino da 12€.
    Solito gelato da 3,3€ nessuno scontrino.
    Pane 12,9€ e scontrino da 9€.

    Presto monterò gomme antineve.
    Mi presenterò con contanti alla mano per circa 400€, e pagherò con essi.
    Chiedendo al gommista di non emettere alcun documento fiscale.

    Questi discutono, litigano, ci vessano.
    Io prendo misure autonome, individuali.
    In attesa dei un default che io vedo come inevitabile.

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