Per Di Maio partite Iva sono la nuova classe operaia. Caro Gigino, come vorrei essere invece la classe operosa

impotenza operaia

di Stefania Piazzo – E’ sorprendente come la politica continui a essere anni luce lontana da tutto. Dal mondo reale per forza di cose. Il ministro degli Esteri, già del Lavoro, ha affermato che la nuova classe operaia c’è, esiste e lotta insieme a noi ed è quella delle nuove partite Iva. Lo sapete bene che si può rientrare in una tassazione agevolata anche del 5% se non si sfora un fatturato di 65mila euro l’anno. C’è uno sconto contributivo consistente, fino al 30%, se si versano i contributi alla cassa artigiani-commercianti o se si è iscritti alla gestione separata Inps.

Apparentemente sembra la soluzione a tutti i mali. Tasse basse, agevolazioni. Ma arrivarci, magari, a 65mila euro. Neanche a 40, 30, 20…. Ancora di meno. E così, pensando a Gigino, gli avrei voluto dire che se poi mi devo anche pagare il commercialista e iscrivermi all’Inps gestione separata, finisco alla mensa di Fratel Ettore a Milano. La classe operaia è già un gradino sociale più su di me, caro Di Maio. La mia, allo stato attuale, così come quelli come me, apolidi del lavoro nella società, la chiamerei impotenza operaia. Datevi piuttosto da fare per rilanciare l’editoria, premiare le redazioni vere, il lavoro giornalistico, le competenze. Tassate chi produce, anzi, ripropone gratis informazione sfruttando il lavoro altri come sui social, abolite il carcere per la diffamazione, portate i giornali a scuola, premiate chi legge, non chi ha smesso di leggere. Togliete le tasse a chi assume chi produce comunicazione. Poi ci sarà sempre qualcuno che non vorrà pagare e assumere, ma sulla carta dateci, datemi una speranza. Vi chiedo il diritto al rispetto di una società fatta da menti operose, non operaia.

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