PENSIONI, LO STATO NON PUO’ CHE SBAGLIARE I CONTI

di REDAZIONE

In Italia, la riforma Fornero-Monti ha dato l’ennesima prova di quanto sia fallacie e disonesto il sistema pensionistico italiano. Ad un lavoratore viene promesso dallo Stato, quando inizia a lavorare, che andrà in pensione ad una certa età e dopo un tot anni di lavoro, ma quando arriva quel momento ecco che il politico di truno racconta che “i conti non reggono”, “la durata della vita è cambiata”, “l’Inps non ha soldi”, ecc. ecc. Tutto ciò è la conseguenza di un sistema redistributivo e/o contributivo, nel quale è l’enete pubblico che decide il futuro economico dei lavoratori.

Dal 1981, in Cile questo non accade. Ogni lavoratore decide del suo futuro.

Con il sistema di capitalizzazione individuale, ciò che determina il livello della pensione di un lavoratore è il capitale che questo accumula durante la sua vita lavorativa. Né il lavoratore né il datore di lavoro contribuiscono soldi allo Stato. Ovviamente il lavoratore non percepisce una pensione statale quando termina la propria vita lavorativa.

In cambio, durante la sua vita lavorativa, risparmia obbligatoriamente un 10% del proprio stipendio. Il datore di lavoro deposita mensilmente quel 10% in un conto a capitalizzazione individuale che appartiene al dipendente.

GUARDA L’INTERVISTA CON L’ARTEFICE DELLA RIVOLUZIONE PENSIONISTICA CILENA

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment