Pensioni: il ceto medio migra nella povertà. Subito la previdenza regionale

fornero6di MARCELLO RICCI – “La riforma Fornero va corretta ma non smontata”. Lo ha dichiarato Enrico Zanetti, viceministro dell’Economia che ha banalizzato la vicenda degli esodati, definendola un errore tecnico “bestiale”. Anche bestiale è minimizzato dal precedente ‘ errore tecnico’.
La ‘Commedia Previdenziale ‘ ha Paradiso, Purgatorio , Inferno. Come regola, salvo incidenti di percorso, la pensione dovrebbe garantire a tutti una dignitosa vita quando per l’età si esce dal mondo del lavoro. Attualmente c’è il Paradiso delle pensioni d’oro, auliche perché ‘guadagnate’ con un solo giorno di presenza in parlamento, auliche perché sesquipedali, auliche perché doppie, triple a volte plurime. Per chi voglia documentarsi può tranquillamente farlo comodamente da casa, usando internet e cercando i Giuliano Amato, gli Antonio Mastrapasqua, i Gustavo Zagrebelsky e magna comitante caterva, tutti partoriti degli enti statali, parastatali, partecipati, industriali, bancari…. Un bell’esercito di nababbi che frequentemente hanno acquisito diritti avendo avuto il privilegio di decidere in causa propria o reciprocamente uno per l’altro. Do ut des. Favori di scambio.

Purgatorio. Pensioni medie dignitose per contributi versati per oltre 40 anni, ma penalizzate dal mancato adeguamento al reale costo della vita, dai prelievi forzosi di ogni genere (fiscale) e sociale (solidarietà) che ne riducono l’ entità oltre il potere d’acquisto con il passare del tempo. Sì, purgatorio, aumenta l’età e con essa le necessità, mentre parallelamente si riduce l’assegno previdenziale . Da adeguato, sufficiente , insufficiente , misero. Aumentano le necessità, in controtendenza diminuiscono le risorse.

Poi l’Inferno dei pensionati sotto i mille euro, che devono decidere se pagare l’affitto o le bollette o se rinunciare a curarsi o imporsi un feroce risparmio su tutto che non è strettamente indispensabile. E’ il cedo medio che migra nella povertà.
Di fronte ad una situazione bestiale, di fronte al quadro drammatico di consumare i contributi di oggi di chi li accantona per il proprio domani e li vede scippati da altri, c’è poco da discutere, di tirare in ballo diritti fraudolentemente acquisiti.
Si deve voltare pagina, fissare il tetto massimo dei cinquemila euro lordi e elevare quello minimo ai millecinquecento. Questo il provvedimento tampone immediato e transitorio.

A latere dovrà essere costruito un nuovo sistema previdenziale, regionale, da cui non possano essere fatti prelievi per ragioni diverse da quelle pensionistiche. Cassa integrazione, disoccupazione, assegni sociali per inabilità o vecchiaia non devono gravare sul fondo pensioni, bensì sulla fiscalità generale. Inoltre i fondi pensione correttamente gestiti, anche per il fine vita dei percipienti, disponibili per le future generazioni.

Si invertirà il gravame di versare per pagare le pensioni ai nonni. Saranno questi a lasciare ai nipoti un capitale che produce reddito. I sindacati avrebbero dovuto vigilare e salvaguardare il patrimonio previdenziale. Non l’hanno fatto e non lo fanno.
Hanno ottenuto la legge Mosca (1974) che ha permesso nel tempo a 40 mila personaggi, compresi nomi di peso come l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di entrare nel paradiso delle pensioni Inps senza avere versato un simbolico minimo.

Non tutti i mali producono solo danni. Si spera che l’abominevole legge Fornero inneschi un meccanismo di revisione dell’intera materia e nel senso detto.

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