Penati: prescritta la concussione per le aree ex Falck

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Processo a metà per Filippo Penati. Il tribunale collegiale di Monza ha disposto la riunione del processo a carico di Penati e Antonino Princiotta, rispettivamente ex presidente ed ex segretario della provincia di Milano, a quello già fissato il prossimo 26 giugno per altri 8 imputati del cosiddetto «sistema Sesto». L’ex uomo di punta del Pd Penati, dovrà rispondere solo delle accuse di corruzione di incaricato di pubblico servizio in relazione alla gestione della società Milano Serravalle, acquisita dalla provincia di Milano all’epoca della presidenza Penati, e di altre contestazioni di corruzione e violazione della legge sul finanziamento ai partiti.

PRESCRIZIONE – Niente processo, invece, per la presunta concussione relativa agli appalti delle grandi aree industriali dismesse del comune di Sesto San Giovanni, le ex Falck e Marelli. Reati prescritti a febbraio dopo le modifiche normative dell’ultima legge «anticorruzione». Proprio la questione relativa alla prescrizione, per Penati, si era trasformata in una sorta di «telenovela», nata dopo le dichiarazioni dello stesso ex sindaco di Sesto, il quale, ancora prima del rinvio a giudizio, aveva dichiarato pubblicamente di volersi opporre alla prescrizione per dimostrare la propria estraneità a tutte le accuse. All’udienza di stamattina, il tribunale collegiale (presidente Letizia Brambilla), dopo aver accolto la costituzione di tutte le parti civili presentate la scorsa settimana (compresa quella dei Democratici di Sinistra, soggetto giuridico ancora esistente) ha posto direttamente la questione ai difensori di Penati.

LA RISPOSTA DI PENATI – «Come annunciato, già nei prossimi giorni, farò ricorso in Cassazione per annullare la sentenza di prescrizione voluta dai pm per i fatti di 13 anni fa», ha dichiarato Filippo Penati. L’imputato non era presente in aula e ha rilasciato in seguito questa dichiarazione. I giudici di Monza in aula avevano chiesto direttamente alla difesa se Penati voleva o meno avvalersi della prescrizione. Il suo avvocato, Matteo Calori, aveva dichiarato di non aver avuto nessun mandato: «Penati oggi non c’è, e non posso decidere per lui», ha detto in aula il suo legale dopo aver cercato il suo assistito telefonicamente. Inevitabile, da parte del tribunale, la dichiarazione di non doversi procedere per quei reati già prescritti e il successivo rinvio con riunione del processo.

 

da www.corriere.it

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5 Comments

  1. Albert1 says:

    Ma come, e il difendersi nei processi e non dai processi?

  2. Gian says:

    ringraziamo anche la procura di Milano, quella che sta massacrando Berlusconi di processi, la stessa che ha archiviato anni fa l’esposto di albertini sulla questione penati Serravalle. Se si fosse iniziato ad indagare anni prima e si fosse scoperchiato il pentolone subito, forse non si sarebbe arrivati alla prescrizione neppure per la ex Falck.

    Va anche aggiunto che la prescrizione su questa parte del processo di fatto significa la prescrizione per le COOP rosse che nell’altro filone di indagine non sono coinvolte!!!!!

    A veder queste cose non so come si possa dar torto a Berlusconi quando dice che certa magistratura è politicizzata. La legge è uguale per tutti????

  3. carolus says:

    Non avevo dubbi che Penati ne sarebbe uscito “pulito” e con lui, ovviamente ..le COOP.

  4. Bonnie Blue Flag says:

    Eh, ma lui ha dichiarato che ricorrerà, perchè vuole il giudizio….certo, certo…..

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