Peggiorano i conti dello Stato, che ha tanto bisogno di soldi

di REDAZIONE

Peggiorano i conti dello Stato. A maggio il fabbisogno, cioe’ l’andamento di cassa di entrate ed uscite dello Stato centrale, raddoppiano il rosso: da 4,3 miliardi dello scorso anno a 8,8 miliardi di quest’anno. Dall’inizio dell’anno il peggioramento e’ di 20,7 miliardi visto che il dato cumulato dei primi cinque mesi e’ di 56,250 miliardi contro i 35,490 dello scorso anno. Il tesoro da una lettura piu’ attenta e prudenziale: le entrate fiscali sono in linea, c’e’ stato l’anticipo di rimborsi fiscali e anche un disallineamento di pagamenti di 1,2 miliardi. Ma certo sono aumentati di 2,2 miliardi gli interessi. I dati mostrano comunque che l’Italia cammina sul filo del rasoio. E gli ultimi dati potrebbero essere considerati una tegola sulla testa del governo ora a caccia di risorse per sterilizzare l’Imu e possibilmente – ma l’impresa appare sempre piu’ ardua – per evitare l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% dal primo luglio.

Sul tappeto si guarda a tagli di spese, in un proseguimento ideale con la spending review, ma anche alla revisione degli ”sconti” fiscali, un lavoro gia’ iniziato dall’esperto fiscale di Bankitalia Vieri Ceriani che il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni ha gia’ deciso di richiamare nel proprio staff. Ma la strada dell’intervento e’ stata indicata anche dall’Ue, con le raccomandazioni arrivate in contemporanea con la chiusura della procedura di infrazione per deficit eccessivo. L’Ue ha puntato il dito sulle esenzioni Iva e sui prodotti a Iva ridotta, oltre che sulla necessita’ di proseguire nella strada di revisione dei valori catastali. Il governo ha gia’ fatto un primo intervento, aumentando l’Iva su due tipologie di prodotto per ‘coprire’ la proroga degli incentivi per le ristrutturazioni e per l’ecobonus: l’iva e’ passata dal 4 al 10% su bevande e alimenti nei distributori automatici e dal 4 al 22% sui prodotti non editoriali allegati a riviste e giornali. E’ certo un’indicazione di come il governo cerca risorse con il cesello, all’interno dei gangli dei conti pubblici. Ma basta scorrere la lista delle esenzioni Iva – e su quelle l’Ue ha acceso un faro – per scoprire che non pagano proprio l’imposta non solo i servizi medici e i musei, ma anche i laboratori di analisi, i taxi, gli zoo, le pompe funebri. Non si paga l’Iva nemmeno su giochi, lotterie e scommesse, sulle assicurazioni e sui servizi postali. Piu’ complessi, poi, sono i meccanismi di triangolazione internazionale, spesso al centro di frodi.

Certo le risorse da trovare non sono bagattelle. Per cancellare l’Imu sulla prima casa servirebbero circa 4,1 miliardi l’anno, che salgono a 4,8 miliardi se si considera anche l’Imu sui terreni, quello sui fabbricati rurali e sulle cooperative a proprieta’ indivisa, tutte tipologie per le quali e’ scattata la sospensione della prima rata. Se poi si aggiunge anche l’impegno a rivedere la Tares bisogna aggiungere un altro miliardo. L’Iva, poi, richiede altri 2 miliardi per quest’anno e 4 per l’anno prossimo. Risorse che forse potrebbero essere finalizzate alla lotta alla disoccupazione giovanile. L’altro obiettivo rimane il rilancio dell’economia, per il quale la leva dell’edilizia appare di grande importanza. Il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, ha cosi’ preannunciato un piano straordinario per 100 bandi da parte dell’Anas: disporra’ di 250 milioni per progetti di manutenzione viaria in tutto il territorio italiano.

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12 Comments

  1. halnovemila says:

    Ma dai!? davvero!? addirittura le pompe funebri non pagano l’IVA!?
    Meno male che è arrivata la UE ad “accendere il faro” su questa gravissima ed ingiusta anomalia…
    Ma scherziamo!?
    Ma è ovvio che ai parenti del defunto, e soprattutto a quello dei parenti che si prende l’onere di incaricare una ditta per le esequie, scegliere la bara, organizzare il funerale, non si possa consentire di essere esenti dal pagamento di quella bazzecola di IVA al 21% che, insomma, cosa vuoi che siano, in un funerale medio dal costo di 2000Euro, ammontano a soli 420 Euro in più…
    eccheddiamine! si muore una sola volta nella vita, non si vorrà mica lasciare che i parenti del defunto in un occasione così unica omettano di manifestare la loro generosità anche per le casse di questo stato cialtrone?
    Un grazie ai burocrati della UE che hanno “accesso il faro”

  2. Roberto Porcù says:

    Io sono del parere che gli sprechi maggiori avvengano localmente.
    Penso che le soluzioni per sanare il bilancio pubblico sia o inventare una accise sulle figurine Panini o responsabilizzare gli amministratori pubblici e quando un ente od un comune finisce commissariato per deficit, in solido ne debbano rispondere gli amministratori passati.
    Mi sa che metteranno l’accise sulle figurine.

    • pippogigi says:

      Ti faccio un esempio: il Comune di Alessandria.
      Ormai disastrato la Corte dei Conti ha chiesto i danni ai precedenti amministratori, Sindaco, alcuni assessori, ecc perché per anni hanno presentato bilanci falsi, le entrate sovrastimate le uscite sottostimate i debiti nascosti.
      Praticamente potrebbero condannare tutti i governi italiani e buona parte dei comuni con questo criterio.
      Comunque parlando con un dipendente del comune cosa mi ha detto: un tempo erano in trecento dipendenti comunali, bastavano e facevano tutto il lavoro. Poi visto che i soldi li gestisce Roma e li ripartisce ai comuni senza criterio, ad Alessandria si sono trovati con dei soldi con cui non sapevano che farci. Allora piuttosto che rimandarli indietro si sono messi ad assumere, tanti voti in più per i vari partiti e sono arrivati ad 800, tra comune ed amministrate. Poi la pacchia è finita, sono stati tagliati i soldi ma i dipendenti sono rimasti con i risultati che tutti vediamo e nessuno pensa a licenziarli, c’è crisi, si può capire, ma essendo il comune in dissesto è obbligato ad applicare le aliquote massime in tutte le imposte, quindi quei dipendenti comunali in più li paga tutta la cittadinanza. Peccato che la crisi ci sia per tutti, il risultato è deprimente, il centro di Alessandria pare un deserto economico, tutti i negozi chiudono ed aprono le finanziarie che prestano soldi e i negozi compro-oro.

      • Albert Nextein says:

        Più elevata la necessità di soldi da parte di stato ed amministrazioni e più incisiva sarebbe una protesta fiscale ben preparata.
        Più elevata tale necessità e maggiore è il ricorso a banche accondiscendenti e tassazione.
        Per la tassazione siamo a fondo corsa, mi pare.
        Per le banche accondiscendenti, quelle che comprano titoli di stato da porre come garanzia presso Bce per l’erogazione di prestiti che servono alle banche stesse per acquistare altri titoli di stato e per chiudere porcherie del passato, beh per le banche questa disponibilità è un vero e proprio azzardo, un rilancio continuo a poker.
        Prima o poi qualcuno vuole vedere davvero le carte.
        Prima o poi qualcosa incepperà il meccanismo.

        Quel giorno sarò contento.
        Stato in default, banche assaltate, politici inseguiti con randelli, sollevazioni ovunque.
        Diventeranno, poi, tutti liberali.
        Ma nel fondo rimarranno ignoranti, opportunisti, accattoni, ladri, falsari.

    • Albert Nextein says:

      C’è un Porcù che lavora a radio24.
      Solo stesso cognome?

    • Albert Nextein says:

      A proposito di figurine, ho trovato ieri l’altro degli antichi album di figurine Panini.
      Campionato 73-74, poi Europa, ,Impero romano, ed un altro paio di raccolte anni fine 60.
      Chissà se valgono qualcosa su Ebay.

  3. Maciknight says:

    Oltre a tutti i motivi già esposti per capire il crollo delle entrate statali occorre aggiungere anche quello che per lor signori parassiti ed ignoranti che governano sono gli imprevisti o circostanze negative o coincidenze sfavorevoli, quali ad esempio il miliardo in meno di entrate fiscale dalla vendita dei tabacchi sostituiti dalle sigarette elettroniche, tanto per citarne uno di caso. Non hanno previsto che la gente di fronte al salasso mostruoso messo in piedi da queste sanguisughe avrebbero reagito moderando, sostituendo o rinunciando ai consumi. MA CHI L’AVREBBE MAI DETTO! NECESSITA’ AGUZZA L’INGEGNO, ma non per questi parassiti che ci governano, che non saprebbero amministrare neppure un condominio o un pollaio

  4. gigi ragagnin says:

    già. ma la curva di Laffer non segnala il punto di non ritorno che varia a secondo della stupidità dei governanti e dei popoli assoggettati. da noi deve essere molto peggio che altrove.

  5. pippogigi says:

    Il punto non è che i conti dello Stato peggiorino ma che siano peggiorati così poco.
    E’ evidente a tutti (a parte Monti e pochi altri incompetenti) che una politica recessiva, fatta di tasse insopportabili che costringono alla chiusura le aziende, aumentano la disoccupazione e diminuiscono i consumi, non possono portare che ad un calo del gettito fiscale. Se i soldi rapinati attraverso la tassazione ritornassero alla popolazione (per esempio autostrade gratis, aiuti per pagare le bollette, ecc) forse le cose andrebbero un po’ meglio (ma il consumo pubblico è sempre meno efficiente di quello privato e porta sempre ad un impoverimento) ma invece i soldi finiscono per opere inutili come la TAV, per comprare aerei da guerra, oltre ad altri sprechi (politica, dipendenti pubblici in sovrannumero, aiuti alle banche ormai fallite, ecc).
    Le cose andranno sempre peggio, il gettito diminuirà, lo Stato incapace di tagliare la spesa pubblica ed i privilegi spenderà sempre lo stesso se non di più (cassa integrazione, pensioni, ecc) quindi dovrà tassare sempre più i pochi che hanno ancora dei redditi e via verso il burrone.
    Certo una laurea ottenuta chissà come, una cattedra in economia senza pubblicazioni ed una manifesta incompetenza per capire certe cose, una vita di spintarelle e raccomandazioni non porta certo a comprendere il mondo reale quindi non attendiamoci che qualcuno capisca che è da un pezzo è arrivato il momento di staccare la spina all’entità statale artificiale denominata Italia.
    L’accanimento terapeutico verso un paziente ormai morto continuerà, mancheranno i soldi per pensioni e stipendi pubblici, allora si prenderanno soldi in prestito dall’EMS, altri debiti, altri interessi e condizioni capestro, altre tasse, altra disoccupazione e via giulivi a ballare sul ponte del Titanic, magari all’ultimo l’iceberg cambierà direzione…..

  6. antonio says:

    Ma i 98 miliardi delle società concessionarie dei giochi?
    Non se li ricorda nessuno.
    Gli sprechi della pubblica amministrazione? tutto dimenticato.

  7. Marco Mercanzin says:

    Gli ignoranti al governo, questo e i precedenti, non conoscono o ignorano la curva di Laffer, ove si chiarisce che oltre un certo limite, un aumento di tasse genera diminuzione di introiti per lo stato.
    Ignoranti e\o criminali.

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