Pedemontana, ci sono o no i soldi per finire?

60 pedemontanadi CLAUDIO BOLLENTINI – Sulla querelle Pedemontana c’è chi guarda il dito e c’è chi guarda la Luna. Il problema più importante, forse veramente l’unico grande scoglio che intralcia il proseguimento dei lavori per completare questa autostrada oggi lasciata a metà si chiama piano finanziario, oggi di fatto nel limbo.

Per portare a termine l’infrastruttura occorre revisionare tale progetto finanziario e sostenerlo con risorse aggiuntive, ovviamente si immagina con contributi di provenienza pubblica, ma il Governo non ci sente. Lo ha ribadito senza ombra di dubbio il ministro Graziano Delrio lunedì agli amministratori locali di Monza e Brianza riuniti appunto per parlare anche di Pedemontana. La politica del Governo è chiara in proposito, si vuole evitare di aggiungere ulteriori contributi pubblici, ritenuti già robusti e, aggiungiamo noi, a babbo morto, vista la confusione che c’è sul piano finanziario. Si eviti di guardare il dito dei contributi da parte dello Stato e si guardi la Luna del project financing nella sua globalità.

Se c’è da revisionare/rifare il piano per ottenere il closing dell’operazione, questo è compito dei concessionari e sono questi che devono fare le proposte. Il Governo poi le esaminerà, come ribadito espressamente da Delrio. La conclusione del ministro è però piuttosto generica e poco rassicurante, “confermo che i soldi che abbiamo stanziato sono tanti. Su 4,15 miliardi, 1,2 miliardi più 800 milioni di defiscalizzazione sono tanti. Cerchiamo di andare avanti con quello che c’è”.

Ma non si va avanti se non c’è un piano finanziario approvato. E il suddetto piano si sosterrà con l’equity e con il futuro pedaggiamento per un determinato numero di anni, entrate che tengono conto delle previsioni di traffico sulla futura arteria. E vista la storia recente del fallimento su tutta la linea delle previsioni di utenti sul tratto di Pedemontana già in esercizio, c’è da tremare. Ecco perché si richiede un intervento più sostanzioso da parte del pubblico.

Torniamo al punto di partenza, si può ragionare quanto si vuole sulla validità o meno del modello di mobilità sposato in Lombardia, ma l’autostrada ormai c’è e va completata. Si tratta di un asse est-ovest o viceversa di vitale importanza, non stiamo parlando di una autostrada secondaria, di una cattedrale nel deserto, si è discusso per cinquant’anni sulla sua utilità, ora diventa in pochi mesi un’opera inutile? Non credo, l’utenza potenziale c’è, eccome, si pianifichino risorse e si preveda traffico in modo ragionevole e la si pedaggi il giusto. Non vorrei che ci sia troppa ideologia sull’argomento, molte ragioni di politica spicciola e di conseguenza si perda di vista la sostanza, si ragioni senza pragmatismo.

E le reciproche accuse di essere il bancomat di quell’altro tra il ministro Graziano Delrio e Alessandro Sorte, assessore regionale alla partita, senza entrare nelle ragioni dell’uno e dell’altro, sono inutili diversivi. Che fanno perdere tempo e quindi soldi.

fonte: labissa.com

 

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