Pechino è immersa in una enorme nube di smog

di MANUEL GLAUCO MATETICH

Pechino è immersa in un’enorme nube di smog. L’inquinamento ha raggiunto ieri, domenica 13 gennaio, livelli considerati altamente pericolosi per la salute dei cittadini al punto che il governo ha invitato la gente a non uscire dalle proprie abitazioni. La visibilità è ridotta a poche centinaia di metri. Le autorità hanno avvertito che la situazione rimarrà grave, probabilmente fino a martedì. Il Centro Nazionale di Monitoraggio Ambientale ha detto sul suo sito web che la densità delle polveri sottili ha raggiunto quota 700 microgrammi per metro cubo in molte parti della città, un livello considerato molto pericoloso. Esso descrive che la qualità dell’aria è ottima quando l’indice è inferiore a 50, e buona-discreta quando si è sotto i 100. Già oltre i 300 microgrammi è considerato pericoloso, figuriamoci a 700.

Ieri Pechino ha superato per gran parte della giornata questo valore. Di conseguenza, il governo municipale ha ammonito caldamente gli anziani, i bambini e coloro che soffrono di malattie respiratorie o cardiovascolari di evitare di andare fuori. Il valore dello smog ha raggiunto gli 886 microgrammi alle otto di sera, come misurato dalla ambasciata degli Stati Uniti nella capitale cinese. La densa nuvola di colore grigio e ocra, mista a foschia da inquinamento che sovrasta la città, ha suscitato preoccupazione tra i cittadini, molti dei quali hanno deciso di rimanere a casa. I pechinesi hanno rivolto la loro rabbia sui social network, dove alcuni hanno lanciato delle battute umoristiche alquanto pesanti. “Viviamo in una camera a gas”, ha detto uno nel breve messaggio di servizio Weibo, il Twitter cinese.

La qualità dell’aria in Cina è tra le peggiori al mondo, come riportato da diverse organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, a causa della grande quantità di carbone consumato nelle centrali elettriche e delle emissioni delle automobili. La dipendenza da carbone e combustibili fossili per l’energia elettrica ha reso la Cina il più grande emettitore di gas serra, principale responsabile del oramai ben noto riscaldamento globale. Secondo l’organizzazione ambientalista Greenpeace, Pechino ha più che raddoppiato il consumo di carbone negli ultimi dieci anni. Quindi, ora abbiamo c’è fuliggine nell’atmosfera, che insieme ad altri fattori inquinanti secondari, come l’anidride solforosa e l’ossido di azoto, contribuiscono allo smog.

Pechino ha cercato di risolvere questo gigantesco problema dell’inquinamento prima delle Olimpiadi del 2008. Sono stati rimossi dalle strade, infatti, taxi ed autobus obsoleti, e sostituite migliaia di caldaie a carbone. Inoltre, fu limitato per un breve periodo anche il numero di auto sulle strade. Ma quattro anni dopo, l’effetto di queste misure è stato in gran parte inghiottito da una rapida crescita economica e il continuo arrivo di nuove automobili sulle strade. Molte persone accusano le autorità di minimizzare il problema.

La rapida crescita vissuta dal paese da quando ha lanciato il processo di apertura e di riforma nel 1978, ha sollevato centinaia di milioni di persone dalla povertà e ha diventare la sua economia la seconda più potente al mondo, dopo gli Stati Uniti, ma, a sua volta, ha generato molti contro, ad esempio la disuguaglianza sociale, la corruzione e un serio problema ambientale. I suoi cieli e i suoi fiumi sono tra i più inquinate al mondo, e il 10% del suolo cinese contiene livelli di metalli pesanti superiori ai limiti imposti dal governo centrale. L’inquinamento è diventato una delle principali cause di proteste da parte dei movimenti sociali. Il Governo è ben consapevole del fatto che l’inquinamento ambientale minaccia non solo la salute dei suoi cittadini, ma anche la crescita economica, e nonostante tutto se ne “infischia” letteralmente. Prima o poi comunque i nodi di questi seri problemi verranno al pettine, e la Cina inizierà a pagare le conseguenze di un conto molto salato!

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