Pd, il partito delle tessere versione aggiornata del Cinghialone

renzi pddi MARIO DI MAIO – Il nostro caro premier chiarisce che, essendo impegnato a cambiare l’Italia, non può correre dietro ai fantasmi. Se poi in Sicilia il cambiamento passa per Totò Cuffaro gli si può anche correre dietro, visto che non è un fantasma. Anzi, va inseguito perché “chi fa lo schizzinoso con i voti che arrivano potrebbe perdere le elezioni”.

Nel frattempo le nomine dei renziani nei posti-chiave sono in costante aumento a livello nazionale e locale. Un tempo non lontano si temeva chi “vuole cambiare tutto per non cambiare niente ” ma oggi si tratta di non cambiare niente proclamando di voler cambiare tutto. Finora l’unica novità vera e visibile è stata la nomina del capo dello Stato dall’esecutivo, mentre la costituzione prevede l’esatto contrario. Per il resto, l’italico andazzo si manifesta come versione aggiornata di quello condotto dalla mai abbastanza vituperata DC, in combutta col Cinghialone. Che però si astenevano da annunci infantili “urbi et orbi”

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