Pd e Pdl come un Giano bifronte: due facce ma stessa razza predona

di FABRIZIO DAL COL

Giano era considerato una divinità esclusivamente romano-italica, la più antica tra gli Dei nazionali, e il suo culto è probabilmente legato a un’epoca arcaica, quando tutto ruotava intorno ai cicli naturali della raccolta e della semina. È stato sottolineato da più autori, fin dal secolo scorso, come Giano fosse probabilmente la divinità principale del pantheon romano in epoca arcaica e dal busto di Giano, conservato presso i musei vaticani, si può notare come la sua caratteristica sia quella di essere di un solo busto rappresentato però da due facce. Ciò a cui stiamo assistendo in questi giorni è a dir poco  abominevole e le due maggiori coalizioni politiche, ovvero il Pd e il Pdl, invece di decidere se formalizzare insieme un governo o decidere per il voto anticipato, pur di non mollare il potere continuano invece a fare melina per accaparrarsi quei posti decisionali necessari a garantirsi la propria sopravvivenza. Intanto il tempo trascorre inesorabile e lorsignori, continuando ad azzuffarsi solo sulle canoniche questioni dei propri interessi di bottega, non riescono nemmeno ad accorgersi come non ci sia più nulla da difendere. Insomma, stanno mettendo in campo le resistenze più disperate e, dicendosene di tutti i colori, fanno in modo che tra di loro si vedano distanze abissali. Ovviamente, il tutto per far intendere che gli uni non sono disponibili ad un governo con gli altri quando invece, sottotraccia, lavorano insieme per far nascere un governo, che da un lato possa garantire il ripescaggio dei rispettivi trombati di apparato perché più affidabili e idonei alle politiche degli inciuci, e dall’altro  possa ancora garantire un potere alle nomenklature dei rispettivi apparati politici.

Quando si dovrà trattare  la ripartizione delle nomine e delle cariche più importanti nel futuro consiglio dei ministri, ecco che spunterà, pronto come sempre, il collaudato “manuale Cencelli”  a garantire, come fosse un bilancino, le citate ripartizioni. In sostanza, il Paese sta andando a puttane mentre lorsignori, incuranti di aver già sfasciato l’Italia, sono invece lì a rimettere in pista le logiche politiche da Prima Repubblica, ovvero si preparano a fare quello che in passato facevano i governi di quel periodo:  si deciderà così di  aumentare il debito pubblico per “ il bene del Paese “ e si dirà che è l’ unica soluzione per far ripartire l’economia; si premerà sull’ Europa affinché vengano riviste le politiche di austerity e tutto ciò per evitare di tagliare le  spese parassitarie dello Stato, senza le quali non sarebbero  più in grado di sopravvivere.

In sostanza, per far ripartire l’Italia questo letame politico è già pronto a sostenere la necessità dell’aumento del debito pubblico quando invece con esso non faranno altro che garantire ancora la spesa pubblica lucrando sui sacrifici delle due prossime generazioni. Quello in corso non è uno stallo politico causato dalle diversità nei programmi delle due maggiori coalizioni politiche interessate a formare il nuovo governo, come invece tentano di far intendere la maggior parte dei giornali italiani: anzi, è vero l’esatto contrario, è vero che è uno stallo cercato e voluto per guadagnare il tempo necessario a realizzare il sopra citato disegno. A farla breve, siamo in presenza di due coalizioni politiche che si rappresentano come un Giano bifronte, ovvero che grazie al potere per il potere credono di essersi trasformate in una divinità intoccabile, dove il corpo è uno solo ma le facce che si vedono sono due. Comunque andrà  a finire, e se il loro perverso disegno si rivelerà nei fatti, non avranno fatto altro che dimostrare la loro totale irresponsabilità e di aver scatenato una probabile rivolta popolare.

 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    I grillini quando non vogliono fare accordi con i RIMASTI, detti partiti ipocritamente, hanno ragione o no..??

    Beh, se lo facessero diventerebbero come loro, cioe’ RIMASTI.

  2. … si deciderà così di aumentare il debito pubblico per “ il bene del Paese “ e si dirà che è l’unica soluzione per far ripartire l’economia; …

    provate a riflettere….

    nel settore lavorativo privato ci sono milioni di licenziamenti (ke alimentano la massa enorme di disokkupati) k’è kuello ke produce entrate e benessere vero e ke, obtorto kollo, alimenta le voraci fauci del malaffare pubbliko merdionale italiko ke ci dissangua, x le tasse ke ci uccidono implakabili;

    e nessuno ke preveda un uguale salasso all’impiego pubbliko (oltre 3,500.000… gran parte parassitario, fatto di parakulati ed inutili burokrati), kausa del licenziamento e disokkupazione dilagante di kuello privato, tutto a suo kariko e detrimento …

    è evidente la difformità, ingiustizia ed inacettabile disuguaglianza tra i due settori d’impiego in kui è protetto l’impiegato parassita e lekkakulo pubbliko, inamovile, e doppiamente punito l’onesto cittadino lavoratore, servo e suddito di sekonda mano…

    ma kome, xkè !?… possibile ke kuella fetta di kosti inutili non si possano tagliare e kontemporaneamente, kon kuel rtisparmio di spesa korrente e konsolidata, abbassando le tasse, kreare sviluppo vero, reimpoiegando e rekuperando kuei parassiti, al lavoro produttivo !?

    I sindakati hanno la loro responsabilità ed i lavoratori privati dovrebbero ribellarsi ai loro stessi kapi sindakali, giakkè i privilegi assurdi e la non licenziabilità dei parassiti statali è kausa del loro proprio licenziamento, perdita di lavoro e disokkupazione…

    xkè i politici non tagliano kuesti kosti moralizzando l’apparato statale ke ci dissangua e disorganizza pesantemente x la burokrazia, korruzione e parassitismo ke produce !?

    • Fabrizio says:

      L’inciucio serve proprio a questo :. nessuno vuole rimetterci il consenso e nessuno vuole lasciare vantaggi ad altri, il tutto alla faccia di chi non sa più che pesci pigliare per sopravvivere.

Leave a Comment