Pd e 5Stelle, ci eravamo tanto odiati

beppe_grillo-650x486di Valter Roverato – 19 Febbraio 2014, cioè 5 anni e mezzo fa circa: Matteo Renzi e Beppe Grillo si incontrano per una consultazione al fine di formare un nuovo governo. L’incontro, su richiesta del Movimento 5 stelle, viene trasmesso in streaming video su internet direttamente dalla Camera dei Deputati.

Allora, rispetto ad oggi, le parti erano praticamente invertite, dato che i consensi si erano quasi equamente divisi fra centro-destra, centro-sinistra e M5S, col centro-sinistra, che risultava leggermente in testa nei consensi, al quale spettava la formazione di un governo. A quell’incontro Renzi che era convinto, vista la sua arroganza, di non doversi necessariamente alleare con qualcuno per formare il governo, chiedeva al M5S, dato che non lo poteva chiedere al centro-destra, quanto meno un appoggio esterno. Recentemente ho riguardato quell’incontro, e Renzi iniziò infatti dicendo: “Vi ringrazio di aver accettato l’invito alla consultazione. Per quello che ci riguarda non vi chiediamo alcun accordo vecchio stile, non siamo a chiedervi la fiducia”.

Grillo allora, ironizzando rispose: “Mi stai spiazzando per questa gentilezza, se non mi chiedi nulla allora perché siamo venuti?” E poi continuò: “Siamo qua per essere totalmente indignati con quello che rappresenti. Non sei credibile, rappresenti De Benedetti, vuoi essere giovane ma non sei giovane “. Grillo voleva iniziare uno dei suoi monologhi, e Renzi cercava di fermarlo chiedendo di parlare, al che Grillo, che in quanto ad arroganza non era secondo neanche a Renzi, gli concesse un minuto, dopo aver detto: “Non ho tempo per te, non sono democratico”. Il minuto concesso non risulterà poi essere proprio un minuto, e Renzi riuscì solo a dire: “Sei un incrocio tra Gasparri e la Biancofiore. Ma sei qui perché il tuo popolo ti ha detto di venire. In 30 secondi ti dico: vogliamo superare le province, il Senato e il Titolo V della Costituzione”.

Cose che probabilmente al M5S oggi starebbero più che bene, credo, ma allora Renzi non fu neanche ascoltato, infatti Grillo riprese subito il suo monologo dicendo: “Non è vero, non ti sto provocando. La nostra stima non ce l’hai. Non hai neanche un’idea di come potrebbe essere il mondo. Non ce l’hai un’idea. Le rinnovabili non sai neanche cosa sono”. Renzi disperatamente allora cercò di intervenire nel monologo e disse: “Io pagavo il biglietto per venire ai tuoi spettacoli”, quasi supplicandolo, ma Grillo continuò: “Non ho nessuna fiducia in te e nel tuo sistema”, e si fermò un attimo forse cercando di terminare il discorso, al che Renzi poté dire la frase che tutti ricordiamo: “Caro Beppe esci da questo blog, questo è un luogo dove c’è il dolore vero delle persone, c’è bisogno di affrontare le questioni reali”, e Grillo a quel punto terminò veramente quel surreale dialogo: “Rappresenti un potere marcio non sei credibile, non ti dò la fiducia”.

Riepilogando, Grillo ribadì più volte di non aver fiducia in Renzi, nel suo sistema, in quanto rappresentava De Benedetti, ed “il potere marcio”, per cui non gli dava alcun tipo di fiducia, in quanto non aveva la sua stima. Dall’altra parte anche Renzi non aveva una grande fiducia in Grillo, infatti gli disse che rappresentava “l’incrocio fra Gasparri e la Biancofiore”, dunque Renzi evidentemente collocava i 5 Stelle praticamente nel centro-destra, in quel momento.

Questo, in sintesi, fu l’incontro fra PD e M5S del Febbraio 2014, un incontro dal quale chiunque potrebbe a ragione dedurre che fra i due partiti ci fosse una incompatibilità praticamente insanabile, ed infatti l’incontro terminò senza un accordo. Se non ricordo male, successivamente un governo nacque, e fu il governo presieduto da Enrico Letta, ma fatalità con l’appoggio del centro-destra, tanto che il vice presidente del Consiglio fu Angelino Alfano, e quello fu chiamato il “patto del Nazzareno”, una specie di “compromesso storico” dei nostri giorni, diciamo. Da quel patto si sfilarono Lega e Fratelli d’italia, che andarono all’opposizione.

Nel 2019, solo 5 anni più tardi di tutto questo (anche se per la politica 5 anni possono essere un’era geologica), PD e Movimento 5 stelle si stanno incontrando ancora e vorrebbero addirittura stavolta allearsi per formare un governo. Tirando le somme, cosa si può capire? Innanzitutto che in questo paese le idee non contano più: destra, sinistra, sono diventati concetti astratti, divisioni arbitrarie che non coincidono più con idee precise, come era almeno un tempo, quando a sinistra si collocava il partito comunista, accanto ai lavoratori (il “proletariato”), la destra post-fascista c’era, rappresentata dal Movimento Sociale ma con numeri minimi, mentre il cosiddetto “centro” era formato principalmente dalla DC, che aveva una maggioranza relativa di voti e che quindi poteva governare.

Piano piano però col tempo le idee si sono sbiadite, si sono mescolate, i confini sono diventati sempre più deboli, fino a quasi sparire del tutto, tanto che ad ogni legislatura, deputati e senatori che cambiano “casacca”, anche passando dall’opposizione alla maggioranza, o viceversa, sono sempre tantissimi (quando mai, anni fa, sarebbe potuto accadere che un comunista andava con la Democrazia Cristiana, o viceversa? O col MSI? Impensabile!), e questo è favorito dalla costituzione che prevede che gli eletti rispondono genericamente “al popolo” e non specificatamente ai partiti che li fanno eleggere. I tempi sono dunque cambiati, le “grandi” ideologie che caratterizzavano il passato non ci sono più, d’altra parte il muro di Berlino, che ne era un simbolo tangibile, di qua i paesi dell’Ovest filo-americani, e di là quelli dell’Est, filo-URSS, non esiste più, è stato abbattuto, ma l’italia? Questo paese è cambiato? Evidentemente no, e se in qualche modo è cambiato, lo è in peggio. Ma anche non cambiare, non seguire i tempi, è peggiorare, e la costituzione italiana in questi anni non ha seguito il cambiamento dei tempi, è rimasta quella di quando c’era il PCI e la DC e l’MSI, in cui gli eletti non sarebbero mai andati da una parte all’altra, e potevano rispondere solo al popolo proprio per questo, perché il popolo allora aveva un’idea ben precisa e definita: o eri comunista o eri democristiano o post-fascista, e poi c’erano anche altri partiti più piccoli ma che in parte potevano rifarsi ad un’idea o all’altra: socialisti, repubblicani, ecc…..

Nel 2019 invece, succede che per formare un governo si possano accordare due parti politiche che per storia, per formazione, per progetti, nulla hanno in comune, ed anzi una di quelle parti sarebbe nata proprio per combattere quel potere marcio col quale ora vorrebbe allearsi al fine di fare un governo, che poi sappiamo benissimo che non cambierà praticamente nulla, sempre se poi durerà, vista l’esperienza del precedente governo lega-M5S, altra alleanza forzata, non uscita dalle urne, che doveva essere alleanza “del cambiamento” e che non solo non ha cambiato un gran chè, ma non è nemmeno durata, come tutte le alleanze contro natura.

Se adesso è possibile che una parte politica come il Movimento 5 stelle, nata per combattere “la casta” dall’interno del Parlamento italiano, giurando che però sarebbe rimasta sempre la stessa e che lo avrebbe aperto “come una scatola di tonno” (tanto che i deputati e senatori del M5S si erano portati perfino l’apriscatole in Parlamento, mostrandolo a tutti), possa stringere dapprima un’alleanza con la lega ed ora, finita quell’esperienza, vorrebbe e potrebbe allearsi addirittura con il “potere marcio”, ecco, se adesso è possibile che accada tutto questo, è proprio perché deputati e senatori non sono stati eletti in quanto credono in un’idea, come poteva essere una volta, ma perché evidentemente ambiscono solo ad un posto “al sole”, o per ambizione personale, per il potere fine a sé stesso, per la sedia ben retribuita, e pazienza se si deve andare prima da una parte e poi dall’altra, che tanto quelle parti non esistono più (hanno fatto perfino il “patto del Nazareno” fra PD e Berlusconi!), e poi al limite c’è sempre il “gruppo misto”, aberrazione esistente solo in Italia.

Basta incontrarsi e dire che sono d’accordo (e chi non lo sarebbe?) nel combattere “i cambiamenti climatici”, che vogliono incentivare “le energie rinnovabili”, che vogliono dare “più soldi al ceto medio”, che vogliono “tagliare le tasse”, e magari che vogliono eliminare la povertà (oddio, ma i 5 stelle l’hanno già eliminata!), o magari anche che vogliono eliminare la fame nel mondo, o le guerre, e l’accordo è fatto, salvo poi accapigliarsi sulle poltrone da spartire, e lì di solito o casca l’asino e l’accordo stesso, o invece si trovano poltrone per tutti, e si governa.  E’ diventata più importante la sedia dell’idea, lo stipendio che ciò in cui si crede.

Tutto questo è pericoloso, direi, perché in mezzo ci sono gli italiani, che vorrebbero veramente cambiare il paese, e viverci meglio, ma finchè la costituzione stessa non cambierà nel senso che gli eletti debbano fare gli interessi e portare avanti le idee di chi li elegge e non praticamente farsi solo gli affari propri, essendo loro consentito di passare elegantemente nelle fila di una o dell’altra parte politica, non avremo un parlamento stabile che possa veramente cambiare qualcosa.

Quando la costituzione dirà che io Veneto posso eleggere alcuni veri Veneti che vogliono seriamente lottare in modo democratico per l’autodeterminazione dei popoli, e liberare il Veneto dall’italia occupante, ed io elettore sarò certo che avrò sempre stabilmente quella rappresentanza Veneta nel parlamento italiano, comunque vada, ecco che allora andare a votare potrebbe essere un modo per iniziare a cambiare veramente qualche cosa in meglio.

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