LA PAX LEGHISTA? TOSI FUORI DALLA FINESTRA…

di GIANMARCO LUCCHI

Tosi, sempre Tosi nell’occhio del ciclone. Il sindaco ribelle di Verona Flavio Tosi è stato destituito da vicepresidente del Parlamento della Padania e sua sostituzione col neocapogruppo alla Camera, il trevigiano Giampaolo Dozzo. È l’ultima mossa nello scacchiere del Carroccio tra il primo cittadino scaligero, deciso a vincere le prossime amministrative con una lista a suo nome, e i vertici del Carroccio. All’origine della decisione, spiegano nella Lega, ci sarebbe l’assenteismo di Tosi alle riunioni del parlamentino, ma anche le posizioni assunte di recente, «di ispirazione nazionalista» e quindi distanti dal federalismo padano. «Tosi non era mai presente alle riunioni ed era inutile che occupasse la carica – spiega il senatore Piergiorgio Stiffoni – così l’ufficio di presidenza diretto da Calderoli ha preso la decisione». Per l’assessore veneto Roberto Ciambetti, aver sfilato Tosi dal mazzo delle carte del Parlamento padano è «un fatto quasi naturale», per di più deciso da qualche giorno, ovvero dall’ ultima assemblea del Parlamento del Nord a Sarego (Vicenza). «Strano che se ne parli solo oggi – aggiunge – tuttavia va ricordato che Tosi non può prendersi carico dell’impegno parlamentare e di una difficile campagna elettorale nella sua città. Verona è il capoluogo leghista più importante del Veneto. Del resto la scelta di Dozzo mi sembrava inevitabile: la sua conoscenza del mondo leghista è superiore a tutti».

Più piccante il commento di Paola Goisis, deputata padovana e bossiana di ferro:  «Mi chiedo una carica così importante, come quella di vicepresidente del Parlamento padano, si possa conciliare con una persona che in ogni occasione, in tv e sui giornali, dice di non credere alla Padania e nemmeno alla secessione. Più volte sui mass media Tosi ha definito la Padania una categoria filosofica, contravvenendo così all’articolo 1 dello statuto della Lega Nord che recita testualmente: ‘Il fine della Lega Nord è l’indipendenza della Padania’. Quindi, non capisco come si possano conciliare certe affermazioni con il suo ruolo».

Di tutta la vicenda per ora il diretto interessato non parla. Preparandosi, da scacchista di rango, non solo sulla scena politica, alla prossima mossa. Dagli ambienti a lui vicini arriva comunque la conferma che Tosi non avrebbe alcuna intenzione di indietreggiare. Gli stessi ambienti segnalano a mezza voce le sospette coincidenze dell’annuncio della defenestrazione di Tosi. Annuncio fatto trapelare da Roma, si sottolinea, da ambienti notoriamente vicini al cerchio magico/malefico ostile al sindaco veronese. Forse serviva dare ora la notizia, ipotizza qualcuno nell’entourage di Tosi, perchè ci si avvicina sempre più alla scadenza dei congressi provinciali del Carroccio di Padova e Treviso. Ma soprattutto al congresso regionale della Liga Veneta. La vera resa dei conti.

L’uscita contro Tosi è avvenuta anche pochi giorni dopo che era trapelata l’eventualità di un passo indietro, proprio in vista della corsa alla segreteria nazionale della Liga sia di Tosi che del segretario uscente Gianpaolo Dozzo. Evidentemente il disegno di incoronare  un terzo personaggio come segretario veneto (lo stesso Dozzo o il sindaco di Cittadella Massimo Bitonci o la parlamentare vicentina Manuela Dal Lago) non deve essere piaciuto a molti, che preferiscono giocare fino in fondo il braccio di ferro fra Tosi e Gobbo, che vuol dire portare fino in fondo lo scontro fra maroniani e bossiani in un caposaldo fondamentale come il Veneto.

Dunque la guerra torna a rinfocolarsi ed è sembrata un po’ ingenua l’interpretazione “pacificatrice” data ieri da molti dell’episodio che ha visto le segretarie di Bossi informare con sms parlamentari e dirigenti leghistio del nuovo numero del Senatur. Subito s’è scatenata la cremlinologia leghista a dire: il “capo” manda il segnale che vuol tornare a essere accessibile a tutti, come ai bei tempi, e non filtrato attraverso il blocco granitico del cerchio magico/malefico. Proprio un bel segnale di apertura: Tosi subito buttato giù dalla finestra. E nemmeno con un sms, ma direttamente a pedate!!! Oddio, non è che lasciare la vicepresidenza del cosiddetto Parlamento della Padania sia una gran perdita: quello non è altro che un consesso di un partito dove tutto quel di cui si parla arriva fratto e deciso. Ma la decisione ha il suo indubbio significato politico interno.

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8 Comments

  1. barbaro sognante says:

    Tosi vicepresidente del parlamento padano? Per far che? Sono convinto che chi l’ha messo fuori da una istituzione senza peso, fatiscente nella quale il vero leghista non crede, gli ha fatto un gran piacere! Meglio che si occupi della sua gente e si organizzi con Maroni per il rinnovo dei dirigenti della Lega Nord attingendo tra i giovani non romanizzati.

    • Ferruccio says:

      I giovani non romanizzati…….ma CADREGHIZZATI

    • luigi bandiera says:

      barbaro sognante,

      NON HAI TUTTI I TORTI..!!

      LA LEGA SI STA AUTODISTRUGGENDO..!

      NON HA PIU’ GENUINITA’..!!

      Basti vedere il Belfagor… del cerchio piu’ o meno magikuskus…

      Salam

      PS:
      quanto ho pagato e sofferto INUTILMENTE..!!

      E, io sono a ramengo e, loro, sono SISTEMATI..!!

  2. Marco says:

    Mah, a prescindere da tutte le battaglie interne della Lega e da tutte le incoerenze da questa dimostrate (come la rinnovata presa per il culo sul parlamento padano) le considerazioni della Goisis (che non conosco) sono assolutamente condivisibili.

  3. eugenio says:

    Non voglio entrare nel merito della diatriba perchè occorre conoscere bene i fatti,nell’interesse della verità.
    Faccio solo notare che passati i 5 anni dal Congresso federale e ormai sono 10,tutte le cariche sono scadute e ad incominciare da Bossi sono tutti degli zombie.
    Il nemico mortale della Lega è il cerchio magico,quindi basta che tutti i militanti seri si autoconvochino in Congresso al più presto e sarà fatta ,spero, chiarezza sulla linea da seguire e sulle cariche da assegnare e sulle modalità di pensionamento di Bossi e dei suoi utili idioti,ma non tanto.,a cominciare dall’amministratore del partito.
    eugenio

  4. Albert says:

    Varda chi te leghisti che ghemo Padova…Paola Goisis ah ah ah ah ah…..che zente, che zente!

  5. ingenuo39 says:

    MI sa tanto che le vecchie cariatidi della lega sono diventate come le vecchie cariatidi del PD, cioè credono di essere immortali,politicamente, sia chiaro e pertanto non vogliono mollare il cadregone con tutti i privilegi annessi e connessi. Dimostratemi il contrario e votero Lega.

  6. luigi bandiera says:

    Povera lega, che fine ingloriosa che sta per fare.

    Beh, sono vacinati no, quindi sara’ colpa loro sebbene ormai hanno un bel gruzzolo… come vitalizio. Altro che art.18.

    Salam

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