Patto Bulgaria, Grecia e Turchia anti-clandestini. “Fuori dai nostri confini”

di REDAZIONEmigranti-sbarco-porto_interna

Bulgaria, Grecia e Turchia hanno stretto un patto per creare una centro doganale e una polizia di frontiera comuni per contrastare la crescente immigrazione illegale. “Questo accordo garantisce una cooperazione maggiore dei tre Paesi che affrontano le stesse sfide, migrazioni, crimine organizzato e terrorismo”, ha sottolineato il ministro dell’Interno bulgaro, Rumyana Bachvarova, in occasione della cerimonia di firma a Sofia. Il centro comune sara’ realizzato al checkpoint di confine Kapitan Andreevo, dove si incontrano i tre Paesi. In questo modo, ha spiegato il collega turco, Sebahattin Ozturk, permettera’ alla “polizia e alle autorita’ di dogana di scambiarsi informazioni in tempo reali e reagire per fermare l’immigrazione illegale e il contrabbando”. La Turchia ospita circa due milioni di rifugiati, in maggioranza siriani, che tentano quotidianamente di varcare i confini con Grecia e Bulgaria per cercare rifugio nell’Unione europea.

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One Comment

  1. Dan says:

    Mica stupidi, loro. Sanno che se li fanno entrare e poi i paesi successivi li palleggiano come sta succedendo adesso per l’italia, se li ritrovano tutti quanti sul groppone.
    Alla Grecia manca solo più che arrivi un’invasione di mangia pane a ufo e che se li debba mantenere a 35 euro al giorno in hotel mentre ha la sua gente che muore di fame per strada.
    La Turchia (che già corre sul filo del rasoio con la crescente presa di potere dei musulmani radicali al suo interno) sa benissimo che la maggior parte di questi immigrati, quando non sono dichiaratamente terroristi di isis, ne sono comunque simpatizzanti e finisce per mettere in gioco un equilibrio tutt’altro che stabile.
    La Bulgaria di preciso non so ma è probabile si tratti di un mix tra le due cose qui sopra.

    Insomma, non li vogliono e fanno bene.

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