Patria e parassitismo, il Piave mormorava… Ecco l’Italia catto-comunista

di MARCELLO CAROTI

Penso di interpretare il senso di smarrimento di tutti i nostri lettori nel vedere come la sinistra abbia conquistato quasi il 50% dei voti di queste elezioni europee. Quello che scrivo è un tentativo di dare un senso a quello che sta succedendo in Italia.

Sembra incredibile che, dopo il disastro economico che sta distruggendo l’economia di quello che è stato l’ottavo paese esportatore al mondo, l’elettorato abbia premiato con un voto così massiccio il partito che sta governando da quattro anni. E’ stato un trionfo personale di Renzi e di quella politica che è decisa a tenere l’Italia nell’Euro a qualunque costo.

Lo smarrimento aumenta se ci guardiamo attorno. In Francia, a seguito di una crisi economica enormemente più blanda, il popolo ha espresso il suo dissenso in un modo estremamente deciso; hanno votato per un partito che chiaramente propone di rivedere, se non cancellare, quanto è stato fatto sin qui dai partiti tradizionali e da Bruxelles. In un colpo solo hanno dato una decisa sterzata a tutto il paese. Trattandosi della Francia, questo avrà ripercussioni profonde e imprevedibili in tutta Europa. In Italia, invece, la risposta degli italiani è stato un trionfo dei Catto-comunisti!

Che senso ha? Non credo che abbiano fatto questo per 80 Euro. Lo hanno fatto per l’Italia!

 

Il primo elemento, la Vanità: l’Italia non deve essere seconda a nessuno. Gli italiani pensano che i paesi Euro sono la serie A e farebbero qualunque cosa per non andare in B. L’Italia è un paese mediterraneo e profondamente vanitoso, come la Grecia: non vogliono neanche prendere in considerazione la possibilità di uscire dall’Euro. Le argomentazioni sulla inerente “stupidità” dell’Euro sono inutili; qui si tratta del campionato di calcio. E’ inutile fargli osservare che Inghilterra, Svezia, Danimarca, non sono voluti entrare nell’Euro, perché essendo loro paesi nordici se ne fregano della vanità e del campionato. Loro non hanno alcun complesso di inferiorità e non sentono il bisogno di essere “all’altezza della situazione” o di “non fare brutta figura”.

Il secondo elemento, la Patria: la Patria va tenuta assieme a qualunque costo.

Infatti nel fronte anti Euro ci sono partiti secessionisti e se gli si da spago, potrebbero anche spezzare la Patria.

Il terzo elemento, un popolo di parassiti: cinquant’anni di catto-comunismo hanno creato una classe di parassiti che vanno dai forestali siciliani ai poteri forti dell’industria e della finanza. Sono tutte persone che hanno un interesse vitale a mantenere in piedi questo stato e questa società. Sono in tanti.

Quanti sacrifici sono disposti a sopportare gli italiani per mantenere questa situazione? Secondo me una quantità enorme.

Pensate alla Grande Guerra. Cent’anni fa gli italiani hanno dato 600.000 morti per la Patria; in quel caso di trattava di far diventare italiani gli sloveni e i tirolesi (gente che neanche parlava l’italiano) oltre a “redimere” Trento e Trieste (redimere, non semplicemente liberare). Eppure, nonostante la palese criminalità e follia dell’impresa,  a milioni sono andati all’attacco e hanno dato la loro vita. Quando poi, per un caso più o meno fortuito, il nemico è riuscito a sfondare a Caporetto e la sconfitta era una possibilità immediata hanno reagito con una forza e una determinazione che è rimasta nella storia.

Il Piave ha lasciato un segno indelebile nella psiche italiana. Ecco cosa possono fare gli italiani per la Patria!

Il problema è che la psiche umana è tale per cui, una volta che un qualcosa è costato un prezzo colossale, questa cosa, fosse piaciuta o meno, diventa una conquista a cui non si rinuncerà più. Dopo aver sostenuto un sacrificio così assurdo nessuno ammetterà più di aver commesso uno sbaglio, mai più!

Domenica scorsa, milioni di bravi italiani hanno sentito di nuovo il mormorio del Piave. Davanti all’attacco di Grillo e della Lega, messi di fronte alla possibilità che la loro Patria potesse essere retrocessa in Europa o addirittura spezzata, sono accorsi sul Piave e hanno bloccato il nemico. I catto-comunisti del PD sono comunque la più compiuta espressione dell’italianità e quindi non hanno dovuto fare un gran sacrificio.

Il problema ora è che il paese ha di fronte a se chissà quanti anni di sacrifici provocati da un paese ingovernabile e da un’Europa disfunzionale. Quanti sacrifici ancora potranno sostenere gli italiani? Ancora tanti!

Come si può fare a uscire da questo manicomio? Ebbene, c’è una sola via: fare cultura. Costruire uno zoccolo duro e sufficientemente esteso di persone convinte che il Risorgimento è stata una schifezza e che l’Unità d’Italia è stata una follia.

Dobbiamo fare quello che, purtroppo, gli indipendentisti/leghisti odiano fare: cultura. Questo termine oggi è aborrito dalla brava gente perché associato, da più di cent’ anni, agli psicopatici allucinati che hanno spadroneggiato nel panorama culturale di questo paese. La brava gente si deve convincere che la cultura non morde, non fa male e non costa tanto. Soprattutto si deve convincere che è indispensabile per liberarsi da quella morsa infernale che il brontolio del Piave esercita sulla mente degli italiani.

Solamente facendo questa cultura, si potrà mettere assieme un numero di persone sufficienti a votare contro questa Italia (e questa Europa) quando ancora una volta il mormorio del Piave tenterà di sovrastare la voce della ragione e del buon senso.

 

 

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40 Comments

  1. Nereo Villa says:

    Più che cattocomunista l’Italia è MENTECATTOCOMUNISTA. Lo dico dal 2000!

  2. BRUNO DOLFINI says:

    IL VENTO DEL NORD….
    IL TOSCANO DANTE (Par.XVII,verso 133) SCRISSE:
    –Questo tuo grido fara’ come vento,
    che le piu’ alte cime piu’ percuote;
    e cio’ non fa d’onor poco argomento.–
    IL TOSCANO RENZI CONOSCE QUESTO PASSO?
    CARO MARCELLO SONO D’ACCORDO SULLA
    CULTURA,MA SENZA IL PANE QUOTIDIANO,
    IL CIBO DI CUI ABBIAMO ASSOLUTAMENTE
    BISOGNO,ANCHE LA CULTURA VIEN MENO.
    ED E’ SU QUESTO PUNTO CHE IL GOVERNO
    TACE OTTUSAMENTE.QUANDO IL PANE VERRA’
    SICURAMENTE A MANCARE SULLA TAVOLA
    DEGLI ITALIANI PER IL SEMPLICE FATTO CHE
    DI PANE NON CE N’E’,ALLORA TUTTI CAPIRAN-
    NO L’INUTILITA’ DI TUTTE LE DISCUSSIONI
    POLITICHE,CULTURALI ED ALTRO.
    SAPPIAMO CHE LE SCORTE ALIMENTARI
    EUROPEE SONO RIDOTTE AL LUMICINO.
    NON SOLO MANCHERANNO I SOLDI PER
    COMPRARE IL PANE,MA MANCHERA’
    PROPRIO IL PANE E,ANCHE CON MILIONI DI
    EURO IN MANO,NON COMPRI CIO’ CHE NON
    ESISTE,CIO’ CHE NON C’E’. ED ALLORA TUTTE
    LE PAROLE SARANNO “VANITA'”,NULL’ALTRO
    CHE VANITA’ E LO SPETTRO DELLE ARMI
    SORGERA’ GRANDISSIMO ALL’ORIZZONTE.
    E’ UNA VERGOGNA: GIA’ MOLTI ITALIANI
    SOFFRONO LA FAME E VANNO A ROVISTARE
    NELLA SPAZZATURA PER METTERE,FORSE,
    QUALUNQUE COSA NELLO STOMACO!!!
    SIAMO ALLA PURA FOLLIA,ALTROCHE’
    PARIA E CULTURA!
    Sinceri Saluti.

  3. Andrea says:

    Vogliamo un confronto serio sull’orientamento al voto dei veneti? Allora proviamo a vedere cosa succedeva 25 anni fa.
    Alla fine degli anni ’80 votava quasi il 90% degli aventi diritto in Veneto. Oggi ha votato poco più del 60%.
    In quel tempo le forze politiche che oggi affluiscono nel PD (Cioè la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista) ottenevano oltre il 70% dei consensi. Il 70% del 90%!
    Oggi parliamo del 40% del 60%…
    Ma vi rendete conto della differenza ENORME tra questi due dati??
    Non parliamo di un secolo fa, ma di soli 25 anni: due terzi dei votanti di allora lo sono ancora adesso.
    Pensiamoci, prima di stracciarci le vesti e avvilirci.

  4. Alessandro says:

    Un ottimo articolo che condivido. La ringrazio gentile Marcello Caroti e mi scuso se non faccio accompagnare il suo nome da altri titoli quali dott. prof. etc., anche’essi svalutati e, in ogni caso, in Italia squalificati perché inidonei ad offrire informazione utile ed usati solo per confermare distinzioni già ampiamente spiegate da un sociologo che in queste pagine possiamo ricordare come professore, forse maestro, di un Signore, a sua volta professore, che collabora su altri giornali ma che ha scritto ottimi libri la cui lettura deve essere consigliata.
    Spero di poter leggere altri suoi articoli.
    Morandini Alessandro

  5. Silvia says:

    E siccome la nostra regione e’ plurilingue, a dispetto dei veneti, possiamo permetterci qualche disgressione sulla lingua italica:)

  6. Silvia says:

    Noi siamo contro certi imprenditori veneti che vorrebbero approfittarsi del caos politico che regna qui in Friuli ( d’altronde ne hanno ben approfittato nella ricostruzione del sisma del ’76 secondo le testimonianze dei nostri vecchi) siamo contro il monopolio della stampa dei De Benedetti e di politici locali bramosi di sedie (vedi Serracchiani, Bolzonello e Tondo e movimentisti 5stellati) che stanno tentando di cancellare l’identità friulana.
    Noi siamo contro questa classe politica, imprenditoriale e giornalistica che si stanno approfittando delle diatribe (Pordenone e Trieste contro Udine; Gorizia e comprensorio bisiaco non interpellatati) per annullare ‘identità friulana
    (Monfalcone col suo porto e le sue nuove commesse fanno gola a molti)
    Si, signori imprenditori veneti, avete ragione, il FVG non ha più alcun diritto alla specialità regionale ma spiegatelo al prossimo Presidente regionale Bolzonello (che giustamente fa gli interessi dei suoi elettori pordenonesi), non a noi friulani che ne abbiamo le tasche piene.
    Per commemorazioni varie, fatevi una gita scolastica al Sacrario di Redipuglia e dopo aver letto tutti i nomi chiedetevi se ne è valsa la pena per questi poveri cristi (tra l’altro, il monumento in questione versa in condizioni pietose).
    Ah già, oggi qui a Drenchia (Friuli?) si e’ avvertito un piccolo sisma di magnitudo 3.8 che in altre zone italiche sarebbero state sicuramente segnalate nei tg nazionali con abbondanti reportage.
    Qui no, giustamente noi non siamo italiani.
    FRIULI LIBERO.

  7. sandrone says:

    Dai commenti si potrebbe dedurre che questo non è un sito indipendentista ma purtroppo solamente una delle tante facce della destra italiana.

    • gianluca says:

      Mio caro cerchiamo di fare distintinzione fra chi scrive gli articoli e chi i commenti, non facciamo di ogni erba un fascio

  8. CARLO BUTTI says:

    Il primo a dichiarare che il 4 Novembre dovrebbe essere ritenuto giorno di lutto, non di gloria, è stato Marco Pannella, nei lontani anni Settanta del secolo passato. A quei tempi sì che una tale dichiarazione poteva apparire non solo controcorrente, ma addirittura scandalosa. Onore al merito del vecchio paladino radicale, oggi molto appannato -purtroppo gli anni passano per tutti- ma allora vegeto e gagliardo. E oggi non è necessario essere indipendentisti per ammettere pacatamente, dati storici alla mano, che la prima guerra mondiale fu un’infamia (un’inutile strage, aveva detto qualcuno…) La scuola pubblica ha svolto e continua a svolgere opera di propaganda patriottarda( il baricentro dell’indottrinamento si andò progressivamente spostando, dopo il ’68, dall’epica risorgimentale a quella resistenziale, per poi riequilibrarsi su una posizione “continuista”), ma qualche buon insegnante ci ha fornito e continua a fornirci le chiavi razionali e gli strumenti intellettuali per smontare pregiudizi e favole. Fra questi, il prof. Bernardini, che ,se non erro, è stimato docente di un ateneo pubblico “italiota”

  9. Robinhood says:

    Cultura, cultura, cultura. È vero, se non si crea una cultura e una consapevolezza le azioni sono sempre velleitarie.

  10. Mirko Autonomista Felsineo says:

    da quanto tempo auspico che le riunioni dei nostri militanti vengano usate per INSEGNARE L’AUTONOMISMO… e da quanto tempo mi spernacchiano!
    E poi, per un po’, saranno tutti stanchi, dato che hanno messo “animaeccore” per aiutare l’italiano vero Flavio a prendere tante belle preferenze.
    Il problema per noi è interno: 20 anni di omologazione stereotipata alla destra tricolore, con annesse epurazioni interne e ricambio naturale della militanza, hanno trasformato il nostro “esercito padano” in un gruppo di persone pronte a tirare fuori la vuvuzela per i mondiali di calcio, pronti a dire ogni giorno “prima gli idagliani”, pronti a “salvare il paese-idaglia”.
    Ve la ricordate quell’aberrazione del 1992, la “lega idaglia federale”?
    Come mai ho la sensazione che sia solo questione di tempo e che presto tornerà quell’abominio politico?
    Fare cultura iniziando dalla nostra militanza, altrimenti chi parla a nome del Movimento, cosa va a dire fuori? tutto e il contrario di tutto? parole in libertà sull’altare della patria?

    Nessuno si è accorto che siamo l’unico movimento autonomista AL MONDO ad associarsi ai partitelli unionisti? destra e sinistra…. chi se ne frega. La scelta sia fra la nostra terra e lo stato colonizzatore!

    • bepi says:

      Non si tratta di insegnare l’autonomismo ma di insegnare la storia vera senza mistificazioni, senza retorica, senza voler inculcare la bugia che gli italiani sono un popolo. La storia deve servire prima di tutto a tener viva la memoria della comunità alla quale si appartiene. Non solo degli eventi storici, si capisce, ma della cultura in senso lato. Insegnare l’autonomismo mi suona un po’ come insegnare l’unitarismo, o qualche altra dottrina (anche se all’unitarismo centralista preferisco comunque il federalismo). Come veneto, per esempio, la parola autonomismo non mi piace affatto, crea confusione. Preferisco indipendentismo, perché i veneti sono un popolo indipendente da sempre, nel profondo dell’anima, e dell’autonomia non sanno che farsene.

  11. Annibale says:

    Resta il fatto che i democristiani e i comunisti, come i cattocomunisti di oggi, almeno avevano/hanno dei valori di riferimento, dei punti fermi. Gordo invece sembra Leonard Zelig: ovunque vada si mimetiza come un ramarro. In Sicilia diventa difensore dei falsi invalidi, a Venezia fa il venetista, a Prati dice che roma è “la città più bella del mondo” (del resto è sotto il governo allega-p2l che è stato approvato lo status di “roma capitale, roba che nessun centralista si era mai sognato di concepire prima). Al prossimo giro lo vedremo in caffetano a fare il giro delle moschee padane inneggiando al Jihad contro “Bruxelles infedele”.

    • Aquele Abraço says:

      Ma di quali valori parli? L’unico valore è la libertà e tu mi sembri ancora molto schiavo delle tue ossessioni (o ti pagano per fare il troll anti-Salvini? Sarebbe quasi meglio!)

  12. carla 40 says:

    Sono Indipendentista, non faccio cultura non ne sono all’altezza, ma cerco di abbeverarmi alla fonte di chi, anche fra i leghisti, la sa fare con cognizione di causa; superfluo fare nomi. Sul capitolo Grande Guerra mi permetto di consigliare, a chi ne rivendica la legittimità con l’alibi della “difesa dei sacri confini della Patria” il libro di Emilio Lussu “Un anno sull’Altipiano” (Asiago, giugno 1916-luglio 1917), introduzione di Mario Rigoni Stern. AVVINCENTE E TERRIBILE !!! Il Piave mormorava e ancora mormora preghiere per i 600.000 morti…

  13. bepi says:

    Condivido alcune considerazioni, altre no. Almeno come veneto.
    Prima di tutto condivido lo smarrimento, e ho già avuto modo di dirlo commentando altri articoli, poi condivido il fatto che in Italia c’è una moltitudine di parassiti resistenti perché mutanti, come tutti i più pericolosi parassiti, la cui ultima mutazione è quella in catto-comunisti, già il nome mette ribrezzo. Condivido anche che per uscire da questa situazione di lenta agonia, che comunque a livello italiano reputo senza via d’uscita, servirebbe far cultura, vera cultura.
    Non condivido invece il discorso sulla vanità degli italiani, che non vorrebbero rinunciare all’Euro per restare in serie A: troppo colto. Forse qualcuno lo penserà, ma non molti. Non condivido (ripeto, come veneto) il discorso sull’amor patrio. Qui in Veneto forse ce l’avranno gli alpini, ai quali viene la lacrimuccia pensando a quando erano “bocie”, o i partigiani highlanders, ma a parte tra alpini, partigiani e appunto catto-comunisti, non vedo in giro tanto amor patrio (nei confronti dell’Italia, intendo). Non condivido che gli ottanta Euro promessi siano stati insignificanti, anzi, guarda te, penso che siano stati la principale motivazione al voto, unitamente alla faccia da bravo ragazzo sempliciotto che Madre Natura ha regalato a Renzi, che conquista mamme, zie e nonne (anche qualche moglie), nonché la gente di chiesa.
    Torno al discorso cultura. Giusta osservazione, peccato che l’istruzione sia tutta in mano ai catto-comunisti, dalla scuola materna all’università. Per questo prima ho usato il condizionale.

  14. free veneto says:

    verissimo: non c’è Indipendenza se prima non c’è consapevolezza culturale! vedi la Catalogna! io conosco la storia del mio Veneto, e mi viene da vomitare ogni volta che vedo il tricolore, sapendo quanto ci è costato e ancora quanto ci sta costando! quando una grossa parte di veneti proverà lo stesso sentimento di rifiuto verso qualsiasi feticcio dell’itaglia unita, allora forse inizierà il vero cambiamento culturale anti-italiota, e sarà possibile l’Indipendenza! è con la cultura che si lotta contro lo stato centralista, non con i tanki! il libro fa più danni del cannone!

    purtroppo noi veneti qui siamo stati costretti a combattere e morire in 2 guerre mondiali, risultato: sindrome di Stoccolma, e ora è davvero difficile rinunciare al mormorio del Piave, soprattutto per gli anziani!

    • Annibale says:

      I legaioli militonterrimi rimasti possono stare tranquilli, la “consapevolezza culturale” ora la riceveranno da quelli di Casapound, di Patriae, del Circolo il Talebano, dei sedevacantisti, di Pensiero Nazionale e degli altri camerati duosiciliani che il loro pingue e barbuto segretario ha arruolato (o meglio, a cui ha venduto anima.. e mutande)

  15. Alvise Giaretta says:

    D’accordissimo con questo articolo!!!

    Per quel che riguarda il PD, ormai per me è diventato l’acronimo di “Partito Democristiano”.

    Per quel che riguarda invece il “patriottucolismo” italiano mi viene sempre in mente questo aforisma di Oscar Wilde: “Il patriottismo è la virtù dei perversi”.

  16. Silvia says:

    Alt! Alt! Calma, sig. Caroti.
    Gli “italiani” non hanno dato spontaneamente la loro vita per conquistare Trento e Trieste: i volontari furono poche migliaia.
    Gli altri furono costretti a suicidarsi per questa “Patria”.
    E poi se non l’ha capito, e’ stato lo stesso Mario Monti a legittimare l’ascesa di Matteo Renzi, da tempo.
    Se ci arriviamo noi liceali…

  17. Franco says:

    Fiducia nell’indipendenza. Il sistema imploderà come è successo in urss.La brodaglia cattocomunista funziona solo a parole.

  18. Albert Nextein says:

    Ecco perché la sinistra-centro ha vinto.

    1) siam tutti uguali
    2) volemose bene
    3) tengo famija
    4) tirammo a campà
    5) accà nisciuno è fesso
    6) o franza o spagna, purché se magna

    Questi sono i pilastri portanti del pensiero popolare italiano, al sud e al nord.
    Questi sono i precetti che guidano la vita quotidiana di gente che vive da sudditi, felice di esserlo nel fondo del cuore nonostante le superficiali e vane proteste formali.

    L’italiano medio è di un’ignoranza pressoché totale.
    L’italiano medio non si informa.
    L’italiano medio è vigliacco, e pigro.
    L’italiano medio è superstizioso, e masochista.

    E la sinistra vince.

  19. Dan says:

    La cultura la si può fare solo nei confronti di chi è già disposto ad ascoltare. A tutti gli altri prima bisogna aprire il guscio della noce con il legno altrimenti non ascoltano

  20. gianpaolo says:

    Ci manca un bravo politico di destra. Attualmente abbiamo solo politici che tengono stretta la poltrona e si fingono di destra ma solo per convenienza.

  21. Annibale says:

    Intendiamoci, i peggiori rimangono i patriottardi itagliani alla La Russa, alla Salvini, alla Meloni, alla Tosi, alla Alemanno e via andando.

  22. Annibale says:

    Di pseudopatriottismi (lumbard, padano, venetista, ecc) campano a tutt’oggi molti sedicenti “indipendentisti” alleati di noti amici delle autonomie come Putin, Casapound e la Le Pen.

  23. BdG says:

    Non concordo sul fatto che almeno in Veneto i catto-comunisti abbiano vinto per un orgoglio patriottico, Il Plebiscito veneto così come tutti i sondaggi confermano che ci sia in Veneto una netta maggioranza indipendentistica e quindi che non si rispecchia nella patria italiota.
    Dallo stesso plebiscito Veneto emerge, però anche un dato importante che purtroppo dimostra l’ignoranza che pervade in molti cittadini, mi riferisco alla volontà che è scaturita dalla consultazione stessa ovvero che vi sia una maggioranza che ritiene che si debba conservare ancora l’euro anche nella Repubblica Veneta. Questo è un dato sconfortante che spiega come in Veneto vi sia ancora chi ritiene che l’euro sia una moneta da preservare anziché da abbattere allo stesso tempo dello stato centrale.
    Questo dato lo riscontro anche negli incontri indipendentistici cui partecipo, sono molti coloro che appartenendo alle classi sociali della P.A. o dei Pensionati che dal pubblico intervengono ponendo i propri timori nel perdere i diritti acquisiti.
    Qui senz’altro occorre intervenire creando una contro-cultura,specie in quella fascia anziana e suddita delle false rendite di posizione e che difficilmente va a cercarla su fonti alternative e più credibili ma s’accontenta di quella che viene propinata loro dal mas-media governativi con un’informazione di regime che fa capo al quartetto dell’ave maria: Re giorgio/monti/ merkel/bilderberg.
    Mi urta che ogni qual volta si debba fare riferimento ai dei fatti del passato come quelli delle guerre e dei 600.000 caduti, questi purtroppo non possono esprimere la opinione e loro storia, tuttavia credo che questi non siano andati in guerra per propria volontà, bensì costretti per ordine del governo dell’impero romano-centrico pena la fucilazione, quindi quel patriottismo è senz’altro da riconsiderare così come tutta la storia che il regime ci ha propagandato sui libri di scuola e che non trova riscontro sulla storia e sulla cultura tramandata per via generazionale.

  24. Davide Giaretta says:

    Chapeau

  25. U.nione K.onfederale C.isalpina says:

    diskorso da reazionario italiota e romanista… kamuffato od ammorbidito… fascista nostalgiko …

    <b<Morte all'italia… e ke sprofondi assieme alla grande puttana roma …

  26. Enrico Andrian says:

    Solo un’obiezione…come la mettiamo con paesi come l’Austria, che stanno nell’Euro e vivono benissimo tanto quanto i loro cugini extra-UE?
    Forse la colpa non è di Euro ed UE ma di come uno Stato è amministrato?
    Forse sarebbe il caso di smetterla con le fiabe leghiste sull’Europa cattiva e nemica, ultimo e velleitario capro espiatorio dopo Roma ladrona e gli extracomunitari.

    • Aquele Abraço says:

      Il capro espiatorio è sempre Roma ladrona, intesa come corruzione politica, clientelismo, statalismo e parassitismo che imperano da Roma in giù ma che ormai pervadono anche parti del nord. In caso di secessione dal resto d’Itaglia, il nord, come fa l’Austria, non avrebbe problemi a permanere nell’Eurozona. Abbandonata o fallita che sia la prospettiva secessionista, nell’interesse del Nord, Salvini sostiene che sia allora meglio abbandonare anche l’euro e riacquistare la sovranità monetaria. Personalmente non sono per i palliativi e ritengo che il vero problema per i padani sia ancora e sempre l’Itaglia a cui darei un bel taglio.

  27. lory says:

    io credo che gli 80 euro abbiano portato voti al pifferaio Toscano e quindi ai sinistri, per il resto sono completamente d’accordo con lei poi bisogna considerare il lavaggio di cervello da parte della RAI , la 7 e Mediaset che sono vera spazzatura, speriamo che a forza di prenderla nei denti qualcuno si svegli.sarebbe allucinante solo a pensare che le vittime continuano a votare per il carnefice.

  28. Paul Brembilla says:

    itagliani … non hanno fatto nemmeno questi ragionamenti
    ma hanno votato perchè Renzi è il nuovo “uomo della provvidenza” di cui questo “paese” ha sempre bisogno
    anche gli 80 euro hanno fatto molto (sentito con le mie orecchie)

  29. niki says:

    In realtà ha vinto il partito dell’astensionismo che ha preso il 40%. Un sacco di gente con cui parlo non ha votato perché non vedeva alternative reali al marciume in cui siamo immersi. Infatti un sacco di gente anche non colta pensa che Grilleggio dica tutto e il contrario di tutto e che il suo gioco sia quello di mantenere buoni gli itagliani ancora per un poco e la Lega ha tradito le aspettative per troppo tempo.
    Quindi direi che CI VORREBBE QUALCUNO DI VOTABILE!

  30. renato says:

    Quando, a metà degli anni settanta, il PCI fece il sorpasso sulla DC e divenne il primo partito d’Italia con oltre il 38%, molti esultarono perché ritenevano (o forse solo speravano) che il tempo degli scandali e del nepotismo fosse finito. Si sbagliavano, ma il dado era tratto. Il PCI si dimostrò all’altezza della DC in fatto di nepotismo, anzi la superò di gran lunga nel mentre istituzionalizzò quella pratica esecrabile. Ma andò oltre: prese contatto “diplomatico” con l’odiato nemico ed insieme convennero che era inutile continuare a farsi le scarpe, meglio era trovare un accomodamento che soddisfacesse entrambi (non si tratta di compromesso storico ma più semplicemente di “affari”). Senza comunicati stampa alla massa e con la massima discrezione all’interno dei rispettivi apparati si…….spartirono la torta. Ufficializzarono l’evento vent’anni più tardi quando confluirono entrambi in una nuova coalizione chiamata PDI. Gli italiani, che amano essere definiti furbi, continuano a dare dimostrazione dei loro limiti negli aspetti più pratici della vita. Non hanno il coraggio di cambiare, preferiscono le umiliazioni e gli sfruttamenti da parte dei politicanti più che dei capitalisti. Anche quando viene loro offerta l’occasione di punire i responsabili della miseria non solo economica ma anche morale nella quale ci hanno costretto, si tirano indietro. E’ codardia, ma amano chiamarla in altro modo, usando uno degli innumerevoli termini di cui abbonda la nostra retorica politica, anche quella usata al bar.

  31. Gentile Dottor Caroti, d’accordo senz’altro, triste senz’altro, ma mi perdoni, perche’ offende tutti coloro che sono indipendentisti e fanno cultura, come il sottoscritto, ma anche numerosi altri? Non manca la cultura del tipo nobile che Lei sostiene, mancano le orecchie disposte ad ascoltare verita’ scomodissime, come quelle che Lei scrive, e che io ovviamente condivido appieno, sulla prima strage mondiale.

    • Michele De Vecchi says:

      Professor Bernardini, sono convinto che il Dott. Caroti non abbia mai partecipato ad una serata informativa di Plebiscito.eu; altrimenti dovrebbe essere stato molto sfortunato a prenderne una dove non c’era presente Franco Rocchetta … A voglia di cultura: Franco ti stende con la cultura! (Solo per citarne uno)

      PS: non ho avuto ancora il piacere di partecipare ad una convention o serata di Plebiscito.eu dove sia stato previsto anche un suo intervento; da suo votante per la delegazione dei 10, spero di riuscire ad ascoltarla presto

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