Passera e la fine della crisi, la balla di un tecnico maldestro

di FABRIZIO DAL COL

Ci voleva solo una staffetta organizzata per enfatizzare il concetto “È vicina la fine della crisi”. Monti e Passera hanno deciso di partecipare al Meeting di Comunione e Liberazione, ritenendo la platea riminese idonea ad avviare una propaganda sobria e scientemente costruita a costo zero in vista delle prossime elezioni politiche. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, che mira a una candidatura in primavera, è stato  indagato per reati fiscali commessi all’epoca in cui era dominus di Intesa mentre oggi sogna di riconfermare l’incarico politico cercando una candidatura per le elezioni prossime. Ecco spiegata allora anche la bramosia e l’attivismo mediatico messi in campo dal ministro, aumentati a dismisura con le dichiarazioni degli ultimi giorni, al fine di trasmettere l’idea positiva di una crisi che a suo parere sta volgendo verso la fine.

Nell’intervento al Meeting, il cattolico Passera sfodera una terminologia e una metodologia di comunicazione tanto care ai democristiani ovvero l’arte di parlare utilizzando un “mosaico” di ovvietà utili solo a non dire assolutamente nulla e sgonfiare le forti preoccupazioni dei cittadini fin qui incentivate proprio dall’operato del governo. Ecco allora che compaiono gli slogan, le parole vuote e una parte di un campionario di insulsaggini a cui nemmeno lui crede : “se si vuole crescere in maniera sostenuta la coesione e la competitività devono andare insieme” che traducendo significa la crescita è condizionata dall’insieme della coesione e della competitività ovvero che senza coesione non c’è competitività. Quindi, aver “macellato” con l’inasprimento fiscale le piccole imprese che appartengono a quella categoria di lavoratori da sempre riconosciuta come la vera spina dorsale di tutta l’economia Italiana, significa da un lato aver deteriorato per sempre le ultime risorse cui disponeva ancora tale categoria per poter continuare a competere e dall’altro aver prodotto invece delle profonde spaccature. Ecco il perché di quella millantata coesione invocata a cui nessuno ha voluto guardare fino ad oggi, tanto meno quel fenomeno che si crede di essere oggi il ministro dello Sviluppo economico che guarda caso la invoca solo adesso.

Parlando poi della questione fiscale Passera afferma: “Abbiamo una delle più alte tassazioni al mondo: è una zavorra che dobbiamo correggere. Dobbiamo trovare le risorse per il welfare e per ridurre la fiscalità ai cittadini e alle imprese oneste”. Come dire che aumentare le tasse è stato un errore e che non è colpa del governo (di cui lui fa part ), adducendo poi la necessità di trovare le risorse per il welfare. E così dicendo, fa letteralmente “coriandoli” dei provvedimenti sui tagli al lavoro e alle pensioni fin qui conseguiti dalla Fornero. Infine la riduzione della fiscalità ai cittadini e alle imprese oneste che sottolineato proprio da un ministro indagato per reati fiscali è a dir poco un ossimoro.

Passera poi continua con una perla: “Abbiamo evitato il commissariamento dell’Italia, salvaguardato l’indipendenza dell’Italia” che è la più grande delle balle rifilate agli italiani in quanto l’Italia era già di fatto commissariata con la famosa lettera dell’agosto scorso e l’indipendenza, invece di essere salvaguardata, è stata svenduta un “tanto al chilo” con la cessione della sovranità popolare.

Cosa sia cambiato e quali provvedimenti legislativi siano stati adottati dal governo in poco meno di 15 giorni per indurre Monti e Passera a sbilanciarsi in un ottimismo gratuito e fuori luogo, peraltro ben manifestato dalla dichiarazione congiunta “è vicina la fine della crisi” , lo possono sapere solo loro che sono dei tecnici. Ostentare però questa certezza dopo che sono trascorsi pochi giorni dalle polemiche “incendiate artatamente” dal prof. Monti in Europa circa il forte rischio di disgregazione dell’Euro e delle gravi conseguenze a cui sarebbe andata incontro l’Italia, utilizzando slogan da campagna elettorale davanti ai numeri impietosi di una forte regressione economica che ogni giorno peggiora, è un atto di demagogia ignobile e un mancato senso del pudore.

Ma per favore!, siete dei tecnici e non le ultime menti come volete far credere ancora disponibili in grado di salvare l’Italia, fateci almeno per una volta la cortesia di finirla col rifilare balle agli italiani in quanto professarsi tecnici per far valere delle capacità fin qui mai viste che, ritenevate di possedere prima di essere scelti membri di governo ma che invece avete ora dimostrato con i fatti di non avere, è un esercizio tipico quotidiano di chi è abituato a trasformare le balle in verità.

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8 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Tra tante ovvietà e nessuna soluzione, quella della fine imminente della crisi senza che il governo abbia fatto alcunché è la panzana più grossa.
    Abbiamo un grosso debito per mantenere l’apparato burocratico più grande d’Europa, le più alte retribuzioni ai politici in carica, già in numero maggiore che altrove e l’apparato di spesa Quirinale è la ciliegina sulla torta.
    Auto blu, aziende di servizi in mano a politici a riposo, … non c’è che l’imbarazzo della scelta.
    Il governo ha alzato la tassazione e costui vede la fine della crisi! La fine della crisi c’è per quelli che vanno a produrre all’estero e si tolgono dai coglioni la pletora dei parassiti.

  2. gigi ragagnin says:

    sarebbe poi un così gran male che commissariassero l’itagliaseddesta ?

  3. Maurilio canton says:

    Passera ha il nome in testa

  4. a forza di dire RIPETUTAMENTE IL FALSO ….. gli ITALIOTI … ITALIONI …. la prenderanno come VERITA’ ASSOLUTA …….. un cordiale e sentito … VAFFANCULO !!!

  5. lombardi-cerri says:

    L’egregio Passera deve solo scrivere:
    che cosa , delle spese inutili, è stato tagliato, e quanto (cioè quanto si è risparmiato)
    Diversamente ogni parola , sua e del suo capo è solo “fumo di Londra”.
    Le balle le vada a raccontare altrove !

  6. Domenico says:

    Da sempre al circo c’è il clown triste e quello allegro. Qui abbiamo clown buoni a niente e capaci di tutto.. Peccato che li mettano al governo invece che sotto al tendone…

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