Passa a Sassoli la petizione per Puigdemont ed eurodeputati catalani. Lega non sottoscrive. Ecco i nomi di chi ha aderito

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di MAX VIDORI – Un uomo con un importante ruolo di rappresentanza dovrebbe essere un grande uomo, uno di quelli dotati di grandi doti di intelligenza, cultura e, soprattutto umanità. Non solo nel più comune significato di bontà, ma anche di grandezza d’anima e coraggio. Uno di quelli in grado di cambiare la storia, se necessario.

Ma essere uomo di rappresentanza (UdR) oggi , richiede la convergenza di molte forze. Ed allora, spesso, il ruolo viene ricoperto dal miglior tessitore, dal manovratore o da un suo pupillo. Piuttosto ovvio che con questo criterio di scelta, l’UdR si muova meglio nel solco del potere, piuttosto che contrarlo. Addirittura l’UdR risulta spesso avversario del cambiamento, nella sua selezionata miopia.

L’UdR ideale riesce anche a dissimulare il suo conformismo, il suo servilismo, la sua pavidità di fronte al potere che gli ha riconosciuto il suo ruolo. L’importanza della carica, saper fare la voce grossa quando consentito, l’attento disinteresse per l’avversario o, semplicemente, per chi abbia un’idea “diversa“ , sono strategie che consentono all’UdR di mantenere la sua parvenza di autorità. Se in difficoltà, rinvia la questione altrove, lontanissimo dall’entrare in quel ruolo che tutti vorremmo: carpire il momento storico, farlo proprio e interpretarlo con coraggio. Raccogliere quella piega che cambi la storia, dandogli una di quelle svolte che nobilitano l’essere umano!

La selezione è usualmente fatta per rinforzare la specie, tranne nel caso dell’UdR: egli è sostanzialmente debole come politico, ma soprattutto come uomo.

Ecco, in questi giorni la questione catalana e degli eletti in esilio al Parlamento europeo, ha esaltato la piccolezza di un emblema degli UdR: Antonio Tajani ha impersonificato il subordine della UE al potere degli Stati nazionali che la compongono, non riconoscendo ai neo-parlamentari catalani Puigdemont e Comin il diritto a sedere nell’emiciclo di Salisburgo, prono al diktat spagnolo. Insieme a lui, quasi tutti gli altri UdR.

Solo 76 parlamentari europei hanno firmato una petizione di sostegno ai colleghi catalani. Tra i destinatari, David Sassoli che è poi succeduto a Tajani nel ruolo di Presidente del Parlamento europeo. Sarà molto interessante osservare se sarà coerente con le sue convinzioni precedenti.

Potremo in sintesi vedere se più di 2 milioni di voti catalani saranno più efficaci di altrettanti voti veneti per l’autonomia ed ottenere quello che in democrazia dovrebbe essere normale: la realizzazione della volontà degli elettori.
UdR permettendo!

 

 

Ed ecco i nomi di chi ha aderito, da eldiario.es.

I sottoscrittori appartengono sia alla scorsa che alla attuale legislatura dell’europarlamento. Tra questi, nessun esponente della Lega. Gli eurodeputati italiani ex e in carica, si riconoscono nell’area del centrosinistra.

European Parliament that might put into question the judicial trialagainst the Catalan political andsocial leaders.For all the above-mentioned reasons, we urge you:
·
to recogniseand protect the political rights of Carles Puigdemont, Oriol Junqueras and AntoniC omínand those of the 2.2 million people that voted for them;
·
to call on the Spanish Electoral and Judiciary Authorities to respect the results of the EuropeanElections and recognise and respect the right of the aforementioned elected MEPs to immunity and to hold office.Yours sincerely,

1.MEP Tim Aker

2.MEP Christian Allard

3.MEP Martina Anderson

4.MEP Rasmus Andresen

5.MEP Margrete Auken

6.MEP Pernando Barrena

7.MEP Izaskun Bilbao

8.MEP David Borrelli

9.MEP Geert Bourgeois

10.MEP José Bové

11.MEP Lynn Boylan

12.MEP Damien Carême

13.MEP Matt Carthy

14.MEP Ellie Chowns

15.MEP Jakop Dalunde

16.MEP Dennis De Jong

17.MEP Petra De Sutter

18.MEP Karima Delli

19.MEP Mark Demesmaeker

20.MEP Özlem Demirel

21.MEP Cornelias Ernst

22.MEP Jill Evans

23.MEP Daniel Freund

24.MEP Enrico Gasbarra

25.MEP Iveta Grigule-Pēterse

26.MEP José Gusmão

27.MEP Ian Hudghton

28.MEP Anneli Jäätteenmäki

29.MEP Yannick Jadot

30.MEP Assita Kanko

31.MEP Patrick Le Hyaric

32.MEP Magid Magid

33.MEP António Marinho e Pinto

34.MEP Marisa Matías

35.MEP Aileen McLeod

36.MEP Gesine Meißner

37.MEP Tilly Metz

38.MEP Martina Michels

39.MEP Luke Ming Flanagan

40.MEP Ana Miranda41.

MEP Miroslavs Mitrofanovs

42.MEP Liadh Ní Riada

43.MEP Ralph Packet

44.MEP Manu Pineda

45.MEP Sira Rego46.

MEP Diana Riba

47.MEP Michèle Rivasi

48.MEP Maria Eugenia Rodríguez Palop

49.MEP Catherine Rowett

50.MEP María Dolores Sánchez Caldentey

51.MEP Mounir Satouri

52.MEP Martin Schirdewan

53.MEP Helmut Scholz

54.MEP Molly Scott Cato

55.MEP Alyn Smith

56.MEP Jordi Solé

57.MEP Barbara Spinelli

58.MEP Bart Staes

59.MEP Helga Stevens

60.MEP Tineke Strik

61.MEP Josep-Maria Terricabras

63.MEP Estefania Torres Martinez

64.MEP Marie Toussaint

65.MEP Ramon Tremosa

66.MEP Miguel Urbán

67.MEP Ernest Urtasun

68.MEP Ivo Vajgl

69.MEP Bodil Valero

70.MEP Anneleen Van Bossuyt

71.MEP Johan Van Overtveldt

72.MEP Marie-Pierre Vieu

73.MEP Idoia Villanueva Ruiz

74.MEP Nikolaj Villumsen

75.MEP Tatjana Ždanoka

76.MEP Gabriele Zimmer

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4 Comments

  1. Marco says:

    Tre commenti censurati. E con questo saranno 4. La democrazia degli indipendentisti

    • Stefania says:

      Gl insulti non trovano spazio. Questo è un luogo civile in cui confrontarsi, non in cui gettare addosso di tutto all’interlocutore. Se questo luogo non lo ritiene per questo democratico, può rivolgersi ad altre testate dove scaricare la sua diversa idea di confronto. Gli indipendentisti qui non hanno nulla a che fare con la direzione del quotidiano. Fino a prova contraria, c’è un direttore che decide, per fortuna filtra e pubblica ciò che è utile al confronto. A prescindere dagli orientamenti.

  2. Mario says:

    La Lega non sottoscrive niente,ormai e’ una copia di Fratelli d’Italia,lo ha detto Giorgia Meloni mai smentita anzi lo hanno preso come un complimento.Ma le cause indipendentiste vanno avanti, i leghisti padani si incontrano per adesso solo a Varese ai giardini estensi ogni Sabato alle 18.00 con la camicia verde e cravatta bianca simbolo della Padania invitando anche amici catalani, presto ci saranno nuove iniziative,intanto si raccolgono adesioni sulla pagina twitter@renzobossi

  3. caterina says:

    chissà se ci credono fino in fondo di essere in Europa quelli che ora siedono sugli scranni inviati dai propri stati… dubito che sappiano andare oltre il mandato di cui si sentono portatori… eppure lo dovrebbero fare sempre che avessero statura culturale e senso dei valori di ogni persona, comprese quelle che amano veramente la propria terra e il popolo che ci vive come questi catalani hanno ampiamente dimostrato e dovrebbero trovare appoggio dall’Europa se il suo parlamento avesse veramente senso.

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