Partito Repubblicano, quell’inciampo che disinnesca il populismo di Salvini

di STEFANIA PIAZZOrepubblicani

“Io in quella marmellata non ci entro”. Le mani nella marmellata Salvini invece le tiene nella Lega. La marmellata che non gli va giù è un’altra, il nascente fronte del movimento del partito repubblicano. Lui non ne vuol sapere. E’ già disprezzo e distacco sul post Forza Italia e annessi.

Eppure c’è un altro leghista, Marco Reguzzoni, a tracciare le ragioni di un’alleanza del Nord per unire le forze del centrodestra. E’ stato muto per anni, se torna a parlare è perché uno come lui ha capito che cambia il vento. Lo ha spiegato bene in due righe l’altro giorno in un’intervista a VareseNews, vivace quotidiano online attento alle novità. Spiega Reguzzoni: “Ma si sono accorti che in Italia è cambiata la legge elettorale? Per chi si occupa di politica dovrebbe esser chiaro, ma ho qualche dubbio che si stia facendo quello che serve per contrastare il partito unico”.

Solo due forze in campo, l’Italicum è impietoso

Su questo non sbaglia. Le forze in campo sono due. Chi non fa fronte comune resterà Peter Pan per l’eternità.

“Se va avanti così – aveva detto a Mantova nei giorni scorsi Umberto Bossi – Matteo si va a schiantare”. Salvini, non Renzi. No, Renzi è solido e affermato e persino davanti al casino sulla scuola, la Cei è stata zitta, segno di un dilagante cattorenzismo che ammutolisce le coscienze. La prospettiva è tenerselo per altri 20 anni. Col voto, non indifferente, del mondo cattolico.  Quello che ha fatto vincere la Dc per 50 anni.

Dove si colloca la Lega?

Insomma, il dopo Berlusconi è già iniziato e la Lega dove si vuole collocare? Dentro o fuori dal contenitore dei liberali, moderati ma non troppo, promette Reguzzoni postando su facebook questi passaggi? Vediamoli: “Non serve moderatismo. Le mie idee sono incendiarie. Occorre però proporle con i dovuti modi, senza spaventare nessuno. Altrimenti si fa il gioco del governo. “I partiti modellano lo Stato su di loro, non il contrario” (G. Miglio). Come non approfittare della nuova legge elettorale e dello scollamento dell’opposizione per cercare di impostare un movimento federalista, basato sui Sindaci, finamente “bottom up”? “Il “minestrone” e la confusione per ogni cosa sono il fondamento del lerciume romano che inganna gli elettori e continua a esercitare il potere senza che l’elettore possa esprimersi. Abbiamo avuto governi di centrodestra con ministri socialisti. Burocrati ladri che imperversano con ogni potere. Liberismo di qua e socialismo di là sarebbe un passo in avanti verso la chiarezza. Propedeutico a cambiamenti anche nelle strutture”.

Il bivio si avvicina

Tradotto: chi l’ha detto che saremo dei moderati? Già, ma a questo punto la Lega è davanti ad un bivio. Chi vota per la corsa solitaria, populista, soli contro tutti, senza mai governare? Chi vota per un’alleanza alternativa al Pd con la Lega forte nei numeri, in testa a Forza Italia, dentro il movimento che unisce le forze alternative a Renzi?

Dire di no vuol dire non volere governare, avere in realtà come obiettivo l’opposizione che rende elettoralmente, stare all’opposizione di Renzi, come piace a Renzi.

Anche al 20% ma per l’eternità all’opposizione

In realtà, l’operazione sta spingendo la Lega a interrogarsi, e tanto anche, sul suo futuro prossimo. Che lo si voglia o no, il niet di Salvini alla marmellata è perché il sapore della marmellata non gli piace, perché disinnesca la sua corsa egocentrica dell’uomo solo alla guida di un partito, di crogiolarsi anche nel 20% dei consensi ma senza poter cambiare nulla. La legge elettorale è cambiata, puoi avere tanti consensi, ma non ti permetteranno mai più di contare come prima. Se la Lega vuole essere solo una grande sacca di risonanza del malcontento e dell’ingiustizia sociale, deve cambiare il proprio statuto, al prossimo congresso: Lega Nord per l’indipendenza dal governo.

Più che partito di pancia, partito ventriloquo del mal di pancia. O traino della rivoluzione

Un partito ventriloquo del malessere o forza capace di correre per governare, da sola o  alleata a Casa Pound, se riesce a prendere la maggioranza dei voti. Oppure un partito moderno, traino di una rivoluzione.

Disinnescati i ciellini e gli alfaniani renziani 

E nel resto del centrodestra che accade? Beh, lo zampino di Nunzia De Girolamo, spodestata dal potere di CL che ha messo Lupi l’integerrimo al suo posto, detronizzata da capogruppo dell’Ncd da Alfano, perché ne criticava l’asservimento al Pd renziano, di fatto ha disinnescato e fatto il funerale al partito di Angelino. Speranze per il federalismo al Sud? Lo stesso vale per Fitto. Lo stesso vale per Tosi. Anime sparse del centrodestra. Con una mossa, Berlusconi fuori dalla scena politica, di fatto dimostra di avere ancora più freschezza politica di alcuni giovani.

L’antipatico chiamato da Salvini

Che piaccia o non piaccia, che sia simpatico o antipatico, l’uscita di Reguzzoni, che non ha mai stracciato la tessera né è stato cacciato, nonostante i tentativi, ha fatto scattare nelle corsie di Montecitorio non pochi campanelli d’allarme tra il centrodestra, per capire cos’abbia in testa l’ingegnere di Busto che rifiutò di fare il capolista alle ultime politiche quando glielo chiese Maroni. Salvini, ma anche Maroni, si incontrarono con Reguzzoni. Il segretario leghista a Volandia ci andò anche volentieri. Dunque?

Mani libere, chi può? 

In questo momento, nessuno degli attori in campo, proprio perché attori in prima linea, potevano permettersi una simile uscita, perché avrebbe fatto scattare subito i nemici sull’attenti. Un Reguzzoni fuori dai giochi paradossalmente può permettersi di invitare a casa sua chiunque. Tutti coloro che hanno dato fiducia a Salvini per la sua carica protestataria, cosa diranno domani se quei voti andranno a finire nel cestino perché la Lega vuole fare solo opposizione?

Renzi cambierà il Pd in Democratici…

Indiscrezioni, ma anche agenzie, confermarono di recente che Renzi volesse trasformare il Partito democratico in Democratici. Ipotesi prontamente smentita da Guerini, vicesegreteario Pd. Ma la fuga di notizie poteva essere più che fondata proprio perché l’Italicum impone due fronti opposti.

Ultima annotazione, perché i gusti di Salvini sulle marmellate sono a volte altalenanti. Il 9 gennaio 2015, Adnkronos e Termometropolitico.it.

Salvini chiamò Reguzzoni in Bellerio, gennaio 2015

Di nuovo Marco Reguzzoni. Secondo l’agenzia di stampa AdnKronos l’ex capogruppo della Lega alla Camera sarebbe pronto a scendere di nuovo in campo per riallacciare i rapporti all’interno di un centrodestra ormai sempre più frammentato. Come riportato anche da altri quotidiani locali come il Cittadino di Lodi, proprio Reguzzoni avrebbe avuto degli incontri importanti nell’ultimo periodo. Mercoledì scorso, avrebbe incontrato ufficialmente il segretario del Carroccio Matteo Salvini in via Bellerio ma già nelle scorse settimane aveva fatto visita all’ex Cavaliere ad Arcore.

Oggi, come riporta AdnKronos, Reguzzoni potrebbe avere una funzione importante all’interno della coalizione di centrodestra. Potrebbe essere, infatti, il trade union tra le varie anime moderate: Lega, Forza Italia (colombe, falchi, fittiani) e Nuovo Centro Destra. Soprattutto, sarà fondamentale il rapporto proprio tra il carroccio e gli alfaniani visto l’astio con cui i due schieramenti si fronteggiano quotidianamente. E Reguzzoni potrebbe servire proprio per portare un po’ di serenità interna. Almeno così sperano ad Arcore”.

 

L’Ansa del 10 gennaio 2015 dopo l’incontro con Salvini e Berlusconi: la cosa di centrodestra…

 

Scrive l’Ansa: La «cosa di centrodestra». Il nome non c’è ancora; così come mancano una data, un organigramma o un programma preciso per il battesimo ma l’obiettivo è chiaro: formare un nuovo contenitore politico di centrodestra che attiri il mondo imprenditoriale del Nord e, soprattutto, provi a far dialogare parti di Forza Italia, di Lega e di Ncd. È il progetto segreto al quale starebbe lavorando Silvio Berlusconi da almeno un mese. Il Cavaliere ne avrebbe parlato con Marco Reguzzoni (l’incontro è stato anticipato dal quotidiano «La Prealpina) la figura di mediazione che il leader di Forza Italia avrebbe individuato per verificare la fattibilità del piano (…).

Pontiere tra le parti

Berlusconi – viene spiegato da fonti parlamentari, rivela l’Ansa – si auspica che ora possa fare da pontiere tra una parte di Fi ed il nuovo Carroccio di Matteo Salvini. Ma soprattutto che possa mettere pace tra il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e il segretario lumbard. In queste settimane l’ex deputato leghista si sarebbe incontrato proprio con il leader del Carroccio. Ufficialmente i due hanno discusso di temi legati all’economia ed al mondo imprenditoriale ma, con ogni probabilità, Salvini e Reguzzoni hanno parlato anche del progetto berlusconiano. Il segretario leghista sarebbe rimasto tiepido, in particolare, per quel che riguarda i rapporti con Ncd: al momento è inimmaginabile qualsiasi contatto con Alfano (…).

Tagliare i ponti con le larghe intese

Il percorso è pieno di ostacoli ma – viene spiegato – la »cosa di centrodestra« avrebbe un obiettivo a lungo termine che tra l’altro esclude, di fatto, elezioni politiche nel 2015 (…). L’obiettivo, in questo caso, sarebbe arrivare ad avere una posizione comune nelle discussioni con il Pd sulle candidature per il Quirinale. Se si trovasse un’intesa su un nome di compromesso indicato da Palazzo Chigi, il nuovo presidente potrebbe essere eletto anche alla quarta votazione. E non manca chi azzarda anche l’ipotesi che l’intesa sul Colle possa essere propedeutica ad un sostegno di Forza Italia al governo Renzi, in una logica di »larghe intese«. Evidente, se si concretizzasse quest’ultimo scenario, che alla Lega non rimarrebbe che tagliare i ponti, momentaneamente, a livello nazionale, con Forza Italia: mentre il nuovo »contenitore« potrebbe restare unico punto di contatto tra tutte le realtà del centrodestra con l’obiettivo di ripartire con accordi a livello locale”.

E il Senatur? Per lui è già tutto chiaro

Quanto a Umberto Bossi, avvisato per tempo dell’operazione, pare non abbia potuto che ammettere che lo scenario è cambiato. Legge elettorale che vai, partiti che trovi.

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1 Commento

  1. Marco says:

    Salvini è riuscito nella fantastica impresa di distruggere quel poco rimasto della Lega Nord. Nessun partito c’era mai riuscito. Non capisce niente della politica italiana, altrimenti saprebbe che governa chi riesce a conquistare il centro. Lui, si è spostato a destra lasciando il centro a Renzi, oggi l’unica figura accettabile della destra. E non sto scherzando. Salvini passerà alla storia per essere l’uomo che ha fatto fare al pensiero indipendentista un centinaio di passi indietro. Lo ringrazieremo per sempre. Se farà alleanze? Sicuramente, quando qualcuno gli spiegherà la legge elettorale…

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