“Partiti, rispettate i referendum. Dateci l’autonomia”

CatalognaLombardiaVerticaledi GIANCARLO PAGLIARINI – In tutto il mondo chi ha il potere non lo molla, né con le buone né con le minacce. Lo molla solo quando non ha proprio  più  alternative, solo quando è assolutamente  obbligato.
Miglio scriveva: “…chi detiene il potere è dominato da una essenziale preoccupazione: mantenerlo vita natural durante , e possibilmente trasmetterlo ad un successore di propria scelta”.
Dunque lo so anch’io che la Regione Lombardia può chiedere le  “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” previste dall’articolo 16 della Costituzione senza bisogno di un referendum. Purtroppo  è facile prevedere quali saranno i risultati.
Il  punto è un’altro.
Provo a spiegare i motivi.
1 Cominciamo con la Catalunya
a. Le cose si sono definitivamente mosse quando sono intervenuti in prima persona circa 2 milioni di cittadini. L’11 settembre 2013 si sono presi per mano ed hanno formato una catena dai Pirenei al mare, l’anno dopo cittadini con magliette rosse ed altri  cittadini con magliette gialle hanno formato la senyera (bandiera) Catalana  in due strade di Barcellona che formano una gigantesca V. Poi c’è stato  il referendum del 9 Novembre e pochi giorni fa , l’ 11 Settembre 2015, la via Meridiana è diventata la via della libertà.  Ho sempre partecipato a queste manifestazioni che si sono svolte col sorriso, senza urla e senza strilli
b. Soprattutto queste manifestazioni si sono svolte senza politici e senza segni di partiti. Questo è fondamentale!
c.Le elezioni sono un esempio di federalismo: diversi (i partiti presenti nella lista “Uniti per il Si”  sono diversi) che lavorano assieme per raggiungere un obiettivo comune. Questo è l’abc culturale del federalismo.
2 Catalunya: un sogno
Certo, per un Catalano (o per i tanti che hanno scelto di essere Catalani) essere sudditi di Barcellona è sempre meglio che essere sudditi di Madrid ma sarebbe fantastico ed utile non solo per i Catalani ma anche per  tutta Europa se si realizzasse in Catalonia una Costituzione nella quale la sovranità non è dello Stato centrale ma degli enti territoriali . Una Costituzione nella quale lo Stato sarà al servizio degli enti territoriali. Uno Stato senza sovranità che svolgerà i compiti che gli saranno delegati dagli enti territoriali, titolari della sovranità. Non è un sogno: questo è l’articolo 3 della Costituzione Svizzera. E non a caso la Svizzera da sei anni è il paese più competitivo del mondo secondo la classifica del Word Economic Forum, davanti a grandi (Stati Uniti, Germania) e piccoli (Singapore) paesi.
3 Veniamo a noi
In Italia gli obiettivi dei partiti politici  sono due: gestire il potere ed essere perennemente alla caccia di voti. Il concetto di “bene comune” è assolutamente sconosciuto e l’idea che la politica si debba fare per “milizia” , per un breve periodo , continuando a fare il  proprio lavoro e non per professione è considerata una follia . Ricordo che Miglio scriveva:  “Nel quadro delle riforme che dovranno essere adottate per rigenerare la repubblica è evidente che centrale sarà la preoccupazione di combattere l’appropriazione del potere, e, in modo particolare, la sua manifestazione più clamorosa: la politica come professione” (Come cambiare. Le mie riforme. Mondadori 1992)
Ecco,  io dico che il referendum è anche uno strumento per cominciare a  “fare qualcosa”  per cambiare questa assurda situazione.
Perché con i referendum non comandano i partiti e i politici di professione, ma comandano i cittadini, che oggi non sono “cittadini consapevoli” : si discute e si ragiona poco . In compenso si strilla e si litiga tanto, e si vota per quelli che gridano di più e le sparano più grosse. I referendum sono uno degli strumenti per cambiare questa situazione.
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3 Comments

  1. caterina says:

    l’autore certamente non è veneto perché diversamente saprebbe che i Veneti, escludendo tutti i politici che ricoprivano una qualche carica, nel 2004 si sono organizzati un referendum, non già per l’autonomia che si deve chiedere, ma per l’indipendenza che ce la dobbiamo prendere… infatti, avendo votato il 64 per cento degli aventi diritto di cui il 92 di è espresso con un SI all’indipendenza, è stata la sera stessa già dichiarata davanti alla folla che a Treviso aspettava i risultati… il tutto è avvenuto sotto il controllo della commissione OSCE che quasi un anno dopo, a Venezia al completo nel Palazzo Vendramin Calergi, si congratulò con gli organizzatori e tutti i veneti e… ci fece gli auguri!!!…e già, perché se agisci nell’ambito delle strutture esistenti ti succede come in Catalogna, se invece le escludi siamo qui che ci diamo da fare per organizzarci a concretizzarla…senza violenze, ma anche senza i politici… Il 18 prossimo andrò all’incontro che è stato organizzato per relazionarci sull’andamento del percorso verso l’attuazione… Gli Usa dopo la dichiarazione dell’indipendenza ci hanno impiegato otto anni per realizzarla, noi speriamo di impiegarcene meno… intanto io ho in tasca la carta d’identità rilasciatami dalla Repubblica Veneta che gli stati confinanti e non solo già riconoscono… prima o poi saremo finalmente liberi… e Roma, che recentemente non vuole la bandiera della Serenissima esposta insieme al tricolore nei balconi di prefetture o similari marchiandoci come dice il suo inno come schiavi di roma. sembra voglia darci una mano per rafforzarci che non lo siamo… mai più!

    • caterina says:

      mi correggo alla seconda riga: 2014 poi::votanti 64 per cento degli aventi diritto di cui 92 per cento SI all’indipendenza… mi scuso di non aver riletto quanto scritto

  2. giancarlo says:

    Sono d’accordo sui referendum ed aggiungo che dovrebbero riguardare tutte le forme possibili, dai referendum abrogativi, propositivi, costituzionali, consultivi, confermativi, deliberativi, legislativi, e…se possibile inventarne di nuovi.
    I partiti hanno esaurito la loro funzione avendo tradito lo spirito democratico che li ha promossi a intermediari rappresentativi del volere del Popolo. Bene scrive la SIMONE WEIL nel suo ” Manifesto per la soppressione dei partiti politici”, Non si vuole l’anarchia, ma la vera democrazia diretta del Popolo mediante consultazioni referendarie sul tipo di quelle effettuate in Svizzera.
    L’etica politica non esiste più, se mai fosse esistitanon saremmo a questo punto, esistono solo e da sempre, da parte dei partiti, propagande politiche con mille promesse, quasi sempre disattese, le quali hanno come loro principale obbiettivo l’ottenimento del consenso tramite il voto. In Italia, da sempre non si legifera per fare quello che serve o necessita al paese, ma lo si fa solo guardando al consenso politico. Ecco perché siamo arrivati ad avere un debito pubblico mostruoso….si spende per il consenso e non per fare manutenzione del territorio. Si spende per il consenso e non per creare le premesse per un futuro migliore. Si spende per il consenso e non per sostenere le famiglie o i redditi o il risparmio. Insomma anche la Costituzione è stata stuprata e varie istituzioni continuano a farsene un vanto o un totem. Quando fa comodo si cita e quando disturba…. la si ignora o la si disattende. La storia d’italia è piena di esempi e tralascio di citarne alcuni, anche perché sono innumerevoli. Esistono ancora persone con un’etica indistruttibile che possano dedicarsi alla politica con amore e dedizione pensando solo ed unicamente al bene comune ?
    Oggi, non ne vedo una poiché se la vedessi di certo le verrebbe impedito di fare danni…alle èlites.
    Qui il pessimismo non c’entra. C’entra il realismo. Rendersi conto della realtà e trarne le conseguenze.
    Ebbene le conseguenze saranno che se si continua così, anche oggi l’attuale governo, pur tenendo la mano sul “cuore” mette il carro davanti ai buoi. Anziché iniziare dalla Flat tax generalizzata che è l’unica arma oggi possibile per far ripartire l’italia, si inizia dal carro, già pesante, e lo si carica ulteriormente di peso senza sapere se ciò porterà veramente a qualche risultato utile. Quindi si spende non per risolvere il problema del lavoro e quindi della ripresa, ma per scopi puramente elettorali spacciandoli per interesse verso i più deboli. Speravo in questo governo…..speravo cambiasse qualcosa…..oggi constato che non è cambiato nulla si preferisce spendere per il consenso e non per i veri problemi della gente.
    Quindi referendum generalizzati se vogliamo salvarci dai pertiti politici ormai diventati le vere piaghe nonché parassiti della società. Il come e quando ottenerli o renderli possibili resta un problema.
    Chiunque riuscirà nell’impresa passerà alla storia avendo risolto uno dei più difficili passaggi verso una democrazia vera fatta di verità e giustizia.
    WSM

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