Partiti, imparate da Cameron: salari più alti, blocco fiscale, nessuna tassa in crescita

di GIOVANNI D’ACQUINOcameron

Il premier britannico David Cameron ha promesso di non aumentare le principali tasse per i prossimi cinque anni se vincerà le elezioni del prossimo 7 maggio. Ma aveva anche detto, nei giorni scorsi: non accoglieremo un immigrato in più di quanti già risiedano in Gran Bretagna. E ora nuovo giro sulle tasse.
Cameron infatti promette di far approvare una legge che prevede un “blocco fiscale” per impedire l’aumento dell’imposta sul reddito, dell’iva e dei contributi alla previdenza pubblica.
Il suo partito conservatore, al potere dal 2010 in coabitazione con i liberaldemocratici, nei sondaggi è testa a testa con i laburisti e ha puntato la sua campagna sull’economia. “Mentre l’economia è in ripresa, voglio che possiate tenere è più denaro da spendere come preferite” ha detto a un gruppo di operai in visita a una fabbrica a Birmingham. “La scelta è questa, portare a casa una salario più alto con i conservatori, o più basso con i laburisti”.
Le tre tasse citate dal premier coprono i due terzi delle entrate fiscali britanniche. Il cancelliere ombra laburista Ed Balls ha criticato l’iniziativa, in un momento in cui l’economia del Regno unito “non è forte e robusta”. In base ai dati preliminare pubblicati ieri il Pil britannico è cresciuto dello 0,3% nel primo trimestre, dimezzando il ritmo di espansione dallo 0,6% dei tre mesi precedenti. Il Paese è emerso da una doppia recessione nel 2012.

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