Parmalat chiude tre stabilimenti: Genova, Pavia e Como

di REDAZIONE

La Parmalat chiude tre stabilimenti (Genova, Como e Pavia), conferma il piano di investimenti triennale per 180 milioni, ed e’ pronta a mettere in atto, d’intesa con i sindacati, un piano sociale per limitare l’impatto occupazionale. Martedi’ 25 e’ in programma un incontro delle parti sociali al ministro del Lavoro, per definire l’attivazione e le modalita’ della cassa integrazione che potrebbe riguardare 80-85 dipendenti, secondo i sindacati. Al termine di un incontro di oggi al ministero dello Sviluppo economico con i vertici aziendali, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil esprimono ”soddisfazione” per la conferma di un piano di investimenti che dovrebbe riposizionare il gruppo di Collegno, di proprieta’ della francese Lactalis, ”nel ruolo di leader del latte in Italia, creando ricadute occupazionali positive”, dice la Fai.

Diversa pero’ la posizione della Flai, secondo la quale ”restano molti punti da chiarire, a cominciare da come realizzare l’aumento del 4% di fatturato previsto dal piano, legato quasi esclusivamente alla produzione per conto terzi. Occorre che l’azienda definisca a brevissimo una strategia sui nuovi prodotti”, dice il segretario Flai Mauro Macchiesi, convinto che ”Parmalat Italia non puo’ essere un’azienda competitiva pensando di produrre solo latte in un mercato particolarmente complesso come quello del latte”.

Il piano sociale annunciato da Parmalat prevede il ricorso alla mobilita’ interna infragruppo e il trasferimento di personale presso operatori logistici terzi, garantendo un sostegno di tipo anche anche formativo. Da parte dei sindacati, il cui coordinamento proseguira’ lunedi’ il confronto con l’azienda in preparazione del tavolo di martedi’, arriva l’altola’ a ”qualsiasi soluzione che non preveda la ricollocazione di tutti i lavoratori coinvolti” dice Uila. Sul sito di Genova, quello piu’ problematico, Parmalat e’ disponibile a ”favorire forme di utilizzo diverse dall’attuale”. Ma il governatore della Liguria, Claudio Burlando, chiarisce: ”la proposta di Lactalis di trasformare la centrale del latte in un centro commerciale e’ inaccettabile”. ”Parmalat ha presentato un piano operativo triennale che – spiega Antonio Vanoli, direttore generale per le attivita’ operative del gruppo – da un lato riafferma la centralita’ dell’Italia con obiettivi di crescita e dall’altro intende fronteggiare le ricadute occupazionali, anche mediante politiche di ricollocamento sul territorio”.

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