Parliamo di indipendenza della Lombardia, di quel che resta…

di ALDO MOLTIFIORIbandiera-regno-italia

Circa un anno fa nasce  l’Associazione Culturale “ROTARI” con una missione certamente complessa ma molto ben focalizzata: fornire l’evidenza storica, politica, sociologica e infine giuridica della brutale annessione militare della Lombardia alla Stato Sabaudo e della illegittimità del successivo Stato  Italiano autoproclamatosi nel 1948. Doloroso frutto della ideologia di potere catto-comunista.

 

I FATTI STORICI

Nel perenne divenire tra schiavitù e libertà, tra sovranità e sudditanza, tra sofferenza e felicità, tra povertà e ricchezza questa nostra epoca, che vede il continuo emergere di popoli, Nazioni e Stati dall’oscurità della sudditanza,   sembrava aver decretato il trionfo della libera autodeterminazione e del sovrano autogoverno. E, in genere è stato così, dal momento che dal 1945 ad oggi in tutto il mondo sono emersi dal colonialismo o dalla tirannide ben oltre 100 Stati. Non tutti democratici ma certamente indipendenti. Ancora una volta l’Europa sembra marcare nel bene e nel male i due estremi. A valle dell’inevitabile crollo dell’impero sovietico i popoli di Lituania, Estonia, Lettonia con un civile processo di autodeterminazione sono tornati nel consesso di popoli liberi e degli Stati sovrani. Di più, la vecchia e subìta Cecoslovacchia, imposta dai blocchi di potere sovranazionali, è tornata ad essere una espressione geografica divisa tra due nazioni e due Stati, entrambi liberi e sovrani:  la Repubblica Ceka e quella Slovacca.

Europa ostile alla Crimea

Purtroppo all’altro estremo, e cosa più grave è proprio di ieri, abbiamo dovuto registrare l’ostracismo per non dire la condanna dell’Europa alla legittima aspirazione della Crimea a divenire Stato sovrano federato alla sua madre patria La Russia. In questo caso si è reso necessario il deprecabile ricorso alla forza militare pere ottenere ciò che altrove è stato civilmente ottenuto con il semplice pronunciamento di popoli. L’Ucraina di cui tutti straparlano a proposito di salvaguardia dei suoi attuali confini è nata nella sua attuale configurazione per accordi interpersonali tra la Russia post sovietica degli inizi anni 90 e gli USA, e nonostante che quegli stessi Stati fossero fra i principali firmatari della convenzione di Helsinki sulla sicurezza degli Stati  e sulla autodeterminazione dei suoi popoli. In Italia, a fronte di questi fermenti di progresso di liberazione e di riconquista di indipendenza e sovranità attivi, vorrei dire spumeggianti, cosa succede? Secondo un copione che si ripete da millenni ormai, succede il ritorno dei monarchi elettivi a tempo! Ieri De Gasperi, Togliatti   Andreotti, De Mita, Craxi ecc, oggi Scalfaro, Monti, Napolitano e ultimo arrivo il novello signorotto Renzi, solo per citarne alcuni. Nessuno di loro di stampo sabaudo ma piuttosto italicum e non solo per effetto del porcellum. Definito questo quadro di insieme, italiano ed internazionale, è tempo di parlare di Lombardia e del suo inalienabile diritto all’autodeterminazione!

Dov’è precipitata la Lombardia

Il paradosso che stiamo vivendo, in questa Italia sempre più despota, nella quale la Lombardia è stata precipitata e non per sua scelta, è un ritorno al 1859 quando, un lontano, ma vorace, erede del conte francese fondatore della dinastia Savoia,   Vittorio Emanuele II cancellò 2300 anni di storia e di identità lombarde con un semplice tratto di penna (Regio decreto del luglio 1859). La Lombardia divenne semplicemente una provincia del Regno di Sardegna e retta da un prefetto con pieni poteri civili e militari. A ben vedere un triste epilogo per la nostra Nazione lombarda pure testimone e protagonista, nel corso delle sue vicende storiche, di eventi sociali, politici e militari talvolta decisivi non solo per l’Italia ma anche per L’Europa degli Imperi. Cadere dalla gloria de: la Corona Ferrea, il Carroccio di Legnano, lo Statuto dei Liberi Comuni, I moti di Milano e di Brescia, il Vicereame del Lombardo Veneto, alla polvere di Sardegna (così trattava questa nobilissima isola il baffuto Savoiardo) non è stato sufficiente al popolo lombardo e alla sua classe dirigente. Il peggio, come un vero e proprio tsunami, sarebbe ancora dovuto avvenire 100 anni dopo, come vedremo più avanti.

Le istituzioni avanzate vennero brutalmente soppresse

Ma tornando al 1859, tutte le Istituzioni lombarde, ben più avanzate di quelle sardo-piemontesi, vennero brutalmente soppresse e sostituite da quelle sabaude. Istituzioni (quelle lombarde) che, basate su solide  istituzioni comunali di matrice longobarda,  si erano evolute e ampliate nel Regno Italico voluto da Napoleone I. E, poi aggiornate e consolidate con il ritorno dell’Impero Austro-Ungarico e da ultimo sfociate nella costituzione del Vicereame Lombardo Veneto. Ricordo solo che in entrambi i casi Milano era una delle capitali (Le altre erano  rispettivamente Verona per il Regno Italico  e Venezia per quello Lombardo Veneto).Più che di polvere si deve parlare di fango, per non dire di peggio, cari amici lombardi!  (1-segue)

 

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4 Commenti

  1. Antonio says:

    Secondo me bisogna far rinascere il lombardoveneto e buttare fuori l’ occupante abusivo italiano. Dichiararsi cittadini lonbarbi veneti mantovani tutti insieme e disconoscere l’ italia. l’ unione fa la forza. Londardia veneto friuli sono solo un’ espessione geografica e amministrativa fatta aposta dall’ italia per dividerci basta guardare le vecchie mappe. Speriamo diventi realta hanno pure cancellato il regio decreto perche?

    • aldo moltifiori says:

      La ringrazio per l’attenzione e per la sua precisazione circa la Lombardia.
      In effetti l’attuale Lombardia, che è quella che emerge dalla vicenda del Granducato di Milano per successive spoliazioni territoriali, è una parte e non la più significativa della Langobardia. Essa attaverso i Re Autari, Agilulfo e Rotari ha dato origine al Regno Longobardo gemmato poi in quello d’Italia per decreto imperiale di Carlo Magno. I suioi confini prima delle estensioni territoriali volute da Liutprando e da Astolfo comprendevano l’attuale Lombardia tutta la lunigiana, tutto il Piemonte, il Veneto ad eccezione di Venezia Rovigo e tutto il Friuli. Concordo con Lei che il modello federativo dovrebbe avere il suo nocciolo duro nella convergenza di Lombarfdia Veneto e Friuli. Tuttavia le loro diverse vicende storiche meritano una federazione e non una unione all’italiana. Grazie ancora e cordiali saluti. Aldo Moltifiori.

  2. Diego Zoia says:

    Concordo, ma preciso che il Lombardo Veneto non era un Vice reame, ma un Regno vero e proprio

    • aldo moltifiori says:

      La ringrazio per l’attenzione. Debbo tuttavia precisare che il decreto imperiale istitutivo lo definiva per l’appunto Un Vicereame. Tanto che il suo reggitore era l’ Arciduca Massimiliano d’Austria che non era un Re quale avrebbe meritato un Regno. Cordiali saluti Aldo Moltifiori,

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