CI PARLANO DI NEVE PER TACERE DI ALTRE TEMPESTE

di LUCA PODESTA’

Penso vi sarete accorti, ultimamente, che i principali giornali e canali televisivi stanno facendo a gara per raccontare il più emozionante “romanzo meteorologico”. Sembra infatti da qualche tempo che il problema principale dei mass media sia di spiegare al cittadino-lettore-ascoltatore che per una congiunzione di avvenimenti astrali lui si sia ritrovato scaraventato in pieno inverno. Naturalmente con tutte le conseguenze del caso: giornate fredde… anche piuttosto fredde… addirittura delle nevicate.

Molti giornali stendono classifiche delle località che, secondo più o meno precisati rilevamenti, risulterebbero raggiunte da temperature polari. Nella mia provincia, cuore delle Val Padana, pare si siano raggiunti anche i 10, c’è chi dice 12 gradi sottozero di temperatura minima notturna. Il tutto, unitamente alla neve, causa vari problemi allo svolgersi delle attività umane rispetto ad altri periodi più miti di stagione. Il tutto, se non vado errato, si ripete almeno da qualche secolo.

Perché dunque questo sensazionalismo, a cui beninteso, come gli attenti lettori avranno già notato, questo giornale si rifiuta lodevolmente  di partecipare?

La risposta non è quella che vi sentite dire da molte persone a cui si pone questa domanda, cioè: “Altrimenti non sanno cosa scrivere”… la risposta giusta è: “Altrimenti dovrebbero scrivere più spesso di faccende più importanti o scomode che riguardano tutti noi”. Mi sembra evidente che una popolazione impegnata, in mancanza di disastri spettacolari in stile Costa Concordia, a preoccuparsi del fatto che d’inverno possa nevicare, persino a Roma, causando catastrofi e paralisi che sembrano organizzate dal miglior Capitan Schettino di turno, abbia un po’ meno tempo ad accorgersi o a ricordarsi che comunque i nostri prodi condottieri della Repubblica Italiana, guinzagliata dall’ associazione privata chiamata Unione Europea, (privata perché di fatto è governata da banchieri ed affini) stanno “lavorando” per noi. Questo sì che dovrebbe farci provare un brivido nella schiena… altro che la gelata di febbraio.

Se noi ci fermassimo a riflettere un poco su quello che questa piratesca classe politica italiana sta combinando ed ha combinato a noi cittadini negli ultimi 20 anni di cosiddetta Seconda Repubblica, per tacere dei precedenti, non avremmo bisogno di sciarpe e maglioni per proteggerci dall’inverno. Basterebbe la temperatura corporea a scaldarci.

Il problema è che stanno ancora lì a raccontarcela. Coi metodi pacati e forbiti del professore di turno dall’ aplomb anglosassone, che sembra quasi farci un favore mentre ci spenna come un tacchino a Natale oppure coi metodi precedenti del piazzista di Arcore che ci ha raccontato per qualche anno che ci avrebbe portato nella Gardaland di tutte le repubbliche parlamentari con la sua rivoluzione liberale e tagliando le tasse a go’go’ per il soave godimento di qualunque elettore. Sarà stato anche sfigato, ma non mi pare che i risultati siano esattamente quelli. Della sedicente sinistra progressista che doveva salvare la repubblica dal Cattivone di Arcore si sono perse le tracce nelle immensità dello Spazio. Oppure si tratta di quei personaggi che, unitamente agli altri personaggi definiti “moderati” (non certo negli appetiti e negli intrallazzi) stanno suonando la serenata al sopracitato professore emerito che tanto ha a cuore noi cittadini? Assieme a tutta questo bella (si fa per dire) compagnia di teatranti ce ne sono anche alcuni che interpretano un ruolo particolare: quelli che dicono che non gli va più bene il copione della commedia ( sarà vero? Chissà perché? Visto che gli è andata bene per anni fino a tre mesi fa…) e si sono intrufolati a fischiare col pubblico in subbuglio quando invece bisognerebbe, dopo aver contribuito a provocare i fischi fino all’ altro ieri, con varie interpretazioni comiche (una per tutte, ma ce ne sarebbero una serie: i Ministeri del Nord) che avessero almeno la decenza di andare a casa e lasciassero la scena a qualcun’altro che difficilmente riuscirebbe ad essere meno inconcludente ed impiastro nell’ interpretare il ruolo del Braveheart senza macchia e senza paura.

Noi cittadini, padani o del resto della penisola dovremmo preoccuparci meno delle varie evoluzioni metereologiche stagionali, problematiche sì, ma sicuramente meglio affrontabili con un  po’ di preparazione e di memoria storica dei nostri genitori e nonni ben più avvezzi di noi a sapersi comportare convenientemente di fronte ad una spanna in più di neve, e chiederci invece come attrezzarci ad affrontare le vere tempeste in arrivo. Quelle politiche e sociali, non causate dalle bizze della natura, ma dall’ impudente comportamento di certi (pochi) uomini verso (molti) altri. Prepariamoci, perché dopo il freddo e la neve d’ Inverno arriva inevitabilmente il caldo e la sorprendente afa d’ estate, con la sua famosa temperatura reale e quella percepita, per la sofferenza della solita platea di spettatori e per il beneficio della solita compagnia di teatranti.

 

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5 Comments

  1. luigi bandiera says:

    FINITO CON SILVIO, rimane il tempo e fortuna vuole proprio MAL TEMPO.
    .

    Altrimenti tutti disoccupati. Ma fortuna che c’e’ ancora l’art.18.

  2. Rosanna says:

    e qualcuno dirà…meno male che è nevicato…la costa crociere non bastava più.

  3. lorenzo canepa says:

    Concordo in pieno. Grazie a lindipendenza riusciamo ad avre notizie aggiornate e liber . I giornali italiani sono da tempo essclusivamente al servizio deila casta.
    Tagliamo del 75% i compensi ai parlamentari e del 50% il loro numero allora forse qualcosa cambiera´.

  4. elvira says:

    Condivido al 100% bravissimo!

    • Marco says:

      Signor Luca tutto giusto. Ok siamo d’accordo e poi. Quante sono più di cento righe per dar fuoco al rancore contro tutto e tutti. Scriva articoli utili e no questa serie di affermazioni trite e ritrite. Attendo un articolo degno di questo nome. Questo scritto conferma la mediocrità di cui lei parla.
      Marco

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