Parlamentarie, che delusione! Solo in 32mila hanno votato

di REDAZIONE

Sarà stato pure «un bagno di democrazia», ma in una vasca più che nel mare. I dati delle parlamentarie del M5S lasciano una scia di polemiche e dubbi: colpa dei pochissimi votanti.
Meno di 32.000 persone. Come calcolarli? A urne chiuse Beppe Grillo ha parlato di 95.000 voti disponibili per 1.400 candidati. Ma ogni militante certificato aveva tre preferenze da indicare. Considerando che le circoscrizioni erano 31, la media è di circa 1.000 voti ciascuna.

«C’è più gente nel mio quartiere», ha scritto un attivista sul sito dell’ex comico. Nel day-after di commenti così, in rete, se ne contano a bizzeffe: «Più che le primarie sembra una loggia massonica». Nel mirino ci finisce sempre il Casaleggium, per indicare il sistema elettorale elaborato dal riccioluto guru informatico. Anche perché le richieste di chiarimenti intasano il blog per tutta la giornata. Ma nessuno, dello Staff, batte un clic.
Solo Grillo, via Twitter, rassicura che «gli iscritti parteciperanno alla stesura del programma». Ma sempre con queste modalità d’accesso? Intanto, non mancano casi emblematici. Nel feudo dell’Emilia Romagna, la più votata è la neo laureata ventiseienne riminese Giulia Sarti: ha staccato tutti con 374 preferenze. Sarà dunque capolista alla Camera, dopo una specie di elezione di condominio.

A Parma, Stalingrado a Cinque Stelle, il candidato locale è arrivato quattordicesimo. Segno che l’armata del sindaco Pizzarotti ha disertato le urne oppure il tizio era antipatico. Di sicuro, però, Grillo si è preso una rivincita con chi gli dava del maschilista dopo il caso Salsi. Il 55% delle capilista, tra Camera e Senato, sono donne (17). Ma non chiamatele le amazzoni di Beppe.
In generale c’è uno spaccato d’Italia molto combat e dal futuro incerto con precari, studenti, casalinghe e disoccupati. Ma anche informatici, avvocati, vignettisti e non manca un nerboruto carrozziere. In Piemonte, il capolista per Palazzo Madama è Marco Scibona, 45 anni e No-Tav tutto d’un pezzo nonché portaborse dell’ortodosso consigliere regionale David Bono.

Davanti a lui, Laura Castelli, 26 anni, è un lavoro sempre in Regione con il M5S. In Liguria, terra del genius loci Grillo, in cima c’è Cristina De Pietro, avvocato di lungo corso, scartata alle ultime comunali di Genova. In Veneto, hanno brindato con fiumi di Spritz la giovane disoccupata Francesca Spessotto e la baby avvocato Francesca Businarolo di 29 anni. In Lombardia: due uomini al comando, entrambi fedelissimi. E cioè: l’informatico Vito Crimi, già candidato al Pirellone, e il medico meneghino Alberto Zolezzi. Maschi al potere anche in Puglia e Campania. Ma sono sempre le donne ad avere la meglio nel Lazio (con l’attivista per l’acqua pubblica Federica Daga), in Abruzzo, Molise, Toscana e Umbria.

Fonte originale: www.ilmessaggero.it di Simone Canettieri

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9 Comments

  1. Davide says:

    Ma vi siete chiesti quante persone decideranno chi finisce nelle liste del pd e di forza italia o pdl? Secondo voi saranno i 3 milioni o una decina di persone chiuse in una stanza? In effetti forse 10 sono troppe. Sveglia! Il m5S é l’unico che ha permesso a tutti gli iscritti al movimento di scegliere i Parlamentari. Non c’é alcun confronto possibile perché nessun altro lo ha fatto.

  2. VIPER says:

    Chissà che la somiglianza..segnalata tra l’Italia dei Valori, e il Movimento 5 scimmie, non vi apra finalmente gli occhi per capire che state votando per la stessa pappardella..vi hanno preso da scemi e vi stanno trasportando da scemi…VE LA VOLETE DARE UNA SVEGLIATA OPPURE CONTINUATE A DORMIRE E GRIDARE ALLA LIBERTA’.. aspettando che ve la dia un altro attore di Montecitorio?

  3. lavitolo says:

    risultato devastante, ma comunque migliore di migliaia di volte delle primarie del PD: infatti 32000 elettori potevano scegliere 1400 persone, mentre nelle primarie 1 milione di elettori poteva scegliere solo tra 5 zombie. non parliamo del PDL, perché non c’è stata nessuna scelta, solo un morto vivente che a volte ritorna.
    nell’ideale del m5s la partecipazione è quella delle idee: chi poi deve sostenerle in parlamento è puramente un automa.
    ma forse è piuttosto inutile spiegarlo a chi vuole solo screditare…

  4. giancarlo says:

    Affaracci di quelli che non han vontato. Vince chi ha più voti.. non importa se sono 20 20mila o 20milioni. La quantità di voti non interferisce con l’importanza.

  5. ingenuo39 says:

    Forse non sono andati a votare perchè non costava niente?
    Forse si, perchè gli Italiani indigenti, trovano sempre 2€ da dare al partito che “dopo” li protegge o ai sindacati che proteggono i lavoratori. Mi sa che non sono abbastanza ingenuo per credere anche a queste cose.

    • Giacomo says:

      guarda che il PD è un partito che potrebbe ricevere il 27% dei voti degli elettori itaglioni, pari a circa 13.5 milioni di itaglioni maggiorenni. Alle primarie sono andati a votare solo in tre milioni, cioè i fedelissimi, che sono la più robusta stampella del regime clientelare itaglione.

  6. Gianni says:

    che delusione di articolo! ma c’è almeno un giornale in italia che non cerchi in tutti i modi di screditare il 5 stelle? a posteri l’ardua sentenza..

  7. Giacomo says:

    Parentopoli grillina, storie di candidate fidanzate, sorelle e amiche. Questo l’andazzo dell’ennesimo “Partito degli Onesti”.

    La virtù non risiede nella presunta onestà dei politici, ma nello spessore del randello nodoso in mano al cittadino elettore contribuente.

    Il randello è la democrazia diretta.

    • Giacomo says:

      M5s, parlamentarie:dubbi di nepotismo
      Ancora bufera sulle parlamentarie del M5s.Questa volta a gettare un’ombra sul risultato complessivo è stato un post di Gino Camillo,che su Facebook ha contestato la vittoria di Yvonne De Rosa nel Vecchio Continente.
      «Non riesco a capire come possa risultare la prima eletta nella circoscrizione Europa»,ha scritto,«dato che si è iscritta al MeetUp di Londra solo il 6 novembre 2012 e che prima di questa data era venuta a un solo MeetUp il 19 ottobre per accompagnare il suo ragazzo Roberto Fico (primo tra i candidati nella circoscrizione Campania 1 e volto storico dei grillini)».E ha quindi attaccato:«Parentopoli e paracadutati all’ultimo minuto in politica sono cose che fanno i partiti.Non il Movimento 5 Stelle».
      AMICI E PARENTI IN LISTA.Come ha riportato Corriere della Sera scorrendo i nomi dei candidati si scopre che non sono pochi i legami affettivi o familiari.In Sicilia corre Azzurra Cancelleri,sorella di Giovanni eletto all’Ars e candidato grillino alla presidenza della Regione,con un passato nello staff di Sonia Alfano(europarlamentare Idv,candidata con gli Amici di Beppe Grillo nel 2008).In Liguria Cristina De Pietro è previsto che sia la capolista ed è la sorella del consigliere comunale genovese Stefano.In Lombardia,ha passato le primarie Tatiana Basilio, mentre il marito(anche lui alle Parlamentarie)Simone Ferrari non è previsto sia in lista.
      FRATELLI INSIEME ALLA META.Al Senato potrebbero arrivare in coppia dalla Puglia Maurizio e Tiziana Buccarella,fratello e sorella,primo e quarta in lista per Palazzo Madama.Ma proprio Maurizio,il più votato in regione,rigetta l’idea di una parentopoli grillina:«Io mia sorella non l’ho votata.Anzi» ha assicurato «non si è votata neppure lei.Non c’è nessun familismo perché nessuno può nominare nessuno,nessuno può manovrare il voto:nel movimento non ti candidi, ma ti candidano».Però c’è anche chi pur avendo tutti i requisiti non è scesa in campo. Come Cinzia Piastri moglie di Pizzarotti

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