PARLA LUSI: QUI SALTA TUTTO IL CENTROSINISTRA

di REDAZIONE

«Io ho gestito 214 milioni di euro del partito, e ne ho lasciati 20 in cassa. Facciamo finta che ne abbia presi 7, poi ho pagato 6 milioni di tasse e arriviamo a questi famosi 13 milioni. Ne rimangono altri 181… Dove sono finiti? Li abbiamo usati tutti per pagare il personale e i telefonini?». Lo ha detto Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, in un fuorionda a ‘Servizio Pubblico’, la trasmissione di Michele Santoro. «Tutti sapevano tutto. O, meglio, chi lo doveva sapere lo sapeva. Se ho finanziato Rutelli da quando è andato all’Api? La cosa incredibile è che se tu hai raccolto 100 lire per strada e te le tieni in tasca, poi ti metti pure a dire che è giusto restituire i soldi che trovi per terra e che non sono tuoi? Stai zitto, no? E invece lui parla. Questa partita – ha continuato l’ex tesoriere della Margherita – è molto più grande. Questa partita fa saltare il centrosinistra».

La bomba è innescata e il principale accusato, anzi il solo accusato finora di quanto è successo dei soldi della Margherita, dice una cosa che molti in queste settimane hanno pensato: ma possibile che Rutelli e gli altri dirigenti margheritini non ne sapessero nulla? Sotto il loro naso passano centinaia di milioni di euro e nessuno sa dove sono andati a finire? Lusi, evidentemente lo sa, e se parla lui è molto probabile che salta tutto. Intanto manda un messaggio al suo ex amico Rutelli: smettila di dare aria alla bocca sennò…

Intanto l’inchiesta nei confronti di Lusi continua, e si apprende che i soldi sottratti alla Margherita sarebbero tra i 18 e i 20 milioni di euro. Oggi il nucleo di polizia tributaria di Roma della Guardia di Finanza ha sequestrato immobili e due milioni di euro riconducibili al senatore Luigi Lusi, al centro di un’inchiesta giudiziaria per essersi appropriato illecitamente di 13,5 milioni di euro dalle casse della Margherita.  Le Fiamme Gialle, coordinate dal generale Virgilio Pomponi, hanno apposto i sigilli a cinque appartamenti nel comune di Capistrello (L’Aquila), intestati all’ex esponente del Pd, e ad una villa ad Ariccia che risulta assegnata in usufrutto alla nipote dell’ex tesoriere della Margherita. I due milioni di euro sono stati rintracciati su conti aperti presso Allianz Bank. A firmare il provvedimento di urgenza di sequestro sono stati il procuratore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto Stefano Pesci. Nelle scorse settimane sono stati sequestrati a Lusi le quote delle società Ttt e Paradiso immobiliare, titolari dell’ appartamento di via Monserrato, nel centro di Roma e della villa di Genzano, dove abita il parlamentare nonchè conti correnti sui quali erano depositati 490 mila euro.

Sono coinvolti anche alcuni famigliari di Lusi. Nel provvedimento di sequetro emesso oggi per bloccare 5 immobili, una villa e due milioni di euro, vengono indicati anche i nomi dei famigliari dell’ex tesoriere Dl iscritti nel registro degli indagati. Si tratta della moglie di Lusi, Giovanna Petricone, di 46 anni, accusata di avere ricevuto dal marito assegni per oltre 3 milioni di euro e perciò indagata per ricettazione e concorso in riciclaggio. Accuse che vengono estese anche al fratello della donna, Francesco Giuseppe Petricone. A lui la sorella avrebbe girato un milione e 601mila euro tramite una società di diritto canadese da lui amministrata, la ‘Luigia ltd’.

La moglie di Lusi è indagata per ricettazione e riciclaggio. A lei i pm Alberto Caperna e Stefano Pesci contestano l’accredito, sul proprio conto corrente, di quasi tre milioni e 300 mila euro provento parziale – si legge nel decreto di sequestro di immobili e di denaro eseguito oggi nei confronti del parlamentare – dell’appropriazione indebita attribuita a Lusi. Di questo totale, un milione e 600 mila euro sarebbero stati trasferiti dalla donna, di «concerto con il coniuge», alla società canadese ‘Luigià, amministrata «dal fratello Francesco Giuseppe e riferibile a Lusi». Giovanna e Francesco Giuseppe Petricone, in concorso con lo stesso Lusi, sono indagati anche di intestazione fittizia di beni in relazione al trasferimento fraudolento di tale somma. Micol D’Andrea, moglie di Emanuele Lusi, nipote del parlamentare, è indagata per impiego di danaro, beni o utilità di provenienza illecita per essersi prestata ad «intestarsi fittiziamente l’usufrutto» di una villa ad Ariccia sulla quale Lusi aveva investito un milione di euro sottratta dalle casse della Margherita. Non solo, in concorso con Lusi, la donna è iscritta anche per intestazione fittizia di beni. Spiegando il coinvolgimento dei familiari, gli inquirenti sottolineano che Lusi dichiarava al fisco un imponibile di circa 400 mila euro l’anno. Gli investimenti immobiliari fatti successivamente all’appropriazione di danaro dalle casse della Margherita «non poteva che ingenerare il sospetto in chi venisse richiesto di prestarsi a una intestazione fittizia».

Spiegando i motivi del sequestro preventivo con carattere d’urgenza dei beni di Lusi, i pm romani affermano che il senatore e la moglie «sono più volte intervenuti sui propri beni in momenti verosimilmente topici delle indagini». Interventi che hanno provocato le segnalazioni dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) a Bankitalia. «In questi giorni – si legge nel provvedimento eseguito oggi dalle fiamme gialle – in concomitanza con l’estendersi delle indagini si vanno moltiplicando segnali preoccupanti. Di uno di essi dà conto la nota delle persone offese depositata ieri nella quale si fa riferimento ad articoli del quotidiano Libero assai verosimilmente ispirati dallo stesso indagato, posto che l’autore degli articoli fa riferimento a circostanze che non emergono dagli atti e dai documenti acquisiti al fascicolo processuale e che, qualora veritiere, sarebbero probabilmente note al solo Lusi».

 

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