Parigi e Berlino ci riprovano. Hollande e Merkel vogliono decidere per tutti

di REDAZIONEMostra

La decisione della Germania di ristabilire i controlli alla sua frontiera con l’Austria ha preso in contropiede la Francia, anche se il governo tedesco aveva preavvertito quello francese: contatti ci sono stati per tutta la giornata di domenica 13 settembre, culminati in una lunga telefonata tra Angela Merkel e Francois Hollande. Lunedi’ mattina 14 settembre i due governi hanno tenuto a mostrare la propria unita’ d’intenti agli altri paesi europei, in vista del vertice pomeridiano a Bruxelles dei ministri dell’Interno dell’Unione: la cancelliera tedesca ed il presidente francese hanno assicurato di condividere “la stessa valutazione della situazione creata dall’arrivo dei rifugiati”.

Ma in filigrana, secondo il quotidiano conservatore francese “Le Figaro”, si poteva leggere una velata critica della Francia al metodo scelto dalla Germania: anche se a Parigi si fa mostra di comprensione verso Berlino, che deve affrontare un’ondata migratoria di portata eccezionale, la notizia che “la Germania chiude le frontiere” ha spiazzato i vertici politici francesi che nei giorni scorsi si erano allineati alle posizioni tedesche in favore dell’accoglienza dei profughi; fra l’altro, dopo molte titubanze dovute anche al desiderio di non offrire spazi di propaganda anti-immigrati all’opposizione interna di destra, soprattutto quella del Front national (Fn) di Marine Le Pen. In realta’, fa notare il “Figaro”, la Francia aveva gia’ fatto qualcosa di simile ristabilendo i controlli di frontiera al suo confine di sud-est con l’Italia, a Ventimiglia. “Ma l’abbiamo fatto alla nostra maniera” rivendicano anonime fonti dell’Eliseo citate dal quotidiano: cioe’ senza eccessiva risonanza internazionale. Ad ogni modo, il duo Merkel-Hollande lunedi’ intendeva fare pressione su Bruxelles per la creazione al piu’ presto di quei “centri di controllo e registrazione” necessari “perche’ l’Europa possa far rispettare le sue frontiere esterne”; per poi affrontare la questione, anch’essa assai spinosa, della ripartizione dei richiedenti asilo. Come sia andata poi si sa: mentre l’eccezionale afflusso di migranti mandava in pezzi lo spazio Shengen, paesi dell’Unione Europea sono d’accordo solo sul fatto di essere in disaccordo.

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