Parenzo e Pacifici arrestati e fermati ad Auschwitz. Dal campo nazista ai metodi polizia polacchi

di DISCANTABAUCHIpolonia

Avevamo giusto l’altro giorno pubblicato in modo pressoché integrale il comunicato stampa dell’ambasciata di Polonia a Roma su Auschwitz, che precisava come quel campo fosse un campo nazista, e che pertanto parlare di un campo “polacco” facendo riferimento al territorio, fosse rischioso e prestasse il fianco al negazionismo. E poi, in fin dei conti, si leggeva, si trattava di un territorio che allora non poteva essere definito stato polacco (http://www.lindipendenzanuova.com/auschwitz-lambasciata-polacca-vi-spieghiamo-come-si-pronuncia-secondo-lunesco/). Dopo le raccomandazioni alla stampa, come hanno trattato i polacchi i giornalisti chiusi per errore l’altro giorno nel campo nazista? Vediamo.
Arrestati e interrogati, 48 ore di fermo

Ecco il giorno dopo la clamorosa vicenda del rabbino capo di Roma, Pacifici, e di David Parenzo, giornalista di Matrix, autorizzati alle riprese notturne per il servizio sulla giornata della memoria. Ma la macchina polacca, si può dire polacca, adesso che è Stato, del campo voluto dai nazisti, non funziona. Chiudono il campo e loro, Parenzo e Pacifico restano chiusi dentro! Nessuno si cura di loro. Trovano una finestra da cui uscire ed ecco che riacquistano la libertà. Ma arriva la polizia: tre ore e mezzo di interrogatorio, 48 0re di fermo di polizia, l’accusa di effrazione, eppure avevano in mano il permesso che spiegava le ragioni del loro ingresso. Un incubo.  “Ci hanno tenuto tre ore e mezza dentro il campo, interrogandoci, è venuta la polizia criminale e anche la scientifica. Poi ci hanno portato in commissariato e ci hanno detto che eravamo in stato di fermo per 48 ore“, raccontano i due.

Rammarico, nessuna scusa

Ma più sconcertante, forse, è il secondo comunicato dell’ambasciata, che pubblichiamo di seguito. Scuse? Neanche per idea. Pacifici e Parenzo,  fin dei conti, avevano violato le norme, polacche, nel campo, nazista. Grazie all’ambasciata italiana e alla Farnesina, sono stati rilasciati. Ed ecco invece la posizione polacca dell’ambasciata a Roma. Da leggere tutta d’un fiato.

“In riferimento all’incidente che ha coinvolto il Signor Riccardo Pacifici, il Sig. David Parenzo e l’equipe televisiva del programma MATRIX nell’area del Campo di Sterminio Nazista Tedesco Auschwitz-Birkenau si ritiene opportuno chiarire quanto segue:

 

·         Il 27 gennaio ad Auschwitz erano in corso le celebrazioni del 70° anniversario della liberazione del campo alle quali hanno partecipato oltre 50 delegazioni, tra cui numerose guidate da monarchi, capi di stato e di governo. Il carattere particolare di queste celebrazioni ha richiesto l’introduzione di misure di sicurezza drasticamente potenziate.

·         Qualsiasi comportamento fuori dagli standard delle persone presenti doveva pertanto suscitare allerta nei servizi d’ordine preposti, il cui intervento era dettato esclusivamente dalla volontà di garantire l’ordine e la sicurezza in quel luogo particolare e in quel giorno.

·         I servizi di sicurezza del campo hanno seguito le procedure previste che prevedono, in caso di disordini o distruzione dei beni anche se involontaria,  la convocazione delle Forze di Polizia al fine di garantire il necessario chiarimento e un’adeguata documentazione dell’accaduto.

Esprimiamo il nostro profondo rammarico per quanto occorso, ma la premura di assicurare un carattere dignitoso alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto unitamente alla particolarità del contesto e della ricorrenza, obbligavano le forze dell’ordine a trattare in maniera non difforme rispetto alle procedure qualsiasi genere di violazione alla dignità di questo luogo e al senso di sicurezza. Riteniamo pertanto che i suddetti chiarimenti pongano fine all’incidente”.

Incidente? Rammarico, e non scuse. La parola vergogna non è abbastanza.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. loris54 says:

    visto che c’erano potevano tenerli in gattabuia, almeno un mese.

  2. caterina says:

    i nostri hanno imparato a loro spese che non erano in Italia, dove si fa quello che si vuole…
    però l’esperienza di trovarsi reclusi mica male…

Leave a Comment