PAPERONI IN FUGA DA HOLLANDE: “TROPPE TASSE”

di GIANCARLO PERINA

Lo avevano annunciato molti analisti, ma si tratta di una storia vecchia come il mondo: quando qualcuno – arbitrariamente – decide di tassarti oltre un limite considerato accettabile dà il via alla fuga generalizzata.

Belgio, Svizzera, Gran Bretagna: verso questi tre paesi si starebbe dirigendo un buon numero di «ricchi» francesi, spaventati dai programmi dalla supertassa del 75% annunciata dal presidente socialista Francois Hollande sulla parte di reddito che supera il milione di euro e dall’aumento della patrimoniale. Secondo un’inchiesta svolta nei tre paesi dal quotidiano Le Parisien, la temuta «fuga» sarebbe almeno in parte già realtà. «Da lunedì c’è una corsa», sostiene Didier Gregoire, avvocato fiscalista di uno studio legale di Bruxelles, secondo il quale «in due giorni e mezzo» ha ricevuto «15 nuove domande di residenza fiscale. Siamo pieni di appuntamenti», afferma.

In maggioranza, si tratta non di imprenditori ma di ex capi di imprese che hanno venduto gli impianti in Francia e non vogliono pagare il 40% di tasse nel loro paese. In Belgio non c’è nè patrimoniale nè tassa sulle plusvalenze finanziarie, un aspetto sottolineato anche da Dominique De Licthterweld, che gestisce un’agenzia immobiliare bruxellese: «da due mesi – dice – abbiamo avuto un + 30% di visite di francesi che hanno venduto la loro fabbrica o che stanno per farlo. Tutti sono invogliati dalla vicinanza e dalla rapidità del Thalys (la Tav Bruxelles-Parigi, ndr) per non parlare del liceo francese se hanno dei figli». Nei quartieri preferiti di Ixelles e Uccle, vivono circa 8.000 francesi, decine e decine di nuovi ne starebbero arrivando.

Philippe Kenel, avvocato fiscalista di Ginevra, in Svizzera, dice di aver ricevuto «una quindicina di dossier con richiesta di espatrio fiscale da tre mesi a questa parte», soprattutto «parigini ricchi» che puntano a una pensione tranquilla senza essere bersagliati dal fisco.

Anche in Svizzera, niente patrimoniale e tassazione in base al tenore di vita e non al reddito. Quanto all’Inghilterra, Alexander Kraft, presidente di Sotheby’s international Realty France, rivela che «dal primo turno delle presidenziali alcune grandi ricchezze francesi, a partire da 20 milioni di euro in su, hanno manifestato molto interesse» all’esilio fiscale londinese. A condizione di vivere almeno sei mesi dall’altra parte della Manica, infatti, i Paperoni francesi avranno il miraggio di essere tassati non sulla loro fortuna, generalmente lasciata all’estero, ma unicamente sui redditi.

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One Comment

  1. guidotravan says:

    E’ inaccettabile che qualsiasi lavoratore, a prescindere dal suo limite di reddito, debba pagare le tasse oltre il 33%. Questa dovrebbe essere la soglia massima oltre la quale giustamente un cittadino si sente sfruttato, ed ha la sensazione di diventare un suddito . In Italia siamo oramai da tempo oltre l’effettivo 50% del reddito ed infatti chi può scappa in altri paesi o cerca di evadere con ogni mezzo . E’ legittima difesa. Quando una persona accetta di confrontarsi nel libero mercato e si ritrova ad essere schiavizzato dalle tasse oltre che dalla burocrazia e dall’inefficienza dei servizi cosa dovrebbe fare ?
    L’unica cosa da fare è ridurre i costi dello stato, ridurre i dipendenti pubblici, ridurre le spese militari, ecc ecc. Perchè non viene fatto e nessuno mai lo farà? Per il semplice motivo che ogni disoccupato in più sarà un voto di protesta ed il consenso che tiene in piedi la politica attuale potrebbe cadere. Di questo passo le tasse arriveranno al 75% e forse solo allora , quando non ci saranno più liberi imprenditori , professionisti ed artigiani perchè fuggiti all’estero o falliti , il percorso iniziato molti anni fa sarà concluso . La parola finale si chiamerà DEFAULT !!

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